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A due anni dalla fuga dal Myanmar a causa delle violenze dei militari. Nulla è cambiato per i rohingya

L’Osservatore Romano
Sono passati due anni dalla fuga disperata di massa che, nel tempo, ha visto circa un milione di rohingya attraversare il confine del Myanmar verso il Bangladesh per sfuggire alla vasta offensiva dell’esercito governativo di Naypyidaw. Ma da allora nulla è cambiato per la minoranza etnica musulmana, considerata dall’Onu tra le più perseguitate al mondo. Una campagna militare, quella tenuta nello stato del Rakhine dove i rohingya vivono, caratterizzata da atrocità e brutalità tali che le Nazioni Unite hanno senza mezzi termini parlato di crimini contro l’umanità e di possibile genocidio.