Crea sito

musica Archive

0

Lunedì 6 marzo prende il via a Reggio Emilia la tredicesima edizione della rassegna SOLI DEO GLORIA. ORGANI, SUONI E VOCI DELLA CITTÀ

Cinquanta concerti nel territorio comunale e in alcuni comuni della provincia.

Centotrenta artisti, tra i quali alcuni grandi interpreti di fama internazionale di origini italiane

Mercoledì 1 marzo 201

É finita l’attesa: lunedì 6 marzo prende il via a Reggio Emilia la tredicesima edizione della rassegna Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città, realizzata per la direzione artistica di Renato Negri.

Le prime dodici edizioni di Soli Deo Gloria hanno confermato che la musica sacra e per organo attira un buon numero di neofiti, oltre che di appassionati, provenienti anche da province diverse. Grazie a questa rassegna, il pubblico, sempre più numeroso, ha inoltre l’occasione di riscoprire, attraverso l’ascolto, il patrimonio storico-culturale di Reggio Emilia: chiese di particolare bellezza come in città la Basilica della Ghiara o le chiese spesso di difficile accesso, quali San Giovanni Evangelista o dei Santi Girolamo e Vitale e numerosi organi storici che meritano di essere valorizzati. Ricordiamo ad esempio che l’organo della chiesa di San Francesco da Paola è stato definito fra i più importanti d’Europa (Orgelführer Europa, ed. Bärenreiter).

La nuova edizione di Soli Deo Gloria in programma da marzo a dicembre 2017 snocciola ben cinquanta concerti (a ingresso gratuito) nel territorio comunale, fino alla estrema periferia, e in alcuni comuni della provincia, coinvolgendo centotrenta artisti, tra i quali alcuni grandi interpreti di fama internazionale di origini italiane, ma provenienti anche da Stati Uniti, Romania, Moldavia e Germania; ensemble strumentali e corali; giovani talenti di collaudata esperienza oltre a numerose realtà corali del nostro territorio.

Le numerose performance in programma si prefiggono inoltre di promuovere un sistema territoriale che oggi lavora e collabora sempre più insieme. Anche l’edizione 2017 vede consolidarsi i rapporti stretti nelle precedenti edizioni con i principali enti promotori quali il Comune di Reggio Emilia – Servizi Culturali, la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla – Ufficio Beni Culturali e nuova edilizia di culto, Museo Diocesano, la Fondazione Pietro Manodori, l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “A. Peri – C. Merulo”, Reggio Iniziative Culturali, AERCO Associazione Emiliano-Romagnola Cori, Capella Regiensis e Italianclassics; i comuni di Albinea, Casina, Rubiera, Sant’Ilario d’Enza, San Martino in Rio.

E l’elenco dei partner si arricchisce ulteriormente a livello territoriale grazie alla compartecipazione del FAI – Fondo Ambiente Italiano e dei comuni di  Bibbiano e Castelnovo ne’ Monti.

Sponsor unico di questa tredicesima edizione è la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che quest’anno festeggia il 150° dalla fondazione, mentre sponsor tecnico è l’Hotel Posta.

La rassegna conta anche sulla preziosa adesione di numerose realtà come Associazione Insieme per il Teatro di Reggio Emilia, Associazione Italiana Santa Cecilia, BIEMSSF – Brescia International Early Music Summer School & Festival, BUS74, Centro Studi Musica e Grande Guerra, Confraternita del Santissimo Sacramento della Parrocchia di Rubiera eretta nell’Oratorio della Santissima Annunziata, Dipartimento di Musica Antica di Brescia, EWMD, Famiglia Artistica Reggiana, Museo degli Organi Santa Cecilia di Massa Marittima, Grosseto, Palma Choralis –  Research Group & Early Music Ensemble, Polo Culturale Cappuccini Reggio Emilia, Scuola Diocesana di Musica Sacra “S. Cecilia” di Brescia, Teatro del Cigno, Unione Campanari Reggiani, Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di S. Francesco d’Assisi, www.organieorganisti.it e, come felice segno ecumenico, la Parrocchia Ortodossa Romena.

Non può essere dimenticata la partecipazione di cittadini che sostengono a vario titolo la rassegna, anche come promotori di singoli concerti: Pierpaolo e Federico Bigi maestri d’organo e restauratori, Federico Braglia, Ilaria Carmeli, Alberto Denti, Stefano Ferretti, Alberto Frizzi, Ginetta Gallusi, Fabrizia Magnani, Ferdinando Manenti, Giuliana Montanari, Carlo Lombardini, Carlo Perucchetti, Silvia Perucchetti, Fausto Pizzocchero, Olga Sassi e Francesco Giudici, Antonio Vezzosi, Famiglia Boni Fontana, Famiglia Ovi, Famiglia Terrachini Sidoli, Famiglia Visconti Spallanzani, Casa Musicale Del Rio.

IL PROGRAMMA

L’obiettivo di Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città  è quello promuovere una “Città che risuoni ogni giorno”, viva musicalmente tutto l’anno e non solo in occasione dei grandi eventi.

I numerosi concerti, che raggiungono anche le estreme periferie e le piccole frazioni, e che abbinano a interpreti di rilievo internazionale artisti dotati di una matura cultura musicale, si prefiggono, grazie alla condivisione dell’atto artistico, alla forza della  musica, del suono e dall’ascolto, di accompagnare il pubblico, vibrante diapason-soggetto, in una “diversa” dimensione rispetto al quotidiano procedere della vita.

Nel ricco programma, che tra l’altro presenta all’ascolto compositori meno noti accanto ai grandi capisaldi della musica, si segnalano alcuni appuntamenti.

Il primo, lunedì 6 marzo, ore 21, nella splendida cornice della Basilica della Beata Vergine delle Ghiara, dal titolo Il Barocco italiano e tedesco, prevede le musiche di J. F. Fasch, L. Mozart, G. Torelli e G. Tartini eseguite da Marco Pierobon alla tromba e Paolo Oreni all’organo. Il concerto sarà in ricordo Clara e Gian Carlo Barani, musicista lei e critico musicale lui, di cui si ricordano per tantissimi anni le innumerevoli recensioni sulle cronache degli spettacoli.

Sabato 25 marzo un duo di razza, Marino Bedetti all’oboe  e Andrea Macinanti all’organo sono ospiti della Chiesa di Santa Maria Assunta di Bibbiano, fresca di un imponente restauro.

Di notevole interesse il concerto di domenica 26 marzo, alle ore 17, nella antica Pieve romanica di San Faustino a Rubiera con il Bonporti Antiqua Ensemble del Conservatorio di Musica “Francesco Antonio Bonporti” di Trento. Questo concerto è in collaborazione con la rassegna “L’ora della Musica” promossa dall’Istituto Peri-Merulo.

Il 20 aprile sono attesi nella chiesa dei Santi Giacomo e Filippo (via Roma) Susanne Jutz-Miltschitzky (canto) e Josef Miltschitzky (organo), in un concerto di musiche di G. Frescobaldi, G.B. Bravi, G. Gherardeschi, P. Terziani, V. Petrali, A. Diana, P. Davide e C. Fumagalli.

Anche nel mese di maggio sono previsti concerti che vedono sulla scena artisti stranieri, come quello in programma il 7 con il romeno Felician Roșca, solista all’organo impegnato nell’interpretazione di musiche di G. Enescu, V. G. Bakfark, J. Cajoni, D. Croner, M. Schneider, J. C. Bach, L. van Beethoven, A. Hesse e J. S. Bach nella Chiesa di San Francesco da Paola.

Sabato 29 luglio ore 21.30, nell’ambito di “Restate”, nel suggestivo chiostro dei marmi romani del Palazzo dei Musei, si segnala la partecipazione di un coro di 40 elementi proveniente dagli Stati Uniti, lo Umass Chamber Choir diretto da Tony Thornton assieme all’ ensemble Palma Choralis, Marcello Mazzetti liuto e voce e Livio Ticli voce e clavicembalo. La compagine vocale e strumentale proporrà La Maestria Musicale Italiana durante Rinascimento e Primo Barocco con musiche di C. Monteverdi, F. Canale, O. Colombano, L. Marenzio, O. Vecchi.

Il calendario di Soli Deo Gloria, oltre che di grandi autori, tiene conto anche delle tradizioni come quella campanaria emiliana. Gli appuntamenti  del 3 e 10 settembre Concerto per campane e Fivessence Brass Quintet, previsti in Piazza San Prospero, con le visite guidate all’interno della Torre, alla cella campanaria e alle campane, a cura del Comitato per il restauro della Torre di San Prospero, Unione Campanari Reggiani e FAI Reggio Emilia, si inseriscono nell’ambito della XXXVIII Sagra della Giareda.

Nel mese di settembre, sono previsti altri interessanti concerti  di musica sacra, tra cui San Francesco da Paola che cammina sulle acque, il 10 settembre, con Angela Fava al pianoforte e Matteo Golizio all’organo che accompagnano le meditazioni di Padre Domenico Crupi O.M. sulle musiche di F. Liszt, D. Scarlatti e J.S. Bach. L’appuntamento successivo il 16 settembre vede ben tre artisti, Monica Piccinini come soprano, Patxi Montero con la viola da gamba e Mara Galassi all’arpa barocca, impegnati nel concerto intitolato Della dolcezza del canto, soavità della viola e maestà dell’arpa. Le arie spirituali a voce sola del seicento romano di Orazio Michi e Marco Marazzoli e di O.Bassani, V.Bonizzi e A.Notari sono le protagoniste nella sala conferenze del Museo Diocesano. L’organo è al centro anche del concerto del 17 settembre con James Hammann (organo) e Cheryl Growden Piana (clarinetto) che si esibiscono sulle musiche di J. G. Walther, J.M. Molter, J. S. Bach, F. Mendelssohn, C. Eddy, R. Brown e C. Taylor nella Chiesa di San Francesco da Paola. Qui il 24 settembre va in scena il concerto Stasera il grande organo canterà con diecimila canne la Sua gloria, con Andrea Macinanti all’organo e la voce narrante di Gabriele Duma sulle musiche di G. Giarda.

Una segnalazione a parte merita il 22 ottobre. Ospite  particolarmente atteso Mihail Strezev, musicista moldavo, proveniente dalla città di Chișinău con cui Reggio Emilia è gemellata dal 1989, che eseguirà musiche di J.S. Bach e L. Boëllmann.

In ricordo di Uris Bonori, storico dipendente dei Civici Musei di Reggio, sarà il concerto di martedì 28 novembre, alle ore 21, con la musica da camera di Luigi Boccherini, per archi e chitarra eseguita dall’AleaEnsemble (Matteo Mela chitarra,  Fiorenza De Donatis violino, Andrea Rognoni violino, Stefano Marcocchi viola, Marco Frezzato  violoncello).

fonte: comunicato stampa

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

0

MUSICA Giubileo delle corali: attese da domani 10mila persone da tutto il mondo

Saranno circa 10mila le persone, attese a Roma da tutto il mondo, che da domani a domenica 23 ottobre parteciperanno alGiubileo delle Corali e degli Animatori Liturgici. L’evento, organizzato da Nova Opera Onlus e dal Coro della diocesi di Roma, si aprirà domani con un Convegno formativo in Aula Paolo VI sul tema: “Cantare la Misericordia”. Interverranno nella mattinata monsignor Guido Marini e monsignor Massimo Palombella, mentre nel pomeriggio saranno presenti monsignor Vincenzo De Gregorio e il noto artista e teologo p. Marko Ivan Rupnik. Non mancheranno – informano i promotori dell’iniziativa – le testimonianze di giovani che hanno fatto della musica uno strumento di evangelizzazione e concreto aiuto ai fratelli, come quella di Adriano, ex lungodegente dell’Ospedale Bambin Gesù che si è diplomato in Conservatorio e oggi porta la musica tra i piccoli ammalati dell’Ospedale o quella di Giovanni il quale, proveniente dalla Turchia e cresciuto in una famiglia di religione islamica, è ora fratello salesiano e attraverso la musica costruisce ponti di speranza. Il 22 ottobre tutti i partecipanti incontreranno il Papa in occasione dell’Udienza Giubilare mentre, alle ore 18, andranno a formare un unico grande Coro per un Concerto in Aula Paolo VI dedicato alla Divina Misericordia e a San Giovanni Paolo II nel giorno della sua Memoria Liturgica. Sul Palco dell’Aula monsignor Marco Frisina dirigerà l’Orchestra Fideles et Amati, il Coro della diocesi di Roma, le rappresentanze di Corali Diocesane e Parrocchiali e un Coro di voci bianche composto da circa 150 bambini, per un totale di oltre 400 coristi che guideranno il canto delle migliaia di partecipanti. Il Concerto, riservato per motivi di spazio ai soli iscritti al Giubileo, sarà trasmesso integralmente la stessa sera alle ore 22,40 su Tv2000 (canale 28 Dt). La tre giorni si concluderà domenica 23 ottobre con il Pellegrinaggio alla Porta Santa e la Messa nella Basilica di San Pietro presieduta da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizazione.Prima di tornare alle loro Comunità Diocesane e Parrocchiali, i presenti riceveranno ancora la benedizione del Santo Padre partecipando alla preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro.

0

Gmg2016 Suor Cristina alla Veglia con il Papa: «Annuncio Gesù con la musica»

«Sono alla mia prima Gmg», dice suor Cristiana Scuccia, siciliana, 28 anni, della Congregazione delle orsoline della Sacra Famiglia, diventata famosa come cantante rock e blues per la vittoria al talent how di Rai 2, The voice of Italy edizione 2014.

Sabato sera suor Cristina ha cantato a Cracovia nella Veglia guidata da papa Francesco. «Sono qui con gli occhi stupiti – aggiunge – guardo i giovani che camminano tutto il giorno sotto il sole e la pioggia, che pregano, urlano, cantano, dicono “Viva Cristo!” e inneggiano alla loro nazione. È uno spettacolo indescrivibile, paragonabile solo all’emozione vissuta quando ho incontrato papa Francesco. Un evento davvero indimenticabile».

Suor Cristina, che effetto le fa essere qui, in mezzo a tutta questa gioventù?
È bello vedere centinaia di migliaia di giovani che credono in Gesù. Ci sono famiglie con i bambini piccoli. Si tratta di un’esperienza che offre la possibilità di conoscere realtà nuove. I ragazzi si incontrano e si abbracciano come se si fossero sempre conosciuti. Si vive qui come se si facesse parte di un’unica famiglia.

Papa Francesco li ha convocati e loro hanno risposto. Che linguaggio bisogna utilizzare con le nuove generazioni?
Occorre entrare in sintonia con loro, nel loro mondo, fatto anche di tecnologia e musica. Vedo che già la Chiesa lo fa con i propri mass media e non solo. Ci dobbiamo avvicinare manifestando il volto di Gesù, anche dal palcoscenico. Noi siamo solo strumenti. Dobbiamo cercare di capire le esigenze dei giovani.

Come si possono conciliare fede e musica? La fede ha bisogno dell’arte. L’arte tocca il cuore e può mostrare l’aspetto più bello della fede. Non c’è arte senza amore.

Palco e vita consacrata come possono stare insieme?
Per me la musica è un mezzo per annunciare. È la mia risposta alle domande dei giovani. Mi sento addosso una grande responsabilità. Ma come dice papa Francesco, non bi- sogna avere paura. Si deve uscire. La vita religiosa non è cupa. Nella missione di ogni cristiano c’è l’obiettivo di salvare almeno un’anima. Anch’io me lo do: almeno un’anima.

Con la vita da cantante, non corre il rischio di sdoppiarsi?
No, assolutamente. La mia vita si trasforma e diventa annuncio. Trasmetto la bellezza dell’incontro con Cristo. Cerco sempre di mettere ordine nella mia vita, dando priorità alla vita consacrata. Inoltre, non mi manca mai l’appoggio della mia comunità e delle persone che mi stanno vicino.

Come si difende dalle luci della ribalta?
Con la preghiera. Chi segue Gesù non deve temere nulla. Solo il Signore può fare cose così grandi. Mi emoziono ancora oggi, sempre. È una missione, che assume la forma particolare della musica.

Mi scusi, suor Cristina, ma come la mettiamo con i soldi dei diritti?
Se ci sono guadagni, li dirottiamo in progetti di solidarietà. Non sono comunque io a gestire i fondi della nostra comunità, le orsoline della Sacra Famiglia. Per questo c’è una suora delegata. In Brasile abbiamo progetti sociali ed educativi per i bambini. Poi seguiamo anche attività in Italia, perché anche qui ci sono povertà. Niente è nostro, a partire dalla vita.

Mi dia una sua suggestione dalla Gmg.
Mi sto emozionando. Mentre ne parlo ora con lei mi viene la pelle d’oca. Sono la prima a mettermi in cammino. Ho in mente solo un pensiero: grazie Signore per questa meraviglia che è la Gmg.

In bocca al lupo, allora.
Diciamo: in braccio a Gesù.

avvenire

0

Gmg 2016: Hope lancia “Piccoli fiori d’Africa”, canzone per omaggiare il “magistero dei gesti” di Papa Francesco

Una canzone per accompagnare la riflessione dei giovani che prenderanno parte alla Giornata mondiale della gioventù (Gmg) di Cracovia. Si tratta di “Piccoli fiori d’Africa”, un brano dell’associazione Hope, realtà fondata nel 1998 nell’ambito della Conferenza episcopale italiana “divenuta oggi – si legge in una nota – una rete internazionale di servizio alla Chiesa nei settori della musica, dello spettacolo, degli eventi e della comunicazione mass-mediale”.

La canzone “omaggia il ‘magistero dei gesti’ di Papa Francesco e declina il tema della Gmg polacca, “Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia”. “Il testo è una cruda poesia e un esame di coscienza su cosa si sta facendo per chi ha davvero bisogno di aiuto”. “Questo brano – dichiara Marco Brusati, direttore dell’associazione Hope – vuole essere un ulteriore strumento in mano ai ragazzi che hanno scelto l’esperienza della Gmg per aiutarli a riflettere sui grandi temi che interessano l’intera comunità umana e che Papa Francesco porta quotidianamente anche alla loro attenzione”. “La canzone – prosegue – parla di bambini, i piccoli fiori d’Africa, anche quelli che vediamo sempre più frequentemente arrivare sulle nostre coste”. “La Gmg – conclude Brusati – può essere una speciale occasione per aiutare a mantenere viva l’attenzione verso gli ultimi ed anche una canzone, nel suo piccolo, può davvero contribuire a questo”.

sir

0

Rassegna internazionale I suoni delle Dolomiti. Musica ad alta quota

Si chiama baglama, ed è il liuto anatolico. Mettilo in mano a Taylan Arikan, affiancagli la fisarmonica di Srdjan Vukasinovic, e aggiungici per l’occasione Gilles Apap con il suo violino: ecco i Meduoteran in versione allargata, proiettati in quella che dal 1995 è una geniale intuizione di Trentino marketing.

Son tornati dal due luglio “I suoni delle Dolomiti”, e fino e al 26 agosto trasformeranno i prati in platee, i massi in palchi, le cime in quinte. Ma alle 13 di domani regaleranno qualcosa di unico: un crossover tra ritmi e stili, tradizioni e culture, sensazioni ed esperienze, apoteosi e sintesi del cammino che ogni spettatore dovrà imporsi per ascendere ai 1786 metri di malga Movlina: terra di pascoli rigogliosi, conteso spartiacque tra la Rendena e il Bleggio. Che dal 1155 è padrone di quella terra.

E al luogo dove allora il “giudizio di Dio” (in verità un atroce combattimento per motivi tutt’altro che spirituali) decretò la morte del duellante rendenero, per mano di quello bleggese, domani si salirà da entrambi i versanti, con le guide alpine – prenotazioni allo 0465.502111 – a dar sicuro passo da Stenico (3 ore) e Pinzolo (3 ore e mezza).

E’ da sempre Mario Brunello il signore incontrastato di questo festival. Lui, che alla kermesse delle Dolomiti trentine salirà violoncello in spalla (dal 23 al 25 luglio, sul Catinaccio, per un trekking musicale in compagnia del violino di Giuliano Carmignola e del genio di chitarre, tiorbe, liuti e altri strumento antichi – info/prenotazioni allo 0462.609666). E sempre lui, che quest’anno ha voluto associare al festival un illustre collega.

Geniale, eccentrico, noto nei maggiori teatri del mondo per la sua eccezionale tecnica “vestita” – e non metaforicamente – in un abbigliamento strambo e appariscente: l’edizione 2016 segna il debutto di Mischa Maisky (mercoledì 20 luglio, ore 13), con le pale di San Martino ad ascoltare la III e V Suite di Bach. Programma classico, certo. Ma preludio alla riscossa del jazz che arriverà il 3 agosto, e sempre alle 13, quando la Val di Fassa si dimenerà al ritmo di Stefano Bollani e della sua tastiera (rifugio Michelucci, gruppo del Sassolingo).

Attenzione: le Dolomiti, poco distante da lì, suoneranno già sabato 16 luglio. E in un contesto ancor più suggestivo. Alle 6 del mattino, a Col Margherita. Quando la musica sorgerà insieme al sole. Gli esecutori? Un gruppo lappone che distillerà musica e cultura del popolo Sami, privilegiato custode delle aurole boreali. Si potrebbe continuare per molto, ma basti questo: da oggi a fine agosto “I suoni delle Dolomiti” dispenseranno 16 perle preziose. Respiro della montagna, ossigeno per chi sceglie d’accarezzarla.

Programma dettagliato su www.isuonidelledolomiti.it

0

Festival È sacra la notte bianca della musica

 La musica come interprete dell’arte e come linguaggio dello spirito e della preghiera. Una preghiera itinerante, capace di passare di piazza in piazza e di chiesa in chiesa, ma anche di manifestarsi di opera d’arte in opera d’arte. E se si tratta delle chiese e delle piazze di Cortona ecco che le note e i colori prendono le forme dei dipinti di grandi maestri come il Beato Angelico, Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Pietro da Cortona e, per giungere fino a noi, Gino Severini. Aggiungendo, perché no, anche la suggestione contemporanea delle chine di Luigi Agnelli che in questi giorni a Cortona propone una personale, tutta da gustare, dedicata ai temi della vita e alla sua infinita musicalità. È in questo contesto che prende forma l’idea che anima il Festival di musica sacra di Cortona, giunto quest’anno alla tredicesima edizione.

La manifestazione, col titolo “Misericordia è il nome di Dio” si è aperta il 25 giugno nella storica città aretina e si chiude questa mattina alle 11 con una messa nel Duomo presieduta dal vescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro, monsignor Riccardo Fontana, e animata dal Coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina. Proprio Frisina, che è il direttore artistico del festival, ha dato il via sabato sera, con l’oratorio sacro Confido in te, ispirato a santa Faustina Kowalska, a quella che è forse l’iniziativa più originale e significativa della kermesse cortonese: “La notte sacra”. Una notte bianca della preghiera che si è iniziata nella chiesa di San Domenico con l’oratorio composto e diretto da Frisina ed è proseguita fino all’alba: a mezzanotte in piazza della Repubblica con I love the Lord, concerto di gospel e spiritual del gruppo vocale 4sing; all’1.30, si è passati alla recita del Mattutino nella cappella del monastero delle clarisse. Alle 3, la veglia itinerante è proseguita nella chiesa del monastero delle cistercensi con La tua luce rischiari le ombre della notte , concerto polifonico di musica rinascimentale e barocca.

La luce dell’alba è sorta al magnifico Eremo delle Celle sul monologo teatrale di Paola Gatta, costruito su testi Alda Merini, Maria Luisa Spaziani e Maricla Boggio dedicati a Gio- vanna D’Arco, Teresa di Lisieux e Gabrielle Bossis. L’esperienza spirituale di tre grandi mistiche fra le mura di un convento che in otto secoli di storia ha udito la preghiera, fra gli altri, di san Francesco e sant’Antonio da Padova. Per non dire di frate Elia, che qui fece costruire Le Celle con l’idea di salvaguardare i luoghi in cui Francesco veniva a ritirarsi e in cui ha scritto il suo testamento spirituale. Proprio frate Elia è sepolto nella chiesa di San Francesco a Cortona, che conserva un saio usato da san Francesco ma anche una reliquia della Santa Croce fatta giungere a Cortona proprio dal “braccio destro” del Poverello.

Qui fra le opere d’arte spicca una delle tante Annunciazioni che animano la spiritualità delle chiese cortonesi, dipinta, questa, da Pietro da Cortona. Qui è stato scoperto un importantissimo documento antico di musica sacra, il Laudario di Cortona, raccolta di testi francescani in gregoriano che, come ha ricordato monsignor Frisina, «ha ispirato l’idea del festival». All’insegna dell’annuncio a Maria è anche la chiesa di San Domenico, fondata in pieno Quattrocento dal domenicano Pietro Cappucci, con Guido e Benedetto di Pietro, ovvero il Beato Angelico e suo fratello. Fra queste mura Beato Angelico dipinse una delle sue opere più belle, L’annunciazione ( ora conservata nel Museo diocesano di Cortona), che è, a ben guardarla, opera che coniuga in sé pittura, Parola e la musica. Le ali dell’angelo, arcuate e leggiadre come arpe, sembrano accompagnare in musica la Parola di Dio che il messaggero proferisce alla Vergine e che il Beato Angelico ha scritto in latino sul dipinto in un dialogante andare e tornare, illuminato dalla colomba dello Spirito. Musica, parole e angeli gioiosamente presenti anche nella bellissima Assunzione di Luca Signorelli conservata in una sala adiacente del Museo diocesano. Sempre nella chiesa di San Domenico, venerdì sera, il festival di musica sacra si è aperto alle sonorità africane, alle storie dei migranti e ai loro drammi, ma anche alle vicende di redenzione di cui sono stati protagonisti.

È stato infatti suonato, cantato e recitato un altro oratorio sacro dedicato a una grandissima del Novecento, Giuseppina Bakhita, la schiava sudanese arrivata in Veneto e divenuta suora canossiana, morta nel 1947 e canonizzata da Giovanni Paolo II. Col titolo El me Paron (dal dialetto veneto utilizzato da Bakhita) l’oratorio, scritto e composto da Marcello Bronzetti, diretto da Tina Vasaturo col coro e orchestra Fideles ed Amati, ha fatto conoscere al pubblico cortonese (interminabile la standing ovation finale) la voce giovane e intensa della camerunense Blondine Nguimfack Donfack. Bronzetti è anche il vicepresidente dell’associazione di volontariato Cortona cristiana, presieduta dall’ex assessore della città,Walter Checcarelli, che promuove e organizza il festival col comune e la diocesi, «usufruendo – come spiega lo stesso Checcarelli – di un budget inferiore ai trentamila euro», a dimostrazione che con dedizione e impegno si possono realizzare iniziative culturali di grande livello, di forte connotazione spirituale, ma comunque capaci di muovere l’interesse di un vasto pubblico. «Anche noi organizzatori siamo sorpresi – ha sottolineato Frisina – per la partecipazione della gente, che fa di questo festival e della notte sacra iniziative pastorali di grande efficacia da promuovere e realizzare anche in altri contesti».

avvenire

Tags:
0

“Soli Deo Gloria” Mercoledì 29 giugno 2016 – ore 21 Reggio Emilia, Chiesa di S. Agostino

Una Messa Tridentina tra Riforma e Controriforma

Sergio Vartolo organo 

Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola, dir. Silvia Perucchetti

Musiche di G. Frescobaldi (Messa della Madonna dai Fiori Musicali), J. S. Bach, J. P. Sweelinck, G. P. da Palestrina, F. Guerrero, T. L. de Victoria, M. Cazzati

Soli Deo Gloria 2016

Ingresso libero | Le offerte verranno devolute al CEIS (Centro di Solidarietà Reggio E.)

Trentacinque concerti per riscoprire organi pregiati e luoghi sacri della città.

É l’organo, di cui Reggio Emilia custodisce pregevoli esemplari, lo strumento principe di Soli Deo Gloria – Organi, Suoni e Voci della Città, prestigiosa rassegna che per tutto il 2016 propone un ricco programma di concerti – tutti ad ingresso gratuito – nelle chiese della città e della provincia di Reggio Emilia.

Tanti appuntamenti interessanti, che si susseguiranno da marzo a dicembre, molti dei quali dedicati alla solidarietà: le offerte di molti concerti verranno infatti devolute a enti reggiani impegnati in progetti a carattere sociale, come il MIRE (Maternità Infanzia Reggio Emilia), il CEIS (Centro di Solidarietà Reggio Emilia) e il Centro Aiuto al Bambino Cenacolo Francescano onlus.

Soli Deo Gloria è una rassegna diretta da Renato Negri e promossa dal Servizio Istituzioni Culturali del Comune di Reggio Emilia, dall’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “A. Peri – C. Merulo”, dalla Diocesi e dal Museo Diocesano di Reggio Emilia-Guastalla, dai Comuni di Albinea, Casina, Rubiera, Sant’Ilario d’Enza, San Martino in Rio, da Reggio Iniziative Culturali, da Capella Regiensis, dalla Fondazione Pietro Manodori, da AERCO e dall’Associazione Italinclassics.

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone – Turismo Culturale

http://viagginews.blogspot.it

http://turismoculturale.altervista.org

turismoculturale@yahoo.it

0

Sulla morte di una giovane popstar e sulla sua fede in Gesù Cristo

Christina «è stata davvero una luce in questo mondo. Ha amato Gesù e ha amato la gente e ha cercato, con il suo dono, di lasciare un segno in questo mondo. Per ognuno che l’ha incontrata è stata una benedizione. In Cielo il coro degli angeli, oggi, ha sicuramente una voce in più». Così, in poche righe, il necrologio descrive la fede cristiana di Christina Grimmie, la giovanissima popstar divenuta famosa grazie prima a Youtube e poi al talent-show “The Voice” (quello che vediamo anche in Italia), e uccisa a Orlando, in Florida, il 10 giugno scorso, il giorno prima della strage al Pulse. Apparteneva alla “Fellowship Alliance Chapel”, una Chiesa anch’essa giovanissima, fondata nel 1980 dal pastore Marty Berglund. Sulla pagina Facebook di questa Chiesa il necrologio ha 1.000 “like” e 800 “share”.
Ho interrogato la Rete su di lei dopo aver letto un titolo de “Il Sussidiario.net” ( tinyurl.com/h4an5pf ) ipotizzare, e uno della Nbq affermare perentoriamente, che sia stata «uccisa in odio alla sua fede». Il personaggio, ancorché giovane, era molto popolare, così che della sua morte si è scritto moltissimo, negli Stati Uniti. E qualche fonte ha anche riportato che l’assassinio avrebbe a che fare con la sua appartenenza religiosa: di essa, e con parole davvero vibranti, Christina Grimmie non faceva mistero, e non solo per qualcuna delle sue canzoni. Ma non mi pare il tratto dominante del suo profilo pubblico.

0

Musica / Giovani. Il Volo: «Noi alla Gmg con la fiaccola della pace di Loreto»

Un mazzo di fiori offerto alla Madonna e una preghiera personale nella Santa Casa di Loreto. Così i tre giovani tenori del Volo Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, hanno siglato ieri la loro partecipazione alla prossimaGmg di Cracovia insieme ai giovani marchigiani. I tre giovani divi del belcanto sono stati ospiti ieri al Centro “Giovanni Paolo II” di Montorso.

Un invito non casuale e simbolico, visto il nome scelto dai tre giovani artisti: la Madonna di Loreto è difatti patrona e protettrice dell’aviazione e quindi di chi vola e svolge la sua attività spostandosi nel cielo. Un incontro cordiale e sentito ieri con i giovani marchigiani che, dalle varie diocesi della regione, parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù in programma dal 26 al 31 luglio in Polonia.

Il programma si è svolto con l’accoglienza presso il Centro, con il racconto e la testimonianza da parte di alcuni giovani sull’esperienza dell’Incontro mondiale del Papa ideato da Wojtyla nel 1984. È seguito un collegamento via Skype con un gruppo di giovani marchigiani che stanno camminando in pellegrinaggio da Auschwitz a Cracovia.

Momento clou dell’incontro l’iscrizione ufficiale da parte del “Il Volo”, con i marchigiani, alla Giornata Mondiale della Gioventù. Il trio ha poi fatto visita alla Santa Casa – accolti dal Rettore della Basilica padre Franco Carollo e dal sindaco della Città di Loreto Paolo Niccoletti –: un momento di preghiera, guidato dal direttore del Centro Giovanni Paolo II, don Paolo Volpe e l’accensione (dalla lampada dell’Italia che dal 1995 arde in Santa Casa, accesa per la prima volta da San Giovanni Paolo II) della fiaccola della pace che da Loreto è partita lo stesso giorno per Cracovia.
La fiaccola arrivando sabato 21 accenderà la copia di quella della Santa Casa offerta al Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia, nell’inaugurazione presso lo stesso santuario della Cappella dedicata alla Madonna di Loreto. «L’unione fa la forza, ed è bello essere insieme in questi momenti», ha commentato a caldo Boschetto, mentre Barone e Ginoble hanno manifestato «il desiderio di camminare assieme alla Croce che accompagna le Gmg, condividendo con tutti i giovani un messaggio di speranza».

Avvenire

0

Come tu mi vuoi (Brani e Musiche suggerite per il Matrimonio)

Brani e Musiche suggerite per il Matrimonio

0

Video / Giovani, la domanda di senso nella Musica

Tags:
0

Spettacoli / La Musica della Passione

L’arte racconta il sacro. Lo ha sempre fatto. Con i grandi capolavori della pittura e della scultura. E con la musica. Con le pagine che evocano la scena del Calvario, con Maria che sosta sotto la croce. Con il canto dell’alleluia di fronte al sepolcro vuoto. Pagine dove arte e fede si compenetrano. Dove il mistero innerva le note. e dove la musica suggerisce all’uomo l’afflato con il quale mettersi in contemplazione della salvezza che arriva dalla Pasqua. Pagine che risuonano nel cuore della Settimana Santa. Quando, a fronte di teatri che preferiscono tenere in scena titoli che forse poco si intonano al clima di riflessione che la Pasqua suggerisce, sono molte le istituzioni che mettono sul leggio i grandi capolavori sacri. Non senza sorprese. Ecco un cartellone per vivere, anche attraverso la musica, la Pasqua.

Giovedì Santo
Lo Stabat Mater, il canto per eccellenza di questi giorni, quello che racconta il dolore di Maria ai piedi della croce, risuona alle 20 al Teatro dell’opera di Firenze. La sequenza di Jacopone da Todi arriva nell’intensa versione di Giovanni Battista Pergolesi che, tradizione vuole, scrisse l’ultima nota della partitura il 17 marzo 1736, giorno della sua morte. Un capolavoro scritto per la Quaresima di quell’anno che a Firenze sarà proposto dalle voci di Thailda Marina Fogarasi e Sabina Beani. Lorenzo Fratini, alla guida di orchestra e coro femminile del Maggio musicale fiorentino, propone poi il raro Misereredi Johann Adolf Hasse affidato alle soliste Eloisa Deriu e Nadia Sturlese.

Lo Stabat Mater di Pergolesi è anche il cuore del concerto di Pasqua della fondazione Arena di Verona. Alle 20.30 al Teatro Filarmonico (replica domani alle 17) Francesco Ivan Cimapa, con le voci di Mihaela Marcu e Clarissa Leonardi, affiancherà la pagina del musicista napoletano a Vetrate di chiesa di Otorino Respighi, quattro quadri sinfonici che il compositore romano scrisse nel 1926.
“Altissima luce” è il titolo scelto dall’Accademia di Santa Cecilia per il concerto tutto affidato ai ragazzi e diretto da Ciro Viscovo con il coro di voci bianche e la JuniOrchestra dell’istituzione romana. Pagine che si ispirano al Laudario di Cortona e che risuonano alle 19.30 in sala Santa Cecilia con le voci di Maura Menghini e Simonetta Pelacchi e il coro di Mirco Rovelli.

Il sacro anche sul leggio dei musicisti dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai. All’Auditorium Toscanini di Torino alle 20.30 (replica domani sera) un programma che, dopo l’Adagio per archi di Samuel Barber, propone due pagine di Leonard Bernstein: prima i Chichester Psalms, tre movimenti datati 1965 e ispirati ai testi biblici, mentre alla liturgia ebraica si rifà laSinfonia n.3 Kaddish. Sul podio John Axelrod, Remo Girone voce

Venerdì Santo
Lo Stabat Mater protagonista anche dei concerti di domani. Alle 20.30 nel Duomo di Pozzuoli l’orchestra del Teatro San Carlo propongono la pagina di Pergolesi nella trascrizione, di rarissimo ascolto, che ne fece Giovanni Paisiello. La partitura, concepita per due soliste femminili, qui è affidata alle voci del soprano Maria Grazia Schiavo, del mezzosoprano Eufemia Tufano, del tenore Francesco Marsiglia e del basso Antonio Di Matteo. Sul podio Maurizio Agostini.

La Fenice di Venezia ha scelto invece lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, una pagina dal respiro teatrale, dove il musicista descrive, quasi con un taglio cinematografico, la scena del Calvario. Alle inquadrature a tutto campo si alternano zoomate che scavano nell’anima dei personaggi per raccontare il dolore di Maria, ma anche la certezza che il sacrificio di Cristo non è vano. Appuntamento alle 20 nel teatro lagunare. Orchestra e coro del Teatro La Fenice saranno diretti da Myung-whun Chung. Solisti Carmela Remigio, Marina Comparato, Edgardo Rocha e Mirco Palazzi.

Il racconto delle ultime ore di vita di Cristo è quello che risona nella Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach. Dopo averla eseguita nel Duomo di Milano, i musicisti dell’ensemble barocco de laVerdi diretti da Ruben Jais la propongono alle 20 all’Auditorium milanese di largo Mahler.

Non un concerto, ma una riflessione originale tra parole e musica è quella che viene proposta nella basilica milanese di San Satiro (ore 12.45, ingresso libero): un percorso dal buio alla luce attraverso le parole del cardinale Carlo Maria Martini e di padre Silvano Fausti accompagnate all’organo da Matteo Galli.

Domenica di Pasqua
“Maria Stabat” è l’appuntamento cuore del Festival di Pasqua di Roma. Alle 18.30 nella basilica di San Paolo entro le mura in via Nazionale l’ensemble La Rossignol proporrà pagine barocche di raro ascolto, ma anche brani dalVespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi

Lunedì dell’Angelo
Anche lunedì appuntamento per il cartellone del Festival di Pasqua di Roma. Sempre alle 18.30 e sempre in San Paolo entro le mura l’ensemble Gli ottoni romani esegue pagine di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi, Girolamo Frescobaldi e Georg Friedrich Haendel.
Un’altra basilica, quella di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, alle 20.30 vedrà la Cappella musicale di Santa Maria dei Servi di Bologna diretta da Lorenzo Bizzarri proporre la Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach.

Avvenire

0

Meditazione Quaresima Domenica delle Palme in musica e parole Giaches de Wert canta la Passione

musica_classica_rose

Sono il compositore fiammingo Giaches de Wert con “Hoc enim sentite” e il mistero dell’incarnazione e della Passione di Cristo, raccontata da San Paolo nella seconda lettura prevista dalla liturgia della Domenica delle Palme, ad accompagnarci nel nostro viaggio verso la Pasqua “in parole e musica”.

Domenica delle Palme – 20 marzo
Giaches de Wert, “Hoc enim sentite”

Il brano musicale di oggi pone in musica la meravigliosa contemplazione che san Paolo ci offre del mistero dell’incarnazione e della Passione di Cristo, che ci viene proposto come seconda lettura di questa Domenica delle Palme. Giaches de Wert era un compositore di origine fiamminga che fu attivo in Italia nel Cinquecento. Pur nella sobrietà e compostezza che caratterizzano la polifonia sacra dell’epoca, Wert infonde un notevole pathos alla composizione: essa quindi rispecchia perfettamente il testo paolino, caratterizzato da intensa e commovente spiritualità e da una riflessione teologica non meno densa e coinvolgente.

Avvenire

0

Quaresima in parole e musica: Cernohorsky canta l’Esodo

Sono il compositore boemo Černohorský con Quare Domine e il libro dell’Esodo ad accompagnarci nel nostro viaggio verso la Pasqua “in parole e musica” nella terza domenica di Quaresima.

3° domenica di Quaresima, 28 febbraio
Bohuslav Černohorský: Quare Domine

Il compositore boemo Bohuslav Černohorský (1684-1742) fa parte della schiera di valenti artisti che purtroppo sono stati dimenticati o trascurati dalla storia della musica. Egli trascorse la sua vita fra Praga e l’Italia; sacerdote appartenente all’ordine dei Frati Minori, visse anche a Padova e probabilmente studiò con il grande violinista istriano Giuseppe Tartini. Il brano che abbiamo scelto per la terza domenica di Quaresima pone in musica un testo tratto dal libro dell’Esodo, che richiama le letture della liturgia di oggi: Mosè si rivolge al Signore in nome della sua alleanza con Abramo, ossia con il nome che Dio stesso gli aveva rivelato nel brano biblico proposto nella prima lettura. Vi si parla, inoltre, dell’invito alla conversione che caratterizza il Tempo di Quaresima, ed anche la seconda lettura radica la salvezza offerta da Cristo nel contesto dell’Antica Alleanza di Dio con il popolo di Israele.

0

Musica / Daniele Silvestri, nuovo album: «Canto un mondo senza confini»

«Un album più poetico che politico, dalle prospettive più ampie. Oggi che ho 47 anni trovo che le battaglie le debbano fare i ventenni, con il loro entusiasmo».

E’ un Daniele Silvestri più riflessivo che militante, quello che incontriamo a Milano per il lancio di Acrobati, il suo nuovo lp che esce il 26 febbraio per Sony. Registrato negli studi di Roy Paci a Lecce, che contiene ben 18 tracce e che arriva dopo un periodo di stanchezza. “Pensavo di avere esaurito la mia vena creativa. Poi tornare in tournée con Niccolo Fabi e Max Gazzé mi ha fatto ripartire, e anche nell’album si sente”.

Nelle tracce, con il sempre riconoscibile tratto di Silvestri, ma musicalmente piu aperto, anche con le collaborazioni di quindici musicisti più artisti quali Caparezza che firma con lui La guerra del sale. Con uno sguardo sulla realtà a volte ironico, come i dubbi sui cibi biologici di Bio-Boogie, a volte drammatico, come la reazione di una donna vittima di abusi da parte del marito in Monolocale, o graffiante come la denuncia antisballo di Un altro bicchiere ritratto di una generazione che nell’alcol credere di trovare una forza che non ha. «Racconto gli errori degli esseri umani, che sono i miei – aggiunge Silvestri -. Ma con uno sguardo positivo. Perché Acrobati è la rivendicazione in questo momento storico, morale e politico, di un modo acrobatico di affrontare la vita».

E mentre nel singolo in rortazione Quali alibi si invita ad assumerci le nostre responsabilità, un inno al cosmopolitismo è La mia casa, dove un giovane può sentirsi a casa sua sia a Berlino, che a Roma o a Marrakesh. “Il camino dei popoli è senza confini – conclude il cantante -. Nonostante le compresnsibili paure, occorre questo nostro continente deve cogliere l’ultima occasione per cambiare passo».

Il tour parte il 27 febbraio con la data zero di Foligno e quella del 4 marzo a Genova già sold out per proseguire lungo tutta la penisola.
Avvenire