Via a Padova il Festival musica sacra

Prende il via oggi la quinta edizione della rassegna di musica sacra “In Principio” nata dalla collaborazione tra l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Ufficio per la Liturgia della Diocesi di Padova e le parrocchie del centro storico. Ad aprire questa edizione sarà questa maattina alle ore 9.30, al Teatro del Seminario vescovile, una conferenza-conversazione sul tema del canto e della musica per la liturgia, dal titolo “Concordia Discors”, che vede la partecipazione straordinaria di mons. Giuseppe Liberto, maestro emerito della Cappella musicale pontificia Sistina (1997-2010). Quale musica per accompagnare la liturgia? Come l’arte aiuta la Chiesa a trasmettere il messaggio divino attraverso le note e le forme del visibile? Sono solo alcune delle domande sul tavolo dei relatori. Alla lectio magistralis di mons. Giuseppe Liberto sul tema “Concordia Discors” e all’intervento del maestro Marco Angius, direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto sul tema Musica, modernità e sacro, seguirà l’esecuzione, in prima assoluta, di Echi dalla memoria di una lettera – per archi e mezzosoprano – del compositore contemporaneo Christian Cassinelli (presente in sala) con la partecipazione dell’Orchestra di Padova e del Veneto e del mezzosoprano Chiara Osella. Dirige Cesare Della Sciucca.

Domani un altrettanto atteso appuntamento, alle ore 21 nel Salone della Ragione, Musiche per il Paradiso di Dante di Salvatore Sciarrino, con la partecipazione della compagnia Anagoor.

Basilica di S.Antonio a Padova

Musica Sacra. Un tempo di festa con il sacro di Britten

Con il disco dedicato ad alcune delle più celebri opere sacre di Benjamin Britten (1913-1976), Graham Ross e il Coro del Clare College di Cambridge hanno realizzato una colonna sonora ideale che copre praticamente l’intero arco delle feste natalizie. Il baricentro espressivo, artistico e spirituale del progetto è senz’altro rappresentato dal brano che intitola l’album, A Ceremony of Carols. C’è infatti un’idea vincente dietro la composizione di questo ciclo che il maestro inglese ha scritto nel 1942, nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale: la concezione di una musica estremamente semplice e di assoluta immediatezza comunicativa, in grado di rendere manifesta una raffinata impronta creativa accesa da un’intima ispirazione religiosa. Con questo preciso intento Britten ha dato vita a una poetica e affascinante rielaborazione in chiave moderna di dodici canti natalizi “a cappella” – che prevedono il solo accompagnamento dell’arpa – su testi ricavati dalla tradizione britannica medievale e rinascimentale: a partire dalla gioiosa Wolcum Yole! per arrivare alla più riflessiva There is no Rose, passando per la virtuosistica scrittura a canone di This Little Babe, l’autore è riuscito a rendere vivo e originale un patrimonio radicato in secoli ormai lontani, ma che a tutt’oggi – e ancor più in questi tempi così particolarmente difficili e incerti – rivela una sorprendente attualità e l’urgenza del suo autentico messaggio di pace e di serenità. Musiche che fanno sicuramente parte del patrimonio genetico interpretativo della blasonata compagine corale di Cambridge, così spavalda, sicura e a tratti fin troppo energica nell’affrontare un repertorio che viene esteso anche ad altre pagine “a tema”, destinate a prolungare la gioiosa atmosfera di questa antologia; lavori come il giovanile Te Deum (1934), il Jubilate Deo o l’affascinante New Year Carol, che rappresenta l’augurio migliore – come recita il testo – per «lasciare entrare il nuovo anno» sotto la protezione del Signore.

Benjamin Britten
A Ceremony of Carols
Choir of Clare College Cambridge, Graham Ross
Harmonia Mundi. Euro 19,00