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Mensa del vescovo Tortellata benefica con 230 ospiti

REGGIO EMILIA. Oltre 60.000 pasti l’anno, 30 volontari e un totale di circa 350 bisognosi al giorno a cui viene offerto il pranzo. Sono questi i numeri della Mensa del Vescovo che giovedì, in occasione della festa di San Giovanni, ha offerto i tradizionali tortelli durante una cena di raccolta fondi per autofinanziare la propria attività. E la partecipazione dei reggiani è stata altissima: 230 gli ospiti, tanti da riempire il chiostro del Vescovado. Una generosità che ha permesso, grazie alla quota di iscrizione di 20 euro, di raccogliere oltre 4.000 euro di beneficenza.
Presenti i parrocchiani ma anche tanti cittadini, tra cui numerosi commercianti, che hanno voluto portare il loro aiuto. E unire la tradizione della cucina nostrana al volontariato. «Abbiamo preparato per l’occasione oltre 3.400 tortelli – racconta Mariachiara Visconti, presidentessa e vera e propria istituzione della Mensa – sia verdi che di zucca. Oltre ai salatini, il vino e la sangria. Io partecipo a questa attività da sempre, prima di me a coordinare c’era mia sorella e prima ancora mia madre. Delle persone che serviamo ogni giorno il 70% sono stranieri, il pranzo lo fanno da noi e la cena dai Cappuccini, anche se adesso con il Ramadan abbiamo circa 130 ospiti in meno».
E se Mariachiara Visconti rappresenta la memoria storica Federica Lunardi, 23 anni, è la gioventù che si attiva per il sociale: «Sono qui da aprile – ci spiega mentre serve da bere – sono laureata in antropologia e ho lavorato per sei mesi negli Usa. Mi ha portato qui mia madre, questo posto ti insegna tanto a livello umano. E nonostante quello che si dice qui sono tutti molto educati, nessuno si lamenta per i pasti, anzi. C’è addirittura un signore dell’Est che tutti i giorni mi porta un fiore diverso per ringraziarmi». Tanto l’entusiasmo che animava giovedì sera i presenti: «Sono di Gavassa come la cuoca – ci ha detto Giuliano Rozzi – e questa iniziativa mi sembra un’ottima cosa. Anima il palazzo e coinvolge il centro storico ma non solo. Ormai è un appuntamento a cui non si può mancare».

Gazzetta di Reggio