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Il mosaico di Rupnik al Corpus Domini… (video)

Mosaico della chiesa parrocchiale Corpus Domini in Bologna opera di p. Marko Ivan Rupnik‎ 

1.La Crocifissione

Cristo è rappresentato sulla croce con sotto di essa la madre, Maria, e San Giovanni apostolo. La croce è di colore nero e su di essa vi è una fiamma che simboleggia lo Spirito Santo. Sotto la croce è il Golgota, che in ebraico significa il cranio, e dove, secondo la tradizione ebraica, vi è la tomba di Adamo.

Parola di Dio

Dalla Passione secondo Giovanni (19,5-7;16-18;25-30)

5Gesù uscì [dal pretorio] portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!». 6Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». 7Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

16Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù 17ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, 18dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo.

25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

28Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».

 29Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Descrizione della Scena

La raffigurazione principale di tutto il mosaico è certamente la Crocifissione che domina nella parete centrale. Qui l’artista, p. Marko Rupnik, ha voluto rappresentare Gesù dopo la morte con gli occhi aperti. Infatti il costato di Cristo mostra la ferita aperta anche sopra gli abiti sacerdotali di cui è vestito. La sua posizione sulla croce non è di un uomo sofferente o morente, ma è quella di colui che, con le braccia spalancate, accoglie chi entra in chiesa, come per abbracciarlo. Il suo sguardo è mite e la testa, leggermente inclinata di lato, esprime una grande tenerezza verso colui sul quale si poggia il suo sguardo. La croce è nera, perché il nero è il colore delle tenebre, del peccato e della morte. Cristo è là dove c’è la morte, il peccato e la notte dello spirito. Nelle Sacre Scritture la rivelazione di Dio avviene sempre nel buio: nella notte discese la Parola di Dio; nella notte il popolo d’Israele uscì dall’Egitto, nella notte nacque il Figlio di Dio e si fece uomo; nella notte fu tradito, si fece buio nell’ora della morte e nella notte resuscitò. E’ nel buio della nostra sofferenza e del nostro limite che Gesù si può rivelare a noi. Lo possiamo incontrare, per la nostra salvezza, non nelle nostre perfezioni e nelle nostre bravure, ma nelle difficoltà spirituali, nella sofferenza, quando ci sentiamo abbandonati ed impotenti. È lì che Lui, senza che ce ne rendiamo conto, ci sostiene e ci salva.

La Croce è piantata sul monte Golgota, che in ebraico significa cranio. Secondo la tradizione rabbinica è il luogo dove fu sepolto Adamo, il primo uomo. Così si è sempre creduto che il Nuovo Adamo, Cristo, sia sceso negli inferi per riscattare coloro che erano morti prima di lui, fino ad Adamo. Nella base della croce astile, dietro alle candele del presbiterio, è raffigurato in bassorilievo Gesù che trascina Adamo ed Eva fuori dalla tomba afferrandoli per i polsi. Il teschio sotto la Croce, dietro alla sede del celebrante, simboleggia proprio che attraverso la morte Cristo è entrato nel regno delle tenebre e lo ha vinto.

A fianco della croce, sotto di essa, vi sono Maria e San Giovanni Apostolo, il discepolo che Gesù amava. Maria si protende verso la ferita del costato con in mano un purificatoio (telo usato per pulire il calice nella Messa). Maria è raffigurazione della diaconia della Chiesa. San Giovanni è simbolo dell’umanità a cui la Chiesa è affidata per la salvezza di tutti noi.

Sopra la Croce è schematizzato il soffio dello Spirito Santo, la cui potenza santifica i doni che sono sull’altare, perché diventino il Corpo e il Sangue di Cristo. Come i doni così anche noi che ci comunichiamo di quel Pane e di quel Vino siamo trasformati dallo Spirito Santo nel Corpo di Cristo.

Sul sacerdozio di Cristo

Dalla Lettera agli Ebrei (7,26-27)Tale era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; che non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso, il Signore nostro Gesù Cristo.