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Monsignor Sigismondi nuovo assistente dell’Azione Cattolica

Il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, è stato nominato da Papa Francesco nuovo Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana. Sigismondi succede a monsignor Mansueto Bianchi, già vescovo di Pistoia, scomparso il 3 agosto scorso.

“La felice notizia giunge in vista di appuntamenti importanti: i lavori della XVI Assemblea nazionale dell’Ac (28 aprile-1 maggio) e l’Incontro del popolo di Azione Cattolica con papa Francesco in Piazza San Pietro il prossimo 29 aprile, inizio straordinario delle celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione”, commenta in un comunicatol’Azione Cattolica Italiana.

“Nel ringraziare Papa Francesco che mi affida questa responsabilità, senza sciogliere il vincolo sponsale che mi leg alla Diocesi di Foligno, avverto un senso di profonda trepidazione, mitigata da una serena fiducia, poiché l’abbandono alla fedeltà di Dio è la fonte inesauribile della pace – scrive monsignor Sigismondi nel suo messaggiodi saluto all’Azione Cattolica -. In ogni strada c’è una corsia che conduce a Dio: questa consapevolezza mi spinge a chiedere sia alla Diocesi di Foligno sia all’Associazione di AC la disponibilità a ‘comprendere’ che, se il cuore non potrò dividerlo, il tempo lo dovrò condividere”.

Il nuovo assistente ecclesiastico parla dell’Ac come di “un’Associazione impegnata a intrecciare in maniera cosìstretta, da essere inestricabile, il Vangelo e la vita; un’Associazione chiamata a ‘intercettare in ogni dimensioneumana un’attesa che la speranza cristiana ha il compito di allargae’è; un’Associazione che, per il suo radicamento popolare e con la sua passione educativa, favorisce la scoperta dello stile sinodale e promuove una partecipazione vigile alla vita civile”.

“Consapevole che la passione per Cristo sarebbe un vago affetto se non si esprimesse nell’amare la Chiesa – ‘mistero e prova di fede’ – in modo incondizionato e insieme appassionato, mi accingo a mettermi in cammino seguendo questo orientamento: la cura della vita interiore è il ‘campo-base’ che educa sia ad avere “memoria del futuro“, sia a ‘stare con l’orecchio nel cuore di Dio e con la mano nel polso del tempò”, aggiungeSigismondi.

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