Sudafrica: morto Desmond Tutu, eroe della riconciliazione

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(ANSA) – JOHANNESBURG, 26 DIC – E’ morto l’arcivescovo emerito sudafricano Desmond Tutu, che fu uno dei simboli della resistenza contro l’apartheid e divenne poi il promotore della riconciliazione.

Lo comunica la presidenza del Sudafrica.

Tutu, 90 anni, arcivescovo anglicano, vinse nel 1984 il premio Nobel per la Pace come simbolo della lotta nonviolenta contro il regime razzista. Ma dopo la fine dell’apartheid, dopo che Nelson Mandela era stato eletto presidente del nuovo Sudafrica, Tutu ideò e presiedette la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Trc), creata nel 1995, che in un doloroso e drammatico processo di pacificazione fra le due parti della società sudafricana, mise in luce la verità sulle atrocità commesse durante i decenni di repressione da parte dei bianchi.
Il perdono fu accordato a chi, fra i responsabili di quelle atrocità commesse avesse pienamente confessato: una forma di riparazione morale anche nei confronti dei familiari delle vittime.
Nell’annunciare la scomparsa del reverendo Tutu, il presidente Cyril Ramaphosa ha espresso, “a nome di tutti i sudafricani, profonda tristezza per la morte, avvenuta domenica, di una figura essenziale della storia” del Paese. (ANSA).

 

Morto Diego Armando Maradona, il genio del calcio: arresto cardiorespiratorio. Aveva 60 anni

Morto Diego Armando Maradona: aveva 60 anni, la notizia choc del Clarín

Diego Armando Maradona è morto. La notizia, data dal quotidiano argentino El Clarìn, ha fatto subito il giro del mondo. “La morte di un dio”, titola a tutta pagina il francese L’Equipe. Il campione aveva 60 anni. L’ex giocatore avrebbe subito un arresto cardiorespiratorio nella casa di Tigres dove si era stabilito dopo che il 3 novembre scorso aveva subito un intervento chirurgico al cervello per un coagulo di sangue. Sul posto sono poi sopraggiunte tre ambulanze. «È successo l’inevitabile», scrive il giornale. «Sono devastato, è la peggiore notizia che potessimo ricevere, lo amavamo», ha commentato a caldo il presidente argentino Alberto Fernandez. A detta dei medici sembrava che Maradona dopo l’intervento avesse recuperato bene. Era stato ricoverato il 2 novembre a La Plata, una città a 50 chilometri da Buenos Aires, a causa di sintomi di anemia e depressione. In quel centro sanitario, i medici avevano rilevato il coagulo, causato da un colpo alla testa, e lo avevano trasferito alla clinica Olivos per l’operazione. Poi, il 12 novembre, le dimissioni e il ritorno a casa.

«Diego, ti mando tutta la forza di questo mondo. La mia famiglia ed io vogliamo vederti stare bene il prima possibile. Un abbraccio di cuore», era stato il messaggio inviato a El Pibe de oro da Lionel Messi su Instagram. Il numero 10 del Barcellona aveva voluto mandare un abbraccio virtuale al suo idolo pubblicando anche una foto di loro due assieme ai tempi in cui Maradona era il ct dell’Argentina.

Il tweet del presidente argentino Fernandez
«Ci hai portato in cima al mondo. Ci hai reso immensamente felici. Sei stato il migliore di tutti. Grazie per essere esistito, Diego. Ci mancherai per tutta la vita», ha scritto su Twitter il presidente dell’Argentina, Alberto Fernandez. Nel tweet, il capo di Stato ha condiviso una foto che lo ritrae abbracciato a El Pibe de oro. Napoli sotto choc per la morte di Maradona
La notizia della morte di Maradona provoca come è ovvio una valanga di reazioni. Choc a Napoli, dove il flash del Clarìn è rimbalzato sui telefonini. In pieno centro, in piazza Municipio una sola voce: «Era il più grande di tutti». Anche a Fuorigrotta, là dove si trova il San Paolo, suo tempio calcistico, ci sta chi si commuove. Subito i ricordi per le sue straordinarie giocate. E una donna, «questo 2020 è veramente l’anno peggiore». 

Coronavirus: morto vescovo Caserta, era ricoverato. E’ il primo presule deceduto per covid

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Il Vescovo di Caserta Giovanni D’Alise, ricoverato dal 30 settembre all’ospedale di Caserta a causa del Coronavirus, è morto per complicazioni polmonari. E’ il primo presule deceduto per il covid.
In un post su facebook, il parroco nonché vicario foraneo Nicola Lombardi, direttore dell’Istituto Superiore di Scenzie Religiose, scrive parole cariche di dolore. “È volata in Cielo l’anima benedetta del nostro carissimo pastore Giovanni D’Alise stringendo tra le mani la corona del Santo Rosario. Increduli siamo profondamente addolorati e prostrati. Lo accolga fra le sue braccia misericordiose Dio nostro Padre. Eleviamo per lui le nostre ferventi preghiere di suffragio. Il Cristo Risorto lo accolga nel suo Regno”. (ANSA).

Diocesi in lutto: morto a 90 anni don Giulio Rossi

Diocesi in lutto: morto a 90 anni don Giulio Rossi

Lutto per il clero reggiano. E’ morto a 90 anni di età don Giulio Rossi, parroco emerito di Roteglia, già presidente dell’Istituto Artigianelli. Si è spento ieri nella casa del clero di Montecchio, dove viveva da alcuni mesi. La salma sarà trasferita domani mattina nella chiesa parrocchiale di Roteglia, dove alle 21 sarà recitato il Rosario di suffragio. Nella stessa chiesa il vescovo Massimo Camisasca presiederà la Messa esequiale – alla quale saranno ammesse solo le presenze certificate in base alle vigenti disposizioni anti-Covid – venerdì 14 agosto alle 16. Don Giulio sarà sepolto nel cimitero di Roteglia.

Nato a Leguigno il 16 marzo 1930, aveva raggiunto quest’anno il 65° anniversario di consacrazione presbiterale, ricevuta il 19 giugno 1955. Dopo l’ordinazione, il primo incarico pastorale fu quello di vicario cooperatore a San Polo d’Enza (1955-1957), mentre negli anni dal 1957 al 1966 don Rossi fu dapprima vicedirettore e in seguito presidente del Pio Istituto Artigianelli con sede nella parrocchia di Santa Teresa a Reggio Emilia.
Don Giulio fu anche assistente ecclesiastico dell’Unione sportiva “La Torre” (dal 1960 al 1964) e del collegio “Dante Alighieri” (1966-1967) e per lunghi anni, dal 1958 al 1993, insegnante di Religione cattolica nelle scuole pubbliche.
Ma il periodo più significativo del suo fecondo ministero sacerdotale è legato alla parrocchia di San Donnino Martire in Roteglia, ove don Rossi è stato parroco dal 1967 al 2010, continuando poi a collaborare attivamente all’interno dell’unità pastorale “Madonna di Campiano” (comprendente anche le comunità cristiane di Castellarano, Tressano, San Valentino e Montebabbio) e facendosi apprezzare per il suo rigore educativo e per la perseveranza nella carità. Don Giulio si è sempre distinto, fin da giovane, per l’intraprendenza con cui affrontava le situazioni più difficili di alcune opere diocesane, come ad esempio gli Artigianelli, dove ha portato, con la nuova sede, a quell’innovazione pedagogico-educativa di cui l’Istituto gode ancora oggi. In questi contesti sapeva coniugare egregiamente, con sensibilità di sacerdote, le soluzioni economiche con le finalità pastorali. E, in particolare, sapeva dare a parrocchiani e amici quella fiducia che finiva per coinvolgerli nella realizzazione e nella gestione di queste stesse opere.

Reggio Online

Lutto in Diocesi, è morto Don Fabrizio Crotti

foto 1

in https://nextstopreggio.it

E’ morto oggi poco dopo le 13.00 all’Arcispedale, stroncato da una grave malattia, don Fabrizio Crotti che nel 1999 era stato nominato alla guida della parrocchia cittadina di Santo Stefano.

Nato 69 anni or sono  il 6 maggio 1949 a Fazzano di Correggio, aveva ricevuto dal vescovo  Baroni l’ordinazione presbiterale nella chiesa della parrocchia natale.

Dapprima vicario cooperatore a Ospizio e Luzzara, nel 1982 divenne  parroco di Sologno e Carù; nel 1999 il vescovo Caprioli lo nominò parroco in Santo Stefano.

Don Fabrizio ha ricoperto vari incarichi diocesani : vicepresidente della Caritas, segretario dell’Ufficio catechistico, insegnante nell’Istituto di scienze religiose, responsabile in Curia del settore tecnico per le ristrutturazioni, responsabile del settore insegnanti di religione.

La salma è esposta nella chiesa parrocchiale cittadina di Santo Stefano. Questa sera (lunedì 30 luglio) alle ore alle 21.00 in Santo Stefano verrà recitato il Santo Rosario. Domani, martedì 31 luglio, alle ore 19.00 in Santo Stefano, celebrazione eucaristica.
Mercoledì 1 agosto, ore 10.30 in Cattedrale: Santa Messa di Commiato a seguito della quale avverrà tumulazione avverrà nel cimitero di Fazzano.

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(Nella foto 1: don Crotti, il secondo da sinistra,  assieme al vescovo Caprioli)

(Nella foto 2 in basso don Fabrizio al centro tra una giovane e un’anziana della Parrocchia. Don Fabrizio era sempre sorridente  e ha lasciato una testimonianza esemplare di coerenza e fede)

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Ultimo saluto a don Fabrizio Crotti Mercoledì 1 Agosto alle 10,30 in Cattedrale di Reggio Emilia

Ultimo saluto a don Fabrizio Crotti Mercoledì 1 Agosto alle 10,30 in Cattedrale di Reggio Emilia.

Mercoledì 1° agosto il funerale sarà in Cattedrale alle 10.30 con Liturgia presieduta dal Vescovo Massimo Camisasca. Tra i concelebranti al rito funebre ci sarà monsignor Daniele Gianotti, Vescovo di Crema e amico di lunga data di don Crotti al quale è stata affidata l’omelia.

Poi la salma verrà tumulata nel cimitero di Fazzano

E’ morto don Fabrizio Crotti, parroco di Santo Stefano

Musica. Morto Roberto Bignoli, voce cristiana del rock

Con lui se n’è andato un protagonista della musica cristiana, aveva vinto cinque Unity Awards. Tra le sue canzoni più note ricordiamo Non temere e Totus Tuus cantate davanti a Giovanni Paolo II

Roberto Bignoli (Fotogramma)

Roberto Bignoli (Fotogramma)

Era un innamorato di Dio e della musica e ha dedicato trent’anni della sua vita a raccontare con le parole e la chitarra una fede vissuta con profondità. Il cantautore Roberto Bignoli è morto a Rho ieri pomeriggio dopo una lunga malattia. Ricoverato da più di due mesi in ospedale, lunedì scorso, in seguito a un aggravamento, era entrato in coma.

A dare la notizia del decesso, su Facebook, la moglie Paola Maschio con un messaggio in cui ha sottolineato come «in questi ultimi difficili giorni abbiamo riscoperto l’amore di Dio e della Madonna e la forza della preghiera».

Bignoli era nato a Novara nel 1956. Con lui se n’è andato un protagonista della musica cristiana, applaudito in tutto il mondo in concerti che aggregavano sempre migliaia di persone. Aveva vinto cinque Unity Awards (i premi internazionali dell’United Catholic Music and Video Association).

Tra le sue canzoni più note ricordiamo Non temere e Totus Tuus cantate davanti a Giovanni Paolo II, Blues cielo blu, Ti voglio seguire e Ballata per Maria: si tratta di pezzi che spaziano dal rock, al pop, al blues. La sua è stata un’esistenza segnata dal dolore e dalla speranza: colpito a un anno dalla poliomelite e cresciuto in un collegio “Don Gnocchi,” Bignoli, appena diciottenne passa attraverso esperienze “estreme” che lo portano ai margini della società e persino in carcere.

Ma nel 1984, a 28 anni, l’incontro che gli cambia la vita, seguito da un “provvidenziale” viaggio a Medjugorie. «Io mi sono formato sul genere cantautoriale degli anni ’70 e ’80 – raccontava – il mio punto di riferimento è sempre stato Fabrizio de’ Andrè. Ma mi hanno influenzato anche Brel e Brassens, Jimmy Hendrix, Deep Purple e Bruce Springsteen. Il bagaglio musicale è rimasto ma è cambiato il modo di guardare la realtà e quindi di raccontarla: canto la mia storia di cristiano».

Lutto in diocesi: morto don Alcide Pecorari, parroco storico di San Giacomo

Lutto in diocesi: morto don Alcide Pecorari, parroco storico di San Giacomo

Si terrà la mattina di martedì 18 aprile alle 10.30 in Cattedrale a Reggio la liturgia di commiato per don Alcide Pecorari, spentosi nella tarda mattinata del Sabato santo – il 15 aprile – a Rubiera, all’età di 84 anni, dopo una lunga e inesorabile malattia.

Don Alcide per quattro decenni era stato alla guida della parrocchia cittadina dei Santi Giacomo e Filippo a Reggio Emilia, comunità parrocchiale che ora ne piange la dipartita.

Nato il 7 febbraio 1933 a Gazzata di San Martino in Rio – ma era originario della comunità di San Faustino di Rubiera – don Alcide avrebbe raggiunto il traguardo dei 60 anni di sacerdozio il prossimo 23 giugno.

donAlcidePecorari

Ricevuta l’ordinazione presbiterale nel 1957, era stato Vicario cooperatore a Bibbiano, poi a Castelnovo Sotto, quindi parroco a Cerreto Alpi dal 1964 al 1970, poi a Castelnovo ne’ Monti dal 1970 al 1977; nel corso di quello stesso anno venne nominato parroco di San Giacomo a Reggio. Per tre anni è stato anche amministratore parrocchiale in San Pietro, in città.

Cappellano della Polizia di Stato dal 1991 al 1996 (quindi Cappellano ausiliario dal 1996), poche settimane fa, il 27 marzo, aveva concelebrato in Cattedrale per l’ultima volta, proprio in occasione della Messa del Precetto pasquale per le Forze dell’Ordine.

Notaio presso il Tribunale diocesano dal 1999, e dal 2005 addetto alla Cancelleria vescovile di Curia, ha ricoperto anche il ruolo di Moderatore della parrocchie del Centro storico.

Nella giornata del Venerdì Santo aveva ricevuto la visita del vescovo Massimo Camisasca e l’Unzione con l’olio degli infermi.

Nell’ultimo periodo dell’aggravarsi della malattia era stato accudito con grande disponibilità dai familiari.

Ne piangono la scomparsa anche i vescovi emeriti Paolo Gibertini e Adriano Caprioli, con l’intero presbiterio di Reggio Emilia-Guastalla, e le Sorelle del Cenacolo Francescano.

La salma verrà esposta nell’obitorio del cimitero di Rubiera e si potrà visitare il giorno di Pasqua, domenica 16 aprile, dalle 8 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. In San Giacomo a Reggio, alle 18.30, verrà recitato il santo Rosario.

Il Lunedì dell’Angelo 17 aprile (giorno che precede le esequie), le spoglie di don Alcide verranno accolte attorno alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Giacomo, dove alle 11.15 verrà celebrata la Messa dell’Ottava di Pasqua. La chiesa rimarrà poi aperta nel pomeriggio.

Martedì, infine, al termine delle esequie, don Pecorari verrà accompagnato a San Faustino di Rubiera per la sepoltura nel locale camposanto.

laliberta.info

Monte Cusna, scivola in un dirupo e muore a 68 anni è L’ingegner Gianpaolo Camminati

di Elisa Pederzoli – Gazzetta di Reggio

VILLA MINOZZO (REGGIO EMILIA). Camminavano in fila indiana sul costone del Monte Cusna, diretti alla vetta. E’ stata questione di un attimo, di un istante piccolissimo, ma fatale. Forse, ha messo male un piede. Forse, quel punto del terreno era scivoloso, troppo friabile. Di fatto, lui è scivolato giù, senza riuscire a frenare, ad aggrapparsi a qualcosa. E’ franato davanti agli occhi della moglie e della coppia di amici che erano in loro compagnia. Precipitando per oltre 100 metri, tra le rocce. Una caduta, purtroppo, che non gli ha lasciato scampo.

monte

E’ morto così Gianpaolo Camminati, 68enne ingegnere residente a Casina ma domiciliato a Reggio. Un nome molto noto nel suo ambito lavorativo, un esperto di montagna a detta di tutti. A tradirlo è stato quel costone che conosceva bene. Solcato chissà quante volte, con sicurezza e prudenza. Ma stavolta, purtroppo, qualcosa è andato storto.

L’INCIDENTE. Sono le 12.45 circa di ieri quando dal Monte Cusna scatta l’allarme. Siamo a circa 2.100 metri di altezza.A lanciarlo sono alcuni escursionisti. Dei tanti che in una giornata di bel tempo come quella di ieri avevano deciso di salire fino al Cusna, per un’escursione e godere di un panorama sempre capace di emozionare. Gianpaolo Camminati, la moglie Cecilia Bartolini 64 anni e una coppia di amici erano uno davanti all’altro. Avevano raggiunto la zona con la seggiovia. Davanti camminava l’amico, dietro il 68enne e poi le due donne. Poco dopo aver salutato altri escursionisti, la tragedia. L’uomo è caduto giù, all’altezza della verticale del Sasso del Morto.

Per raggiungere il posto si sono messi in movimento l’elicottero del Soccorso alpino, partito da Pavullo, e una squadra da terra. Le condizioni meteo, con dei grossi nuvoloni che si sono spostati sulla zona, minacciava di rendere difficoltoso il lavoro del velivolo. Dall’elicottero è stata fatta calare l’equipe medica. Il personale, non senza difficoltà, ha raggiunto l’uomo fino nel punto in cui era precipitato. Sono iniziate le manovre di rianimazione. Un disperato tentativo di salvare l’uomo che ben presto, però, ha dovuto arrendersi alla tragica realtà: troppo gravi le ferite riportate da Camminati, che infine è stato dichiarato morto.

Quando è arrivato l’ok dalla procura, si è quindi proceduto con il recupero della salma che, caricata in elicottero, è stata trasferita sino agli impianti di risalita di Febbio. E da lì, poi, grazie all’ausilio della polizia provinciale sino all’obitorio dell’ospedale Sant’Anna di Castenolvo Monti.

LE INDAGINI. Ora, toccherà ai carabinieri della stazione di Villa Minozzo, intervenuti sul posto, ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. I militari hanno già provveduto ad ascoltare le testimonianze delle persone che erano con il 68enne. E di altri escursionisti che da distanza hanno visto l’ingegnere cadere. Allo stato attuale, non si può escludere che l’incidente possa essere stato causato da un improvviso malore dell’ingegnere. Al momento, la salma è a disposizione della procura. Il magistrato di turno già oggi valuterà se richiedere accertamenti di natura autoptica, o riconsegnare la salma alla famiglia per il funerale.

LA VITTIMA. «Una persona splendida, disponibile. Capace di ascoltare gli altri». E’ un ricordo commosso quello che da più parti arriva dell’ingegner Gianpaolo Camminati. Da Reggio – dove viveva in viale Simonazzi con la moglie Cecilia Bertolini, 64 anni, ex maestra di scuola elementare – a Casina, dove da sei anni aveva comprato casa e la coppia trascorreva tutto il periodo della bella stagione.

Marito e moglie – che non avevano figli – dedicavano molto del proprio tempo al volontariato, nella parrocchia di Casina. Dove il ricordo dei due ieri, quando si è diffusa la tragica notizia, si è fatto vivo tra le persone che conoscevano Camminati. Destando profondo dolore e sgomento. Lo stesso che provano i tanti professionisti che in questi anni erano venuti a contatto con l’ingegner Camminati. Come il dottor Salvatore Lafiandra della società cooperativa Esedra di Parma. «Avevamo collaborato – ricorda – un professionista straordinario. Con una straordinaria qualità: quella di saper ascoltare e di confrontarsi».

Gianpaolo Camminati oltre alla moglie Cecilia lascia anche una sorella, Maria Antonia, e il fratello, il dottor Graziano Camminati medico condotto titolare di uno studio nel quartiere di Santa Croce.

news

E’ morto don Giulio Rossi (junior). Liturgia di commiato venerdì pomeriggio alle ore 15,30 a Viano

Nato a Regnano nel 1933, ordinato sacerdote nel 1959, ha prestato servizio pastorale come parroco solo nella piccola comunità di Miscoso per tre anni. Pur dotato di acuta intelligenza e di capacità di dialogo, le sue non buone condizioni di salute gli facevano sentire il peso e l’inadeguatezza di incarichi pastorali stabili, preferendo il ruolo di aiuto e di collaborazione.

L’ambito più ampio e più intenso del suo servizio sacerdotale è stato invece la scuola come docente di religione per 23 anni (1970-1993).

Zelante e premuroso nei vari compiti pastorali svolti, rievocava con soddisfazione le varie vicende vissute e le persone incontrate nelle numerose località, con le quali ha condiviso un cammino di umanità e di fede.

A Viano la sua famiglia ha vissuto con Don Giulio le sue scelte di fede e di ministero. Particolarmente premurosa è stata l’assistenza della sua famiglia negli ultimi anni della malattia.

Martedì scorso ha accolto con gioia straordinaria la visita del Vescovo Massimo all’Hospice, al quale ha chiesto i sacramenti per il suo viaggio verso il Cielo.

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Morto Padre Bossi, fu rapito Filippine. Aveva 62 anni,rimase 40 giorni nelle mani dei miliziani islamici

Padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) che nel 2007 fu rapito da miliziani musulmani nelle Filippine, e’ morto la scorsa notte nella clinica Humanitas di Rozzano sul Naviglio (Milano). Aveva 62 anni. Da oltre un anno era gravemente malato.

Era chiamato dagli amici col nomignolo di ”gigante buono” per la sua statura. Durante il suo rapimento, durato circa 40 giorni, Benedetto XVI aveva lanciato una appello ai rapitori e pregato per lui.