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Papa posta su Instagram e Twitter un biglietto scritto a mano

Nella giornata che celebra le Comunicazioni Sociali, Papa Francesco ha pubblicato sul suo profilo ufficiale di Instagram e Twitter un chirografo, un biglietto scritto a mano: “A te, che dalla grande comunità digitale, mi chiedi benedizione e preghiera voglio dire: tu sarai il dono prezioso nella mia preghiera al Padre. E tu, non dimenticarti di pregare per me e per il mio essere servo del Vangelo della misericordia. Franciscus”. Luca Collodi ne ha parlato con mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione da Radio Vaticana

R. – Sì, stamani il Papa ha postato sul suo profilo ufficiale di Instagram, “Franciscus”, un chirografo: cioè un bigliettino scritto di suo pugno. Perché? Perché in queste settimane lui ha potuto leggere alcune richieste e alcuni commenti alle foto postate e molti di questi richiedono vicinanza, preghiera… Le persone esprimono il sentirsi familiari con Papa Francesco, il sentirsi molto vicini: domandano e raccontano dei problemi personali, dell’esigenza, ad esempio, di una preghiera di vicinanza per la malattia di un figlio o per un amore ferito. E il Papa allora ha voluto rispondere personalmente, con questo scritto, agli “abitanti della comunità digitale” – così li ha chiamati – dicendo che loro diventano il cuore della sua preghiera in questa Giornata.

D. – C’è una fotografia postata su Instagram…

R. – Sì, è su Instagram e anche su Twitter: non dimentichiamo i due canali ufficiali del Papa. Devo anche ricordare come questo messaggio, grazie appunto alla componente linguistica della Radio Vaticana, è tradotto in 40 lingue. Quindi cerchiamo di raggiungere, con queste parole di accoglienza, di misericordia e di vicinanza del Papa, tutto il mondo.

D. – Vogliamo provare a descrivere, via radio, lo scatto che troviamo su Instagram?

R. – Certo: è un bigliettino come quelli che in genere si utilizzano per dei piccoli messaggi. C’è lo stemma papale. E poi il Papa, con la sua scrittura molto piccola, con inchiostro nero, scrive queste parole a tutti gli abitanti della comunità digitale, dicendo: “Voi siete per me il cuore della mia preghiera”. E – come sempre – dice: “Vi prego di non dimenticarvi di pregare per me”. Poi firma: “Franciscus”.

D. – Mons. Viganò, si può parlare di “radio misericordiosa” nel panorama mediatico di oggi?

R. – Sì, quando la parola alla radio è detta appunto nella forma di un invito a parlare perché io possa ascoltare. Quindi, una parola che non rivendica; una parola che non contrappone; una parola che sollecita sempre la possibilità della speranza e del potersi mettere nuovamente in piedi. Questo credo che, per esempio, sia quello che questa radio fa: non stigmatizzare mai nessuna situazione, nessuna persona, ma, anche in situazioni molto difficili, puntare il dito su un orizzonte che si apre e far scoprire che dietro le nuvole c’è sempre il sole.