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La bella notizia del Signore che va a cercare chi si perde Commento Vangelo XXIV Domenica Tempo Ordinario – Anno C

In quel tempo (…) egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”». (…) Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. (…) Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze (…).

Un pastore che sfida il deserto, una donna di casa che non si dà pace per una moneta che non trova, un padre esperto in abbracci. Le tre parabole della misericordia sono il vangelo del vangelo. Sale dal loro fondo un volto di Dio che è la più bella notizia che potevamo ricevere.
C’era come un feeling misterioso tra Gesù e i peccatori, un cercarsi reciproco che scandalizzava scribi e sacerdoti. Gesù allora spiega questa amicizia con tre parabole tratte da storie di vita: una pecora perduta, una moneta perduta, un figlio che se ne va e si perde. Storie di perdita, che mettono in primo piano la pena di Dio quando perde e va in cerca, ma soprattutto la sua gioia quando trova.
Ecco allora la passione del pastore, quasi un inseguimento della sua pecora per steppe e pietraie. Se noi lo perdiamo, lui non ci perde mai. Non è la pecora smarrita a trovare il pastore, è trovata; non sta tornando all’ovile, se ne sta allontanando; il pastore non la punisce, è viva e tanto basta. E se la carica sulle spalle perché sia meno faticoso il ritorno. Immagine bellissima: Dio non guarda alla nostra colpa, ma alla nostra debolezza. Non traccia consuntivi, ma preventivi. Dio è amico della vita: Gesù guarisce ciechi zoppi lebbrosi non perché diventino bravi osservanti, tanto meglio se accadrà, ma perché tornino persone piene, felici, realizzate, uomini finalmente promossi a uomini.
La pena di un Dio donna-di-casa che ha perso una moneta, che accende la lampada e si mette a spazzare dappertutto e troverà il suo tesoro, lo scoverà sotto la polvere raccolta dagli angoli più oscuri della casa. Così anche noi, sotto lo sporco e i graffi della vita, sotto difetti e peccati, possiamo scovare sempre, in noi e in tutti, un frammento d’oro.
Un padre che non ha figli da perdere, e se ne perde uno solo la sua casa è vuota. Che non punta il dito e non colpevolizza i figli spariti dalla sua vista, ma li fa sentire un piccolo grande tesoro di cui ha bisogno. E corre e gli getta le braccia al collo e non gli importa niente di tutte le scuse che ha preparato, perché alla fedeltà del figlio preferisce la sua felicità.
Tutte e tre le parabole terminano con lo stesso “crescendo”. L’ultima nota è una gioia, una contentezza, una felicità che coinvolge cielo e terra: vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti… Da che cosa nasce questa felicità di Dio? Da un innamoramento, come in un perenne Cantico dei Cantici. Dio è l’Amata che gira di notte nella città e a tutti chiede una sola cosa: «avete visto l’amato del mio cuore?».
Sono io l’amato perduto. Dio è in cerca di me. Se lo capisco, invece di fuggire correrò verso di lui.
(Letture: Esodo 32, 7-11. 13-14; Salmo 50; 1 Timoteo 1, 12-17; Luca 15, 1-32 )

di Ermes Ronchi – avvenire

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CRIPTA CATTEDRALE Liturgia del giorno 1 Settembre – IUBILÆUM MISERICORDIÆ

CRIPTA CATTEDRALE Liturgia del giorno – IUBILÆUM MISERICORDIÆ

>>> Eucaristia nella II Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato Messaggio del Santo Padre Francesco “Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”

>>> Prefazio 1 Settembre 2016

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CRIPTA CATTEDRALE Liturgia del giorno – IUBILÆUM MISERICORDIÆ 29 Agosto 2016

CRIPTA CATTEDRALE Liturgia del giorno – IUBILÆUM MISERICORDIÆ 29 Agosto 2016

>>> Martirio di San Giovanni Battista 29 Agosto

>>> Lodi 29 Agosto 2016

>>> Vespri 29 Agosto

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“La liturgia luogo della misericordia – Riconciliati per riconciliare” è il tema della 67esima Settimana liturgica nazionale

 “La liturgia luogo della misericordia – Riconciliati per riconciliare” è il tema della 67esima Settimana liturgica nazionale che si terrà a Gubbio, in Umbria, dal 22 al 25 agosto, per iniziativa del Centro di azione liturgica (Cal). La Settimana, spiegano il presidente del Cal, monsignor Claudio Maniago, e il vescovo di Gubbio, monsignor Mario Ceccobelli, “nel contesto del Giubileo e alla luce della bolla di indizione di papa Francesco, si pone lo scopo di evidenziare la liturgia, nella diversità dei suoi riti, come luogo dove il grande mistero della riconciliazione è reso presente, annunciato, celebrato e comunicato”. Tra i relatori Ermes Ronchi, Ildebrando Scicolone e il priore della Comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi. A presiedere le celebrazioni eucaristiche saranno il cardinale Gualtiero Bassetti (arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve); monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei; monsignor Domenico Sorrentino (vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino), monsignor Franco Giulio Brambilla (vescovo di Novara), monsignor Gualtiero Sigismondi (vescovo di Foligno). Nella diocesi di Gubbio sono in corso le celebrazioni a ricordo dei mille e seicento anni dalla scrittura della “Lettera Decretale” (19 marzo 416), documento fondamentale per la diocesi di Gubbio, il più antico a oggi pervenuto che ne attesti l’esistenza, e di assoluto rilievo negli studi liturgici ed ecclesiali. Con il testo, infatti, “il dettato di papa Innocenzo e in particolare quello riguardante i sacramenti e la loro amministrazione, diviene normativo non solo per la Chiesa particolare a cui era indirizzato ma in tutte le altre Chiese”, spiega un comunicato.

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Testi liturgici per la festa di Santa Maria Maddalena 22 Luglio

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Ai Sacerdoti

Ai Diaconi

Alle Comunità Religiose e alle Case della Carità di Reggio Emilia-Guastalla

Carissimi, in merito alla felice idea di Papa Francesco di elevare la memoria di Santa Maria Maddalena a festa, su incarico del Vescovo Massimo, trasmetto la comunicazione e i testi inviati a tutte le Diocesi dal Direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale.

Buona festa di Santa Maria Maddalena!

d. Daniele Casini


Come è noto, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti con decreto del 3 giugno 2016, su indicazione del Santo Padre, ha elevato la memoria di Santa Maria Maddalena (22 luglio) a festa.
In allegato trasmettiamo la traduzione approvata per la lingua italiana del nuovo prefazio della festa e le modifiche da inserire nella Liturgia delle Ore.
Per opportuna conoscenza alleghiamo anche due testi di S. E. mons. Arthur Roche, Segretario della medesima Congregazione a commento della festa e del nuovo prefazio.
Mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.
Don Franco Magnani
(sotto i testi segnalati da don Franco Magnani – i file si possono scaricare cliccando sui tioli)

>>> Variazioni Liturgia delle Ore (file word)

>>> Commento Roche Festa (file pdf)

>>> Commento Roche Prefazio (file word)

>>> Prefazio (file word)

 

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Selfie e liturgia: riflessioni, sorrisi e un’esplosione di gioia

In qualità di immigrato digitale mi rendo conto che vi sono alcuni aspetti di tale cultura ai quali sono rimasto pressoché impermeabile. Uno di questi è il selfie: non mi viene in mente di farlo, non lo so fare, se per caso lo faccio e lo condivido dimentico di usare Whatsapp e mi indebito con il mio gestore telefonico. Ho letto perciò con curiosità un post di don Alessandro Palermo, sul suo blog di pastorale digitale ( tinyurl.com/gv83qvx ), dove spiega, con argomenti forti, perché durante le liturgie non è proprio il caso di scattare e condividere dei selfie: «L’azione umana esige una completa connessione con l’azione di Dio», e non altro.
Mi pare che non faccia una piega. Il fatto è che a me non sarebbe neppure venuto in mente. Foto, sì: quando la liturgia mette in primo piano una persona cara, o se vi accade qualcosa di “notiziabile”. Ma autoscatti, proprio no. L’idea che la Chiesa istituzionalizzi, un domani, questa pratica mi fa solo sorridere: l’immagine dell’assoluzione, nel Rito della penitenza, potrebbe essere esibita alla confessione successiva in risposta alla domanda “da quanto tempo…”; mentre durante la Messa, il momento che precede la frazione del pane potrebbe essere introdotto dal diacono con un: “Scambiatevi un selfie di pace”.
Per scrupolo interrogo Google, che mi propone tre casi: i famosi selfie con papa Francesco; quelli di alcuni sacerdoti durante la Messa dell’Incontro mondiale delle famiglie di Philadelphia, stigmatizzati pubblicamente dal cardinal Sarah; quelli di don Antonio Parrillo (parroco a Gioia Sannitica), postati su Facebook e rilanciati, diversi mesi fa, da “YouMedia” ( tinyurl.com/z46v5or ). Il primo non c’entra, perché non siamo in contesto liturgico; il secondo rientra nel più vasto e problematico caso delle celebrazioni liturgiche di massa; il terzo effettivamente dà ragione delle preoccupazioni di cui sopra. Ma la didascalia con la quale don Parrillo ha commentato le foto postate, «Vi taggo nel cuore di Dio», è troppo bella: un’esplosione di gioia del Vangelo.

avvenire

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Nuovo rito del matrimonio, come cambia il modo di dire sì

di Silvia Migliorini
Più di 600 delegati delle 227 diocesi italiane erano presenti al Convegno Nazionale per la presentazione del Nuovo Rito del matrimonio, che si è svolto a Grosseto nella giornate di giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 novembre. Il Convegno, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, dall’Ufficio Liturgico nazionale, dall’Ufficio per la Pastorale della famiglia, Catechistico nazionale e dal servizio nazionale per la Pastorale giovanile, sul tema «Celebrare il mistero grande dell’amore» aveva lo scopo di riflettere sul Nuovo Rito del matrimonio che entrerà in vigore dalla prima domenica d’Avvento, il 28 novembre prossimo.

«Ai cattolici che si avvicinano al matrimonio – ha detto il Segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori – la Chiesa italiana chiede di partire dalla celebrazione del rito, per un cammino verso una fede matura e consapevole … si tratta di un libro – ha continuato – che non si limita e non si esaurisce nella celebrazione, ma offre contenuti e percorsi sia per la preparazione al matrimonio, sia per la riflessione mistagogica, che oggi è più che mai necessaria per dare solidità umana e spirituale alle giovani coppie di sposi, esposte al rischio della superficialità, della fragilità e purtroppo sempre più spesso del fallimento». E proprio della preparazione al matrimonio si è molto discusso in seno al Convengo.

È stata ribadita la necessità di «accompagnare e non seguire» i fidanzati verso la scelta consapevole del matrimonio «come momento culminante di un itinerario, quando la coppia, libera e consapevole – ha detto don Andrea Fontana, direttore dell’Ufficio catechistico di Torino – decide di consacrarsi nell’amore stesso di Cristo, fedele ed indistruttibile, animato dallo Spirito Santo, realizzando ogni giorno la volontà del Padre, cioè la reciproca santificazione attraverso i gesti quotidiani d’amore e di comunione».

I corsi pre-matrimoniali – secondo quanto è emerso – devono configurarsi come progetti personalizzati in itinerari prolungati in cui la Chiesa mostri interesse, cordialità, accoglienza senza giudizio, si sappia mettere in ascolto avendo a cuore il cammino che i fidanzati stanno facendo, personalizzando a ciascuna coppia i contenuti… «ogni coppia – hanno spiegato Marialicia e Carmelo Moscato, responsabili della Pastorale familiare della Diocesi di Monreale – è unica e per questo deve potere ricevere un trattamento personalizzato al fine di fare incontrare la coppia con se stessa … non è importante che siano coinvolti nel gruppo ma che diventino sempre più coppia che si avvia al matrimonio».

«Il matrimonio – ha affermato Don Paolo Giulietti, direttore del Servizio Cei per la Pastorale giovanile – si distacca sempre di più dall’idea del contratto. Del gesto burocratico come potrebbe essere un matrimonio civile, perché restituisce tutto all’ambito dell’esperienza religiosa. Al tempo stesso il Nuovo Rito favorisce una visione del matrimonio meno folcloristica e romantica, perché trasposta più decisamente nel campo della fede … forse – ha concluso – il Nuovo Rito potrà aiutare a vivere in maniera diversa anche la decisione di sposarsi, come risposta ad una chiamata di Dio che viene dal battesimo e conseguentemente ad accettare il matrimonio come missione».

«Tra le tante novità del Rito la più pubblicizzata è stata la nuova formula “accolgo te” al posto di “prendo te” – ha spiegato don Giuseppe Busani, direttore dell’Ufficio liturgico nazionale – alcuni ritengono che sia meno incisiva della precedente. Non sono d’accordo – ribatte – perché la nuova formula sottolinea maggiormente un impegno fondato sulla grazia di Cristo».

Punto molto dibattuto è stato il secondo capitolo della pubblicazione del Nuovo Rito che prevede la celebrazione del Sacramento del matrimonio senza Eucaristia ma con la sola Liturgia della Parola: «un’opportunità in più offerta alle giovani coppie – ha detto Andrea Grillo, teologo e membro della Commissione istituita dalla Cei per la stesura finale del Nuovo Rito del matrimonio – da parte di una Chiesa che promuove e accoglie ogni storia di fede».

Grillo ha spiegato che la possibilità di celebrare il matrimonio con la sola Liturgia della Parola intende rimediare a due eccessi in cui le comunità parrocchiali possono cadere: «Ci potrebbe essere il rischio di pensare – ha spiegato – da una parte di avere un diritto acquisito a sposarsi in Chiesa e dall’altra di credere che il matrimonio in Chiesa sia il risultato di una selettivo concorso a numero chiuso. Tra una pericolosa indifferenza ed una selettiva diffidenza la Chiesa italiana ha voluto trovare una mediazione, proponendo di accogliere la coppia con una delicata e attenta attenzione pastorale. Il fatto che l’Eucaristia non venga celebrata nel corso del matrimonio, come libera scelta dei nubendi, non deve essere vissuta come mera sottrazione ma come opportunità che si vuole dare alla coppia per riscoprire un più intenso desiderio di Eucaristia».

Il parroco: «Aiuterà gli sposi a essere più consapevoli»
E’ stata consegnata nelle mani di don Paolo Gentili, parroco della comunità di Roselle, frazione di Grosseto, come rappresentante di tutti i parroci italiani al Convegno nazionale, la prima pubblicazione del Nuovo Rito del matrimonio. Mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della Cei, ha voluto compiere questo gesto simbolico per significare un passaggio di consegne a coloro che, dal 28 novembre prossimo, data in cui il Rito entrerà ufficialmente in vigore, si avvarranno della novità da proporre alle giovani coppie di sposi e così… insieme a don Paolo anche due giovani fidanzati grossetani, Emanuele Lodde e Simona Rusconi, della parrocchia del SS. Crocifisso, hanno ricevuto, come prima coppia, il Nuovo Rito, in segno di accoglienza.

Don Paolo, entriamo nei dettagli. Quali sono le novità del Nuovo Rito del matrimonio, cioè in che cosa si differenzia rispetto a quello tradizionale?

«La prima novità è la stretta connessione con il Battesimo – spiega – per questo nel primo capitolo, che è quello riferito alla celebrazione, è previsto che gli Sposi facciano memoria del loro Battesimo rinnovando le promesse, con il Sacerdote, vicino al Fonte battesimale».

Quindi gli sposi vanno insieme verso l’Altare… e dopo?

«Inizia la Liturgia della Parola che è stata ampliata nella scelta: sono 82 brani adesso tra Antico e Nuovo Testamento che possono essere scelti dagli sposi per la celebrazione. Questo perché gli sposi vivano con maggiore impegno il tempo della scelta per la preparazione della liturgia della Parola».

Si arriva, poi, al momento culminante che è quello della Liturgia del Matrimonio: che cosa è cambiato?

«Gli sposi possono scegliere se rispondere alle domande tradizionali del Sacerdote o declamare insieme una professione di fede, che le contenga tutte, in cui l’accento è posto, in modo particolare, sulla preghiera alla comunità, a cui è dato un ruolo rilevante, che li accompagni e li sostenga nel loro cammino di coppia. Si giunge, quindi, ad una nuova scelta: o pronunciare la formula nuova tanto pubblicizzata “Io accolgo te, come mia sposa, con la Grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre nella gioia e del dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti per tutti i giorni della mia vita” … oppure iniziare un dialogo vero e proprio tra gli sposi che inizia così “Vuoi unire la tua vita alla mia?”».

Quale significato assume il termine «accolgo te» che è stato sostituito al tradizionale «prendo te»?

«Ritengo che sottolinei il dono che l’altro fa di se stesso nella libertà… c’è una disponibilità ad accogliere tutto dell’altro, con i suoi pregi e difetti. È, poi, maggiormente sottolineata l’idea di vocazione al matrimonio, come risposta alla chiamata di Dio. Subito dopo il Consenso (prima era successivo al Padre Nostro), è il momento della benedizione nuziale… ciò sta a significare che la benedizione nasce direttamente dal sacramento del matrimonio. Nuova aggiunta, dopo gli scambi degli anelli, le litanie dei Santi, soprattutto dei santi che sono stati sposati».

E riguardo al Secondo capitolo, di cui si è molto parlato, in cui è offerta la possibilità a giovani coppie che da tempo hanno abbandonato il cammino ecclesiale, di sposarsi comunque in Chiesa ma con la sola Liturgia della Parola?

«Qualcuno ha pensato ad un rito di serie B… Non sono d’accordo. Ritengo che abbia lo stesso spessore dell’altro, ma senza il momento dell’Eucaristia. Il tutto nasce dall’esigenza di evitare il più possibile quei matrimoni in cui è palpabile la poca partecipazione da parte degli sposi e dei parenti. La Chiesa ha fatto questa scelta anche e soprattutto per risvegliare negli sposi il desiderio di Eucaristia, di comprendere in modo pieno e consapevole il senso del matrimonio in Chiesa».

La scheda: tutte le novità
Il nuovo rito del matrimonio (in realtà sarebbe più corretto parlare di «adattamento» del rito) entrerà in vigore dal 28 novembre. Il testo prevede tre riti distinti: il primo inserito nella Messa, il secondo inserito nella Liturgia della Parola (senza l’Eucaristia), il terzo riguardante il matrimonio in cui solo uno dei due sposi sia battezzato. Specie per le prime due tipologie, ci sono alcuni importanti cambiamenti rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

«Io accolgo te…»
La novità più grande riguarda la formula, che diventa «Io accolgo te, come mia sposa, con la Grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre nella gioia e del dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti per tutti i giorni della mia vita». Mai gli sposi possono anche scegliere una formula più complessa, costituita da un dialogo vero e proprio tra gli sposi che inizia così: «Vuoi unire la tua vita alla mia?»

Si inizia dal fonte battesimale
Un’altra novità importante riguarda l’inizio della celebrazione: il sacerdote accoglie la coppia vicino al fonte battesimale, dove i futuri sposi rinnovano le promesse battesimali prima di incamminarsi insieme verso l’altare.

Letture, scelta più ampia
Per la Liturgia della Parola, è stata ampliata la scelta a disposizione: adesso sono 82 i brani tra Antico e Nuovo Testamento che possono essere scelti dagli sposi per la celebrazione. Rinnovate anche le litanie dei santi, con uno spazio particolare dedicato ai santi sposati

Matrimonio senza messa
L’adattamento del rito introduce anche una possibilità in più: quella di celebrare il matrimonio senza l’Eucaristia, all’interno di una Liturgia della Parola. Una formula pensata per le coppie che esprimono il desiderio di sposarsi in Chiesa, ma non hanno alle spalle un cammino di vita cristiana. Non un’imposizione, ma una scelta in più a disposizione delle coppie.

La benedizione degli sposi
Nuova è anche la formula per la benedizione degli sposi. Il testo accentua la supplica affinché gli sposi, «segnati con il fuoco dello Spirito, diventino Vangelo vivo tra gli uomini». E introduce l’aspetto escatologico: «la profonda nostalgia» di Dio «fino al giorno in cui potranno, con i loro cari, lodare in eterno» il Suo nome.

– See more at: http://www.toscanaoggi.it

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Corso di formazione omiletica permanente per presbiteri e diaconi

Promosso dagli Uffici Liturgico, Catechistico e per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, nasce il Primo Corso di Formazione Omiletica Permanente per presbiteri e diaconi.

ProgettOmelia si offre come occasione propizia per approfondire gli aspetti comunicativi della predicazione omiletica.

Lo stesso papa Francesco ricorda come «la preoccupazione per la modalità della predicazione è anch’essa un atteggiamento profondamente spirituale. Significa rispondere all’amore di Dio, dedicandoci con tutte le nostre capacità e la nostra creatività alla missione che Egli ci affida; ma è anche un esercizio squisito di amore al prossimo, perché non vogliamo offrire agli altri qualcosa di scarsa qualità» (EG n.156).

  • Il primo incontro (I° step), dedicato esclusivamente ai Coordinatori diocesani del progetto
    si terrà a Roma, dalle ore 15:30 di giovedì 21 aprile alle ore 13:00 di venerdì 22.
Per questa prima fase sono già chiuse le iscrizioni (28 febbraio 2016).
Sarà compito dei Coordinatori diocesani offrirvi localmente maggiori dettagli sullo sviluppo del progetto.
  • Un secondo incontro formativo (II° step), rivolto ai componenti delle Équipe diocesane,
    si terrà sempre a Roma, dalle ore 10:30 alle 17:00 di sabato 18 giugno 2016, presso la Pontificia Università Gregoriana.

Ulteriori aggiornamenti verranno pubblicati in seguito.

fonte: chiesacattolica.it
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PASTORALE Liturgia: dal 2 al 4 maggio a Padova convegno sulle “altre pratiche della fede”

“La liturgia e le altre pratiche della fede” è il titolo del convegno di studio che si svolgerà dal 2 al 4 maggio nella casa Sacro Cuore di Torreglia (Pd). Il seminario, promosso dall’Istituto di liturgia pastorale di Padova, si apre lunedì 2 alle 15.45 con un intervento di Giorgio Bonaccorso su “I criteri pragmatici per le azioni pastorali”. Tra i relatori: Giuseppe Busoni, Gianni Cavagnoli, Umberto R. Del Giudice, Roberta Tagliaferri, Luigi Girardi. Per informazioni e iscrizioni consultare il sito dell’Istituto www.ist-liturgiapastorale.net

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Giubileo diocesano per gli operatori della carità e della liturgia

Martedì 10 maggio, alle ore 21, in Cattedrale a Reggio nel ventesimo anniversario della morte di don Luigi Guglielmi, il Vescovo Massimo presiederà la celebrazione eucaristica in suffragio.

La celebrazione coinciderà anche con il Giubileo diocesano per gli operatori della carità e della liturgia. Si invitano, pertanto, quanti sono impegnati nelle parrocchie nei due ambiti pastorali citati che, come ci ha insegnato e testimoniato don Gigi, sono molto vicini e legati l’uno all’altro.

Riportiamo di seguito un breve testo di don Gigi, come preparazione alla celebrazione stessa:

«Dall’annuncio, passando attraverso la Liturgia, per arrivare alla vita… Al posto centrale di questa trilogia sta la Liturgia, e dentro la Liturgia il canto con la sua funzione di ponte verso il mare aperto della carità. Così la vita di chi ha accolto il Vangelo e vuole testimoniarlo, potrà a sua volta trasformarsi in un canto fatto non più solo di note e di suoni, in una liturgia non più fatta solo di simboli, ma della vita data e offerta sullo stesso modello del Signore Gesù, per il quale si annuncia, si celebra e si vive nella carità». (Tratto da “Il canto nelle nostre chiese”, Ed. San Lorenzo, 1993).

Giubileo-Operatori-Liturgia-e-Carita-10-05-2016

laliberta.info

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Foglietto Letture Salmo 17 Aprile IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco
 

Donandoci, per mezzo del battesimo, di far parte della Chiesa, Gesù ci assicura di conoscerci uno per uno. La vocazione battesimale è sempre personale, e richiede una risposta di responsabilità in prima persona. Ci sentiamo sicuri, nella Chiesa, perché Gesù è sempre con noi, e ci chiama e ci guida con la voce esplicita del Papa e con i suggerimenti interiori che ci aiutano a riconoscerla e a corrispondervi. Se restiamo nella Chiesa, con il Papa, non andremo mai dispersi, perché Gesù ci conosce per nome e ha dato la sua vita per salvarci. Quella vita che si comunica a noi, pegno di eternità, nell’Eucaristia degnamente ricevuta. Non dobbiamo aver paura di nulla. Attraverso Gesù entriamo in comunione con il Padre, partecipiamo alla vita trinitaria. I pericoli esterni non ci turbano: dobbiamo temere soltanto il peccato che ci seduce a trovare altre vie, lontane dal percorso del gregge guidato da Gesù. La nostra personale fedeltà alla voce del Pastore contribuisce all’itinerario di salvezza che la Chiesa guida nel mondo, e da essa dipende la nostra felicità.

Scarica il foglietto della Messa >
Scarica le Letture del Lezionario >
Scarica il Salmo Responsoriale Cantato >
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Commento Letture 10 Aprile III Domenica di Pasqua

a cura di don Fabrizio Crotti, teologo di Reggio Emilia

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Unità Pastorale: luoghi, date e orari Celebrazioni Liturgiche Settimana Santa 2016 nell’Anno della Misericordia

settimanasanta

Unità Pastorale «Santi Crisanto e Daria»

Cattedrale – San Prospero – Santa Teresa – Santo Stefano – San Zenone

Settimana Santa

nell’Anno della Misericordia

20 marzo – Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Le Messe festive anticipate di sabato 19 marzo sono: alle 18.30 nella Basilica di San Prospero e in Santa Teresa; alle 19 in Santo Stefano

Messa dell’Unità Pastorale con il Vescovo: benedizione delle palme e dei rami di olivo alle 10.15 sul sagrato di San Prospero, processione verso la Cattedrale, passaggio attraverso la Porta Santa, liturgia della Domenica di Passione in Cattedrale.

GMG diocesana e Giubileo dei giovani: alle 16, incontri nei luoghi della misericordia in Città; alle 17, arrivo in Piazza del Duomo dei giovani che faranno il passaggio della Porta Santa e, alle 18, mediteranno con lo spettacolo «Le ultime sette parole di Cristo»; alle 19: messaggio conclusivo del Vescovo Massimo

– Alla 18, nella Basilica San Prospero e, alle 19, in Santo Stefano: Messa con benedizione olivo.

21, 22 marzo e 23 marzo – Lunedì, Martedì, Mercoledì Santo

Nella Cripta della Cattedrale: alle 7.40 Lodi Mattutine e, alle 8, Celebrazione eucaristica; alle 10.30 Celebrazione eucaristica con inizio dell’Adorazione; alle 11.15 Ufficio di Lettura; alle 12.15 Ora Media; alle 17 Via Crucis; alle 18.00 Vespri e benedizione eucaristica.

Alle 9.30 in Santo Stefano e alle 18.30 nella Basilica di San Prospero: Celebrazione eucaristica.

* Mercoledì santo, 23 marzo, alle 18.30 in Santa Teresa: Celebrazione eucaristica.

24 marzo – Giovedì Santo

Alle 9.30, in Cattedrale, solenne concelebrazione della Messa Crismale con il Giubileo dei sacerdoti e dei diaconi.

– Alle 18.30, in Cattedrale, apertura del Triduo Pasquale con la Messa nella Cena del Signore, dove il Vescovo compirà il gesto della lavanda dei piedi ai fanciulli dell’Unità Pastorale che la prossima domenica 17 aprile celebreranno la prima Eucaristia.

– Alle 19, in Santo Stefano, Messa in Cœna Domini per le parrocchie di Santo Stefano e San Zenone.

– In Cattedrale, dalle 21.30 alle 22.30: ora di adorazione eucaristica comunitaria. Sono aperte per l’adorazione e per le visite dei fedeli anche le altre chiese dell’Unità Pastorale.

25 marzo – Venerdì Santo

[Quest’anno si omette la solennità dell’Annunciazione, che verrà posticipata a lunedì 4 aprile]

Obbligo di astinenza e digiuno – Giornata di solidarietà per la Terra Santa.

– Alle 7.40, in Cattedrale, davanti al Santissimo Sacramento: Ufficio di Lettura e Lodi Mattutine.

– Alle 18.30, nella Basilica di S. Prospero, per le comunità parrocchiali dell’Unità Pastorale, il Vescovo Massimo presiede la liturgia della Passione del Signore.

– Alle 21.15, con partenza davanti alla Basilica della Ghiara e conclusione in Cattedrale, tradizionale Via Crucis cittadina, animata dalle Case della Carità e dalle nostre parrocchie.

* Il percorso della Via Crucis anche quest’anno sarà: partenza davanti alla Basilica della Ghiara; si percorre Corso Garibaldi fino alla piazza della chiesa del Cristo; poi da via Farini si arriverà in piazza Duomo; l’ultima stazione è in Cattedrale, con la meditazione del Vescovo, l’adorazione della Croce e la raccolta per le Chiese di Terra Santa.

26 marzo – Sabato Santo

Alle 7.40, nella Cripta della Cattedrale, Ufficio di Lettura e Lodi Mattutine del Sabato Santo.

Nel sabato Santo, la Chiesa sosta in silenzio e preghiera presso il sepolcro del suo Signore. Spazio per le Confessioni in Duomo.

26 marzo – NOTTE DI PASQUA

* A partire dalle ore 21 di sabato 26 marzo, in Cattedrale, il Vescovo presiede la Veglia pasquale nella Notte santa con l’iniziazione cristiana di sette giovani.

27 marzo – DOMENICA DI RISUREZIONE

[attenzione: da questa domenica scatta l’ora legale, con l’avanzamento degli orologi di un’ora]

* Alle 11.15, in Cattedrale, alle 9 e alle 12 in San Prospero, alle 10 e alle 19 in Santo Stefano, alle 10 in Santa Teresa: Messa parrocchiale della Domenica di Risurrezione.

* Alle 18, in Cattedrale, Messa vespertina presieduta da Mons. Francesco Marmiroli.

28 marzo – LUNEDÌ DI PASQUA

* Alle 11.15, in Cattedrale, alle 9 e alle 12 in San Prospero, alle 10 in Santo Stefano e in Santa Teresa: Messa parrocchiale del Lunedì dell’Ottava di Pasqua.

Sono sospese le Messe delle 18 in Duomo e delle 19 in Santo Stefano.

Nel pomeriggio, in Cattedrale: nel giorno del 501° anniversario della nascita di Santa Teresa d’Avila, l’Ordine Carmelitano offre una esposizione dedicata alla Santa che durerà fino a domenica 3 aprile. Mercoledì 30 marzo, alle 20.45 in Cattedrale, i Sacri Concentus Cantores, diretti dal M.o Primo Iotti, proporranno canti dalla tradizione carmelitana, con poesie e preghiere di Santa Teresa d’Avila e di Santa Teresa di Lisieux.

1° aprile – VENERDÌ DI PASQUA

Alle 21, nella Basilica della Ghiara: Stazione pasquale cittadina.

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Video Commento livestreaming Letture S. Messa V Quaresima di don Fabrizio Crotti

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Video Commento Letture S. Messa IV Quaresima Domenica 6 Marzo a cura di don Fabrizio Crotti

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Liturgia: Lavanda dei Piedi… Modificata la rubrica del rito

Col decreto In Missa in cena Domini la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, per disposizione del Santo Padre, ha ritoccato la rubrica del Missale Romanum riguardante la lavanda dei piedi.
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“Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro”

…in attesa della pubblicazione del Sussidio di Quaresima 2016

Nella tua misericordia, a tutti sei venuto incontro è il titolo del prossimo Sussidio liturgico-pastorale del Tempo di Quaresima-Triduo 2016. E già ci orienta alla celebrazione del XXVI Congresso Eucaristico nazionale che si terrà a Genova dal 15 al 18 settembre prossimo sul tema l’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro”.
Questa espressione, tratta dalla Preghiera eucaristica IV, esprime l’ampiezza della misericordia divina e la sua azione preveniente, che precede ogni altra iniziativa umana. Celebrare la Quaresima, tempo di conversione, significa accogliere prima di tutto in noi la forza della misericordia divina; mentre celebrare la Pasqua significa rendersi disponibili a prolungare nel tempo l’azione del Risorto che ci manda come suoi discepoli.
Il Sussidio, prossimo alla pubblicazione, offre:

– Commento biblico-liturgico (una proposta di riflessione biblica, a partire dalle letture domenicali)
– Indicazioni celebrative (per ogni domenica e festività si danno alcune sobrie e puntuali indicazioni celebrative)
– Proposta liturgico-musicale (adeguata proposta di animazione liturgico-musicale)
– Percorso di formazione catechetica (schede di catechesi)
– Sezione patrimonio artistico (con relativi commenti teologici)

Ufficio Liturgico Nazinale
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IL «Repertorio nazionale dei canti per la liturgia»

Dal 2008 la Chiesa cattolica italiana ha un suo Repertorio Nazionale dei canti per la liturgia, cioè uno strumento contenente 384 canti selezionati. Non è una pubblicazione di poco peso, perché ha seguito l’intero iter di un libro liturgico e tale occorre considerarlo

Un po’ di storia.
La prima edizione del Rpertorio Nazionale di canti, presentato per l’uso liturgico alle Chiese che sono in Italia dalla Commissione Episcopale per la liturgia, è datata 6 gennaio 2001. Consisteva in un elenco dei canti con una Premessa dei Vescovi della Commissione Episcopale per la Liturgia della Cei. La scelta dei canti era stata portata a termine da una Commissione di 9 esperti, nominata dall’allora segretario generale della Cei, il vescovo mons. Giuseppe Betori; la commissione, composta da preti, laici ed esperti, ha lavorato per più di 5 anni analizzando oltre 16.000 canti liturgici. Dopo alcuni interventi privati di Papa Benedetto XVI che sollecitava la pubblicazione, si è messo in moto l’iter previsto dalle norme per la pubblicazione dei libri liturgici. L’elenco è stato rivisto e corretto dal gruppo di lavoro incaricato dall’Ufficio liturgico nazionale della CEI ed approvato nel corso della LVII Assemblea Generale della CEI il 24 maggio 2007 ed inviato allarecognitio della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti in conformità con l’Istruzione Liturgiam authenticam; il 20 maggio 2008 ha ottenuto ilplacet definitivo.

Durante l’Assemblea Generale della CEI, giovedì 28 maggio 2009, nel corso dell’udienza di Benedetto XVI ai vescovi italiani, il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, a conclusione del saluto rivolto al Santo Padre, ha donato al Papa la prima copia ufficiale del Repertorio.

rn-cdIl Repertorio si presenta in tre modalità : un libro dei fedeli di 663 pagine con le melodie e i testi di tutti i384 canti, un libro con l’accompagnamento organistico di tutti i canti e un cd contenente i files audio in formato .mp3 di tutti i canti e i file di tutti i testi e delle melodie oltre agli elenchi.

Il Repertorio Nazionale intende rispondere a una doppia esigenza: segnalare e rendere reperibili canti adatti alle celebrazioni liturgiche, e diffondere alcuni criteri di individuazione e selezione dei canti, che aiutino a scegliere in modo più attento a livello locale. Il Repertorio non è la «terra promessa», né rappresenta il toccasana di tutti i problemi in campo, pur tuttavia costituisce la strada più realistica da percorrere. È importante comprendere che il Repertorio Nazionale non esclude altri canti, ma, come viene spiegato nella premessa, si pone come punto di riferimento. A cinquant’anni dal Concilio era opportuno che la  Chiesa italiana avesse a disposizione uno strumento di questo tipo.

rn-internoNon è un sussidio per «addetti ai lavori», è per l’assemblea ed è di grande varietà. Di 384 canti presenti ben 81 testi vengono dalla Sacra Scrittura, 83 dalla liturgia, i rimanenti sono di 66 diversi autori. Le composizioni sono otto dal Messale Romano, trentuno dal gregoriano, dodici melodie popolari, otto dal Salterio di Ginevra, le altre di vari musicisti. Le nostre fonti sono state le raccolte «Nella Casa del Padre» e «Lodate Dio» e varie riviste, «Armonia di Voci», «Musica e Assemblea», oltre ai canti di Taizè e ai fascicoli pubblicati in diverse occasioni dalle Edizioni Paoline e da Carrara.

Lascio la conclusione ad alcune considerazioni, come sempre sagge ed equilibrate di mons. Pierangelo Sequeri, teologo e musicista noto per aver composto tantissimi canti per la liturgia tra cui il notissimo “Tu sei la mia vita” (Symbolum ’77): «la compilazione di repertori ha più di una ragione per essere oggetto di cura assidua e competente nonché di aggiornamento costante. Essa infatti ha molti vantaggi: creazione di una base comune, segnalazione di modelli orientativi, sussidio per le comunità  più deboli, piano regolatore per gli eccessi in ogni direzione, incentivo al discernimento di una eventuale tradizione meritevole di incremento e di sviluppo… Il repertorio è anche un’opportunità  educativa se pensato come strumento di catechesi mistagogica originale e coinvolgente».

emmausonline.it

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Commento Letture S. Messa Domenica 24 Gennaio 2016 da YouTube

 

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20 Dicembre 2015 Commento Letture Messa IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)

di don Fabrizio Crotti

dalla web tv Santo Stefano e YouTube