Raid di Boko Haram: sgozzati 43 contadini in una risaia

L’assalto è avvenuto nello Stato settentrionale di Borno. Il Daesh ha invece colpito un convoglio di militari uccidendone almeno sei
Un'operazione dell'esercito federale nello Stato del Borno contro Boko Haram

Un’operazione dell’esercito federale nello Stato del Borno contro Boko Haram – Ansa

Almeno 43 contadini sono stati uccisi nel Borno, Stato nel Nord Est della Nigeria, per mano dei jihadisti di Boko Haram. Lo riferiscono i leader di una locale milizia di autodifesa.
L’attacco è avvenuto in una risaia situata a meno di dieci chilometri da Maiduguri, capitale dello Stato, dove oggi si sono svolte le prime elezioni locali organizzate dall’inizio dell’insurrezione di Boko Haram. «Abbiamo trovato 43 corpi senza vita con la gola tagliata e sei persone ferite gravemente», ha detto Babakura Kolo, il leader della milizia. «È indubbiamente opera di Boko Haram che opera nella regione e attacca frequentemente gli agricoltori». Otto contadini sono dispersi e sono stati presumibilmente rapiti dai jihadisti, ha detto all’agenzia Afp un altro miliziano. A ottobre, i combattenti di Boko Haram avevano sgozzato 22 agricoltori in due attacchi separati avvenuti nella stessa zona. I terroristi prendono spesso di mira contadini, taglialegna, allevatori e pescatori, accusandoli di passare informazioni alle forze governative. Iniziati nel 2009, gli attacchi di Boko Haram hanno causato finora oltre 36mila vittime e più di due milioni di sfollati.

Una settimana fa almeno sei soldati erano invece stati uccisi e una dozzina feriti in un’imboscata tesa contro il loro convoglio da sospetti miliziani jihadisti della provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (Iswap). L’attacco del Daesh era avvenuto sempre nello Stato di Borno, nel villaggio di Burimari, mentre il convoglio si dirigeva nella città di Baga. Nonostante la reticenza delle autorità, diverse fonti, però, tra le quali membri del personale di sicurezza sopravvissuti all’attacco, avevano riferito che erano stati uccisi almeno sei soldati e un vigilante in aiuto all’esercito nigeriano nella lotta contro l’organizzazione jihadista Boko Haram, mentre circa una dozzina di altri militari sono stati feriti.

Gli islamisti hanno anche sequestrato due veicoli militari. Nel frattempo, la polizia ha confermato che non si hanno ancora notizie dei 18 fedeli rapiti da uomini armjati, dopo l’uccisione di altre cinque persone, durante la preghiera del venerdì in una moschea di un remoto villaggio nello Stato di Zamfara, a nord-ovest della Nigeria.

Nigeria. Assalto alla chiesa: 17 morti, tra cui 2 sacerdoti

Violenza in Nigeria. Militari schierati a difesa dei civili nel Benue

Le informazioni sono ancora confuse, ma appare già drammatico il bilancio di un attacco compiuto durante la celebrazione della Messa mattutina di ieri in una chiesa del villaggio di Mbalom , nello Stato centrale di Benue in Nigeria . Un commando di uomini armati ha infatti aperto il fuoco in chiesa uccidendo due sacerdoti e almeno 15 fedeli. Durante la fuga, come ha riferito la diocesi locale, il commando ha dato fuoco ad abitazioni e campi. Secondo il sito Il sismografo , i due sacerdoti uccisi sono padre Joseph Gor e padre Felix Tyolaha e prestavano servizio presso la parrocchia St Ignatius Quasi.

I tragici fatti sono stati confermati anche da padre Moses Iorapuu, direttore per le comunicazioni. La diocesi di Makurdi ha espresso le sue sentite condoglianze e al tempo stesso ha voluto denunciare l’insicurezza della popolazione di fronte alle bande di pastori fulani (etnia nomade dell’Africa occidentale, in gran parte di religione islamica) che spesso, anche con presunti pretesti politici, agiscono contro le persone e la proprietà, scontrandosi con gruppi di agricoltori stanziali. Secondo Human Rights Watch le violenze hanno causato la morte di 3mila persone dal 2010.

La tensione tra i pastori fulani e le comunità locali è legata all’aumento del bisogno di pascoli e ciò si scontra con l’espansione dei terreni agricoli da parte dei contadini sui corridoi tradizionalmente utilizzati dai fulani. L’elemento del fondamentalismo religioso, tipico invece dei terroristi nigeriani di Boko Haram, non sembra presente come causa scatenante, anche se alcuni cattolici temono che questi attacchi non siano episodi isolati tra di loro.

Costa d'Avorio, un viale deserto nei dintorni di Abidjan (Ansa)

Costa d’Avorio, un viale deserto nei dintorni di Abidjan (Ansa)

Sempre in Africa, in questo caso in Costa d’Avorio, l’altra sera l’ennesimo agguato di delinquenti comuni è costato la vita a un altro sacerdote lungo la strada che porta da Abengourou ad Agnibilékrou. Padre Bernardin Brou Aka Daniel , vicario della parrocchia del Sacro Cuore di Koun-Fao, rientrava a bordo della sua auto in compagnia di un altro sacerdote rimasto illeso, padre Théophile Ahi. La vettura è stata bloccata da una delle tante bande armate che operano lungo le strade del Paese con lo scopo di derubare gli automobilisti. Queste bande – riferisce ancora Il sismografo –, sono molto aggressive e violente. A padre Bernardin Brou Aka Daniel avrebbero sparato una prima volta per intimarlo a fermarsi: uno dei proiettili lo ha colpito.

E quando i delinquenti hanno visto che il sacerdote, ormai gravemente ferito, non portava soldi, e intanto un’altra macchina era in arrivo lungo la strada, hanno sparato una seconda volta al prete prima di fuggire. Padre Brou Aka Daniel è stato trasferito all’ospedale di Agnibilékrou, dove però è morto poco dopo. In totale sono 14 i sacerdoti uccisi nel mondo nel 2018, 6 dei quali in Africa.

da Avvenire

Nigeria. Uccise almeno 16 persone alla Messa di mezzanotte

Uomini armati hanno aperto il fuoco su un gruppo di fedeli che tornavano dalla Messa di mezzanotte, a fine anno, nella città di Omoku, nei pressi di Port Harcourt, nel sud della Nigeria, uccidendo almeno 16 persone.
Molti dei dettagli vanno ancora chiariti e quello che si sa finora è stato reso noto da una fonte della polizia e da un parente di una delle vittime.

«Diverse persone sono morte sul posto e altre 12, ferite da colpi di arma da fuoco, sono state trasferite in ospedale per le cure», ha detto un poliziotto sotto anonimato.

Il responsabile per l’informazione di polizia dello Stato di Rivers, Nnamdi Omoni, non ha confermato al momento il bilancio delle vittime, ma ha riferito che è stata lanciata dalle autorità «una caccia all’uomo per assicurarsi che i banditi vengano arrestati e processati». Le autorità locali hanno anche offerto una ricompensa di 200 milioni di mairas, pari a circa 450.000 euro, a chi dia informazioni che portino alla cattura dei responsabili, la cui identità è ignota.

Vanno ancora verificate una serie di informazioni riguardanti l’attacco avvenuto nella città nigeriana di Omoku. In ogni caso, stando a quanto riportato dal Nigeria Independent, gli assalitori hanno effettuato un attacco coordinato contro i cristiani che ritornavano dai servizi religiosi in due luoghi diversi, a Kirigani e Oboh, aree della comunità di Aligwu. Finora non ci sono state rivendicazioni da parte di gruppi terroristici.

avvenire