MUSICA: MORTO JOAO GILBERTO, UNO DEI PADRI DELLA BOSSA NOVA

ansa

AVEVA 88 ANNI. STEVIE WONDER: SUBIRO’ UN TRAPIANTO DI RENE E’ morto ieri a Rio de Janeiro all’età di 88 anni il musicista brasiliano Joao Gilberto, tra i padri della bossa nova. Lo ha annunciato su Facebook il figlio Marcelo. Nel 2001 vinse il Grammy con l’album ‘Joao: Voz e Violao’. Un’altra leggenda della musica, Stevie Wonder, ha annunciato ieri sera che a settembre subirà un trapianto di rene. (ANSA).

Musica: Gué Pequeno, 14 giugno parte il Summer tour 2019

Dopo lo storico sold-out al Forum di Assago, Gué Pequeno torna sul palco per tutta l’estate a presentare il suo ultimo lavoro Sinatra e i classici senza tempo della sua discografia, sia in versione live che dj set. 

Gué Pequeno – Summer 2019 toccherà la Notte della Taranta a Lecce. Tra giganti del rap Usa come Young Thug e Pusha T, sarà anche tra i nomi più attesi del cartellone dell’Home Festival a Venezia; insieme al super ospite J Balvin e a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, inoltre, sarà protagonista del Mamacita Festival di Milano. 

Queste le date: a giugno il 14 Milano; il 15 a Cittanova (RC); il 21 a Campi Bisenzio (FI); il 30 a Vieste (FG); a luglio il 6 a Termoli (CB); il 14 a Venezia; il 19 a Cecina (LI); il 20 a Corte Franca (BS); il 28 a Formentera (Spagna); il 30 a Ibiza (Spagna); ad agosto il 5 Pag (Croazia); il 6 Montalto Di Castro (VT); il 9 Forte Dei Marmi (LU); il 13 Porto Rotondo (OT); il 17 Gallipoli (LE); il 24 Lecce. A settembre il 5 ad Olgiate Olona (VA); il 6 Lanzada (SO). (ANSA).

EUROVISION: VINCE L’OLANDA, ITALIA SECONDA CON MAHMOOD. BALLERINI DI MADONNA CON BANDIERE ISRAELE E PALESTINA

BAL Duncan Laurence con ‘Arcade’ in gara per l’Olanda ha vinto l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest a Tel Aviv. Al secondo posto l’Italia con ‘Soldi’ di Mahmood che è stata battuta sul filo di lana del voto dopo essere stata per una buona parte della gara in testa. Fuori programma di Madonna: due ballerini della popstar si sono presentati sul palco le bandiera israeliana e palestinese e poi si sono abbracciati 

Musica: Tiromancino, dal 21 gennaio il tour teatrale

Parte il 21 gennaio “Fino a qui – Tour”, il tour teatrale dei Tiromancino. Federico Zampaglione e soci sono pronti a presentare live, in una versione originale, il loro ultimo progetto discografico “Fino a qui”, prodotto da Trident Music, oltre a molti celebri brani del loro repertorio.

Per la prima volta, i Tiromancino saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra, che vanta collaborazioni con numerosi artisti di fama internazionale (Sting, Kylie Monogue, Robbie Williams, Sam Smith, Luis Bacalov, tra gli altri). L’orchestra è diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.

Per il concerto di Bologna, il 26 gennaio al Teatro Manzoni, salirà sul palco Luca Carboni che ha duettato con Zampaglione nel brano “Imparare Dal Vento”, contenuto del disco “Fino A Qui”.

Queste le date: 19 gennaio, San Benedetto Del Tronto (data zero); 21 gennaio, Firenze; 26 gennaio, Bologna; 27 gennaio, Torino; 28 gennaio, La Spezia; 31 gennaio, Napoli; 3 febbraio, Milano; 14 febbraio, Martina Franca (TA); 1 luglio, Roma.(ANSA).

Dischi Sacra / “La creazione” di Haydn come un Big Bang musicale

«Un “Big Bang” musicale, calcolato accuratamente»: è questa l’ipotesi di fondo da cui parte idealmente la registrazione della Creazione di Franz Joseph Haydn (1732-1809) realizzata da Andrés Orozco-Estrada e dalle compagini Houston Symphony Orchestra & Chorus. Come risulta dalle parole dello stesso direttore, l’intento ultimo è quello di celebrare il forte impatto visivo, quasi cinematografico della partitura: «Ciò che più apprezzo in questo lavoro è la pittura tonale e la modalità riccamente colorata con cui la musica descrive la natura e gli animali. Abbiamo cercato di dare all’ascoltatore la possibilità di immaginare le illustrazioni sonore ideate da Haydn, che distinguono questa eccezionale opera d’arte da qualsiasi altra».
Le fonti del testo, di cui si è occupato il barone Gottfried van Swieten, sono il Libro della Genesi, quello dei Salmi e il Paradise Lost di John Milton; l’oratorio è suddiviso in tre parti e si compone di 34 numeri – tra recitativi, arie, pezzi d’insieme e cori – che portano appunto in scena la storia della creazione attraverso una vivace serie di tableaux che spaziano dalla deflagrazione orchestrale chiamata a evocare il principio di ogni cosa all’irrompere del primo fascio di luce, dall’idilliaco duetto d’amore tra Adamo ed Eva all’inno di lode e ringraziamento finale rivolto al Signore. Nella Creazione secondo Orozco-Estrada, le linee interpretative risultano alquanto decise e marcate, quasi la partitura di Haydn fosse la colonna sonora destinata a un kolossal hollywoodiano. Musica di grande effetto, che sembra acquistare maggiormente peso verso la parte “beethoveniana” del suo baricentro espressivo – come nello scenografico quadro iniziale che raffigura il Caos primordiale – ma che sembra però perdere sul fronte del tratteggio delle sfumature più lievi e poetiche, dove maggiore attenzione va riposta verso la trasparenza degli impasti timbrici e la duttilità di soluzioni che rimandano a raffinatezze cameristiche di ascendenza mozartiana.

Franz Joseph Haydn
La creazione
Andrés Orozco-Estrada
Pentatone / Ducale (2 cd, euro 34)

da Avvenire

 

 

“LA MUSICA APRE ALLA BELLEZZA”

Famiglia Cristiana

Martha Argerich, la più grande pianista vivente, è stata una bambina prodigio.Martha cominciò a suonare il pianoforte all’età di tre anni nella natia Argentina e a otto anni si esibì per la prima volta in pubblico, suonando Mozart e Beethoven. Poi ha vinto i più prestigiosi concorsi internazionali e ha cominciato una carriera straordinaria che l’ha portata  a esibirsi nelle principali sale da concerto del mondo, spesso accompagnata da grandi direttori d’orchestra, come Claudio Abbado (ci sono bellissime foto che li ritraggono giovanissimi durante i loro concerti o in prova).

L’ex bambina prodigio della tastiera,  oggi 77 anni, ha una sensibilità particolare per l’educazione musicale. “Imparare la musica”, spiega, “è molto importante per i bambini, perché la musica offre un’apertura alla vita, ai sensi, alla bellezza”. Partendo da questa convinzione, Martha Argerich nel marzo del 2007 fondò l’Argerich Arts Foundation insieme alla pianista giapponese Kyoko Ito. Lo scopo della Fondazione è svolgere un programma educativo attraverso l’attività artistica, sviluppando la mente dei bambini e dei giovani talenti, ampliando e divulgando la cultura musicale coinvolgendo la popolazione del luogo in cui si svolgono le attività della Fondazione. Il 21° Festival si svolgerà dal 12 maggio al 2 giugno del 2019 nella località di Beppu, nella prefettura di Oita. OIta si trova nel sud del Giappone ed è uno dei luoghi legati alla diffusione del cristianesimo in Giapponese, grazie all’azione missionaria dei Gesuiti.

Un aspetto del programma educativo che vede protagonista Martha Argherich sono i“Concerti Pinocchio”. Come la fiaba di Collodi insegna a discernere il bene dal male, così i concerti e il racconto della Argerich e degli altri musicisti aiutano i bambini ad ampliare la loro mente e i loro orizzonti.

Per celebrare il 20° anniversario di questo progetto, il 16 dicembre Martha Argerich e Kyoko Ito si sono esibite in un concerto “da salotto”, riservato a pochi invitati nella elegante residenza dell’Ambasciatore del Giappone in Italia, Keiichi Katakami. Le due artiste hanno suonato a quattro mani l’Andante con 5 variazioni K 501 di Mozart e Ma mère l’oye di Ravel. Un’occasione unica per vedere da vicino, durante un concerto, un’artista fra le più ammirate nel mondo. Totale l’affiatamento fra le due pianiste. Un attimo prima di suonare la Argerich ha guardato la collega, le ha sussurrato in francese “C’a va?”  e dopo uno sguardo d’intesa le mani si sono posate sui tasti del pianoforte.

Affabile e rilassata, dopo il concerto Martha Argerich ha gustato alcune specialità tipiche della gastronomia della provincia di Oita e si è intrattenuta con gli ospiti. Le abbiamo chiesto quale, fra i tanti compositori di cui ha suonato la musica, le piacerebbe, per magia, incontrare. “Schumann”, ha risposto di getto, “la sua musica per me ha qualcosa di speciale”

Papa Francesco: canto e musica, strumenti di evangelizzazione senza protagonismi

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La musica sia uno “strumento di unità” per rendere “efficace” il Vangelo nel mondo di oggi, “attraverso la bellezza che ancora affascina e rende possibile credere affidandosi all’amore del Padre”. È l’esortazione del Papa ai partecipanti al III Convegno internazionale delle corali, in corso da ieri in Vaticano. Incontrandoli in Aula Paolo VI, con musiche e canti che stanno contraddistinguendo l’evento organizzato dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, il Pontefice osserva subito come le note levatesi per l’occasione abbiano “risvegliato il Vaticano”.

Strumenti di evangelizzazione

Ringraziando l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del dicastero, Francesco ricorda il documento finale del recente Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, in cui oltre a sottolineare l’importanza della musica per i ragazzi, si evidenzia pure come il “linguaggio musicale” rappresenti una risorsa pastorale. La musica e il canto, aggiunge richiamando le parole pronunciate poco prima dallo stesso mons. Fisichella, sono un “vero strumento di evangelizzazione” nella misura in cui coloro che li propongono si rendono testimoni della “profondità della Parola di Dio che – spiega – tocca il cuore delle persone, e permettete una celebrazione dei sacramenti, in particolare della santa Eucaristia, che fa percepire la bellezza del Paradiso”.

Non fermatevi mai in questo impegno, un impegno così importante per la vita delle nostre comunità; in questo modo, con il canto date voce alle emozioni che sono nel profondo del cuore di ognuno. Nei momenti di gioia e nella tristezza, la Chiesa è chiamata ad essere sempre vicina alle persone, per offrire loro la compagnia della fede. Quante volte la musica e il canto permettono di rendere questi momenti unici nella vita delle persone, perché li conservano come un ricordo prezioso che ha segnato la loro esistenza.

Una corale internazionale

Richiamando il Concilio Vaticano II, il pensiero del Pontefice va poi alle “tante tradizioni” delle comunità cristiane “sparse per il mondo intero”, che fanno emergere “le forme più radicate nella cultura popolare” e che diventano anche una “vera preghiera”.

Quella pietà popolare che sa pregare creativamente, che sa cantare creativamente; quella pietà popolare che è, come ha detto un vescovo italiano, il “sistema immunitario” della Chiesa. E il canto porta questa pietà avanti. Attraverso queste musiche e canti si dà voce anche alla preghiera e in questo modo si forma una vera corale internazionale, dove all’unisono sale al Padre di tutti la lode e la gloria del suo popolo.

L’universalità della Chiesa

Proprio nella presenza delle migliaia di cantori, musicisti, esperti di musica sacra e liturgica di tutto il mondo il Papa coglie “l’universalità della Chiesa e le sue diverse tradizioni”.

Il vostro canto e la vostra musica, soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia, rendono evidente che siamo un solo Corpo e cantiamo con una sola voce la nostra unica fede. Anche se parliamo lingue diverse, tutti possono comprendere la musica con cui cantiamo, la fede che professiamo e la speranza che ci attende.

Non cadere nel protagonismo

Il canto diventa quindi “una melodia che favorisce la preghiera e la celebrazione liturgica”.

Non cadete, tuttavia, nella tentazione di un protagonismo che offusca il vostro impegno, e umilia la partecipazione attiva del popolo alla preghiera. Per favore non fate la “prima donna”, capito? Siate animatori del canto di tutta l’assemblea e non sostituitevi a essa, privando il popolo di Dio di cantare con voi e di dare testimonianza di una preghiera ecclesiale e comunitaria. Io tante volte mi rattristo quando, in alcune cerimonie dove vado, si canta tanto bene ma la gente non può cantare… È una cosa strana.

Un patrimonio di religiosità

Invita poi cantori e musicisti a “non svalutate le altre espressioni della spiritualità popolare”.

Le feste patronali, le processioni, le danze e i canti religiosi del nostro popolo sono anch’essi un vero patrimonio di religiosità che merita di essere valorizzato e sostenuto perché è pur sempre un’azione dello Spirito Santo nel cuore della Chiesa. Lo Spirito nel canto ci aiuta ad andare avanti.

Il grande concerto per Santa Cecilia

Con la benedizione finale e chiedendo di pregare per il Papa “anche” con il canto, Francesco affida i presenti a Santa Cecilia, loro patrona, in occasione della cui festa, questa settimana, è organizzato l’incontro in Vaticano: alla martire è dedicato il grande concerto delle corali del pomeriggio, con la partecipazione di tutti i cantori presenti in Aula Paolo VI, sotto la direzione di mons. Marco Frisina, uniti al Coro della diocesi di Roma e all’orchestra Fideles et Amati. Domani la conclusione della manifestazione, con la Santa Messa in Basilica Vaticana presieduta da mons. Fisichella. A mezzogiorno, la partecipazione all’Angelus del Pontefice in Piazza San Pietro.

vaticannews

Dischi Musica Sacra / Rivive potente l’“Estro Poetico-Armonico” di Benedetto Marcello

Dei fratelli Marcello, Benedetto è il più anziano e sicuramente la figura artistica più enigmatica e originale. Nato a Venezia nel 1686 in una famiglia patrizia, fu avvocato, magistrato e personalità di spicco nella vita pubblica della Serenissima, ma anche poeta, scrittore e autore del celebre libello satirico (peraltro dato alle stampe in forma anonima) Teatro alla moda, in cui passò in rassegna con pungente ironia i vezzi e il malcostume che caratterizzavano la ribalta del melodramma settecentesco.
Morì nel 1739 a Brescia, dove ricopriva la carica di Camerlengo della Camera dogale, nel giorno del suo 53° compleanno, ma la sua fama immortale è dovuta soprattutto all’attività di compositore ed è legata in modo particolare alla pubblicazione degli otto tomi dell’Estro poetico-armonico, che raccolgono le intonazioni dei primi cinquanta Salmi del Salterio su testi tradotti dalla Vulgata ed elaborati in forma poetica e in lingua italiana dal letterato veneziano Girolamo Ascanio Giustiniani.
Si tratta di un’opera straordinaria per ispirazione e concezione, così come del tutto convincente appare la lettura offerta dall’ensemble L’Amoroso diretto da Guido Balestracci, con la partecipazione delle voci soliste del soprano Caroline Pelon e del contralto Mélodie Ruvio. Una selezione di quattro Salmi (14, 21, 27, 38) che lascia riaffiorare la ricchezza del mondo espressivo e spirituale di Benedetto Marcello, portando appunto in primo piano l’estro poetico e la forza drammatica di pagine come il Salmo “Volgi, mio Dio, deh volgi un de’ tuoi guardi”, in cui lo sconsolato lamento del re Davide (“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”) pare quasi trasformarsi idealmente in una breve Passione condensata in quindici brani tra arie, recitativi e intonazioni di preghiere ebraiche, con numeri di grande suggestione come l’episodio “Forar le mani mie, foraro i piedi”, in cui il lento pizzicato dei bassi sembra evocare la crocifissione di Gesù: e qui l’arte di Marcello raggiunge vertici assoluti.

Benedetto Marcello
Estro Poetico-Armonico
L’Amoroso, Guido Balestracci
Arcana / Self-Tàlea. Euro 20,00

Avvenire

Musica. La fede vichinga sbarca all’Eurofestival

Il danese Rasmussen sarà all’Eurovision Song Contest con una canzone ispirata a san Magnus Erlendsson

Il danese Rasmussen sarà all’Eurovision Song Contest con una canzone ispirata a san Magnus Erlendsson

Ormai da tempo l’Eurovision Song Contest non è solo il più importante concorso musicale d’Europa e uno degli show televisivi più visti al mondo, con 200 milioni di telespettatori, ma è anche un mezzo per raccontare storie o lanciare messaggi sociali. L’edizione 2018, che andrà in scena stasera, giovedì e sabato dalla Altice Arena di Lisbona (diretta tv su Rai 4 le due semifinali, su Rai 1 la finale, sempre alle ore 21) ne racconterà tre molto forti. Ermal Meta e Fabrizio Moro parleranno di terrorismo con la loro Non mi avete fatto niente. Per la Francia invece il duo Madame Monsieur canterà la bella storia – della quale “Avvenire” aveva già riferito – della piccola Mercy, figlia di una migrante e nata il 21 marzo 2017 su una nave umanitaria nel canale di Sicilia. Se Italia e Francia accedono direttamente alla finale di sabato, giovedì nella seconda semifinale sarà il turno della Danimarca con un vero e proprio caso: la canzone in gara si ispira a san Magnus Erlendsson.

A cantare Higher ground sarà Rasmussen, intrerprete di musical. Magnus Erlendsson era un nobile norvegese, conte delle isole Orcadi convertito al cristianesimo, che governò le isole scozzesi fra il 1106 e il 1115 all’insegna del dialogo, della pace e del rifiuto della guerra. Per ben due volte infatti rifiutò di combattere: nel 1098, nel corso di un raid vichingo sull’isola di Anglesey, durante il quale restò sulla nave a recitare i salmi, e nel 1115, quando trovò la morte la sera di Pasqua dopo aver rifiutato di contendersi col cugino Haakon il governo fino al- lora condiviso, della contea. Aveva appena pregato per le anime dei suoi carnefici. Fu canonizzato nel 1898 da papa Leone XIII. Il poeta orcadiano George Mackay Brown (cattolico) lo immortalò in un suo romanzo mentre il compositore Peter Maxwell Davies scrisse un’opera sul suo martirio. Entrambi gli hanno intitolato il grande festival di musica classica che si tiene ogni giugno a Kirkwall.

La canzone di Rasmussen parla del dialogo come risoluzione dei conflitti: «L’ispirazione degli autori è stata proprio la storia di Magnus – dice l’artista al sito Eurofestival News – e anche se il tempo era diverso, il messaggio è sempre valido: allora per lui rifiutarsi di attaccare fu una grande responsabilità, oggi a noi la sua vicenda insegna che è fondamentale cercare di capirsi l’uno con l’altro. Non siate testardi, non incrociate le braccia ma anzi, ascoltate le persone a braccia aperte: quasi sempre questo porta al risultato cioè al comprendersi». La sua vicenda è raccontata anche dalle saghe della tradizione nordeuropea, sulla base delle quali gli autori – un team svedese – hanno scritto il testo.

Non si tratta della prima canzone con riferimenti religiosi nella storia dell’Eurofestival. Sebbene il regolamento vieti citazioni esplicite che rimandino a politica o confessioni religiose (in ogni caso il nome di san Magnus nel testo della canzone non compare mai), per ben due volte hanno vinto canzoni con chiari rimandi alla fede,Hallelujah (degli israeliani Gali Atari & Milk and Honey, nel 1979) e Hard Rock Hallelujahdei finlandesi Lordi nel 2006, che sotto le pesanti maschere ispirate al cinema horror portarono un inno alla potenza di Dio («Gli angeli del rock n’roll portano l’Hallelujah / Nella creazione di Dio Altissimo e soprannaturale / Solo chi crede davvero / sarà salvato »). Nel 2014 per la Svizzera salirono sul palco i Takasa, una band composta da membri dell’Esercito della salvezza, l’organizzazione umanitaria evangelica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA NORDICO Il cantante danese Rasmussen sarà all’Eurovision Song Contest con una canzone ispirata a san Magnus Erlendsson San Magnus Erlendsson

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