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Gmg. Bassetti: «Cari giovani l’Italia attende il vostro slancio»

da Avvenire

Il cardinale Bassetti (al centro, in piedi) con un gruppo di giovani (foto d'archivio)

Il cardinale Bassetti (al centro, in piedi) con un gruppo di giovani (foto d’archivio)

A Panama ci sarà anche lui. Accanto al Papa e al fianco dei giovani italiani. «Non sarà facile per me a 76 anni», confida l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. Ma non ha voluto mancare. Panama 2018 ha infatti una molteplicità di valenze pastorali e sociali che meritano di essere viste da vicino. La continuità con il Sinodo, l’abbraccio al mondo da una terra ponte per vocazione, il superamento della mentalità del successo a tutti i costi e l’adozione di uno stile di servizio, il ruolo dei nostri ragazzi a servizio del Paese. Il porporato sottolinea: «I giovani abbattono i muri. Impariamo da loro».

Molti sostengono che la Gmg di Panama sia la continuazione del Sinodo sui giovani. È d’accordo? E se sì, in che senso lo è?
In effetti la prossima Gmg si inserisce sulla scia del Sinodo sui giovani, una grande intuizione di papa Francesco. Il tema del raduno che inizierà nei prossimi giorni è la risposta della Vergine alla chiamata di Dio: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. Le parole di Maria sono un “sì” coraggioso e generoso. Il “sì” di chi ha capito il segreto della vocazione: uscire da se stessi e mettersi al servizio degli altri. Proprio la fede e il discernimento vocazionale sono stati al centro del Sinodo dello scorso ottobre.

Vede qui il collegamento con il Sinodo?
Un tempo come il nostro, segnato dall’incertezza e dalla paura, non incoraggia risposte che impegnino per tutta la vita. E non incoraggia risposte che siano nel segno del dono. Invece, oggi più che mai noi tutti, a cominciare dai giovani, siamo chiamati a spenderci per l’altro, oltre quella mentalità mondana che incita al successo personale, al benessere individuale, all’apparenza effimera e che di fatto alimenta una concezione egoistica della vita. La Madre di Dio, rispondendo all’Angelo, non ha timori. E con il suo “eccomi” ci mostra Cristo. Tanti giovani sono affascinanti dalla figura di Gesù. La sua vita appare loro buona e bella perché povera e semplice, fatta di amicizie sincere e profonde, spesa per i fratelli con generosità, mai chiusa verso nessuno, ma sempre disponibile al dono. La vita di Gesù rimane anche oggi profondamente attrattiva e ispirante; essa è per i giovani una provocazione che interpella.

Lei che cosa ha portato a casa dall’esperienza del Sinodo?
Dalla ricca esperienza del Sinodo ho potuto cogliere i bellissimi e molteplici volti dei giovani nel mondo intero. La diversità è ricchezza, allarga gli orizzonti, ci fa andare oltre i nostri schemi. Nel mio cuore porto il grido dei giovani che fuggono dalle guerre o dalla povertà in Africa; le piaghe sociali di quelli che vivono nell’America Latina; lo sfruttamento di quelli in Asia; le disillusioni di una parte della gioventù dell’Occidente. Ma anche il desiderio comune a tutti i giovani di essere protagonisti, di poter dare un contributo fattivo alla crescita della società e della Chiesa. Non quindi giovani in ritirata, come talvolta si può immaginare, ma in prima linea, in uscita. Dobbiamo però metterli nelle condizioni di agire, dare loro fiducia, non ingabbiarli.

Si è insistito molto sulla dimensione dell’ascolto dei giovani. Qualcuno sostiene che questo significhi rinunciare alla missione di insegnare loro la fede e i comportamenti conseguenti. Qual è la sua opinione al proposito?
I giovani sono portatori di un’inquietudine che va prima di tutto accolta, rispettata e accompagnata, scommettendo con convinzione sulla loro libertà e responsabilità. La Chiesa sa per esperienza che il loro contributo è fondamentale per il suo rinnovamento. I giovani, per certi aspetti, possono essere più avanti di noi pastori. Ascoltarli è il primo passo per renderli “missionari” e non semplicemente esecutori.

Che Gmg si immagina? Panama è un luogo di unione (tra due oceani, tra due continenti), ma anche di grandi contraddizioni (violenza, narcotraffico, povertà). Che cosa ha voluto dirci il Papa scegliendo questa terra come sede della Gmg?
Immagino una Gmg che abbraccia il mondo. Del resto è la caratteristica delle Giornate mondiali della gioventù che sono frutto della visione profetica di san Giovanni Paolo II. Francesco è il Papa arrivato dalla “fine del mondo” e guarda all’intera umanità: anche, e direi in modo particolare, a quella ferita in Paesi dove il contesto sociale è difficile. Panama è quasi un “ponte” che unisce il Sud con il Nord del continente americano. Viene da pensare che sia una sorta di baricentro fra il Sud del mondo e il nostro Occidente. A noi è chiesto di essere “ponti” fra i popoli. E i giovani ce lo mostrano con il loro desiderio di incontrare chi vive dall’altra parte del pianeta, con la loro curiosità di scoprire terre lontane, con la loro apertura alle differenze. I giovani non alzano muri: li abbattono. Impariamo da loro…

I giovani italiani questa volta non saranno tantissimi. In Italia non è estate. Ma da coloro che porteranno il tricolore sulle sponde del Canale che cosa si aspetta il presidente della Cei, che ha anche scelto di accompagnarli?
Ho 76 anni. E per me non sarà una passeggiata un viaggio in aereo di oltre 12 ore per andare a Panama. Ma non sono voluto mancare a fianco dei nostri giovani italiani, poco meno di un migliaio. È vero che il numero può apparire non elevato. Ma dice anche il desiderio di mettersi in cammino, di seguire Pietro che li chiama ad attraversare l’oceano per portare a Panama il volto giovane della Chiesa italiana. Una Chiesa dalle radici profonde, capace di testimoniare il Risorto anche oltre i suoi confini nazionali, in grado di trasmettere la gioia del Vangelo di generazione in generazione. Ai giovani italiani dico: impegnatevi per il Signore, per la Chiesa e per il nostro Paese. Il Signore vi esorta ad annunciarlo a tutti dai “tetti”, che oggi sono anche i social network in cui un giovane cristiano deve essere presente. La Chiesa italiana ha bisogno del vostro slancio, del vostro entusiasmo, persino della vostra critica costruttiva. L’Italia necessita di un nuovo impegno socio-politico che non può che partire dai giovani. Il Paese può riscattarsi dalla crisi e dalle divisioni se una nuova generazione, anche di cristiani giovani, saprà spendersi per il bene comune e non alimentare interessi di parte.

Sarà anche la Gmg di san Romero. Qual è il messaggio che viene da questa figura?
L’arcivescovo Romero ci dice che ogni credente deve essere martire, ossia testimone. Ha amato il Signore e il suo popolo fino a spargere il suo sangue sull’altare mentre celebrava Messa. Guardando all’arcivescovo di El Salvador i giovani incontrano un “gigante della fede” che ha denunciato i mali del potere e ha abbracciato gli ultimi, i “senza voce”. La voce di Romero è diventata la voce degli indifesi. Ed è stato uomo della riconciliazione. Mai cedere alla perversa logica dell’odio. E, come Romero ben ci ricorda, dobbiamo essere “apostoli” di pace, di concordia, di misericordia ovunque, cominciando dalle nostre famiglie, dalle nostre scuole o università, dai nostri luoghi di lavoro, dalle nostre città.

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Gmg Panamá: su Tv2000 in diretta tutti gli eventi con il Papa. Programmazione speciale anche su inBlu Radio (dal 22 al 28 gennaio 2019) 

Tv2000-inBlu Radio

La Giornata Mondiale della Gioventù a Panama con Papa Francesco in diretta su Tv2000 da martedì 22 fino a lunedì 28 gennaio 2019. L’emittente della Cei, in collaborazione con Vatican Media, inizia il 22, a mezzanotte, con la Messa di apertura della Gmg e segue poi tutti gli eventi con il Papa, gli incontri con le autorità, i Vescovi, la società e soprattutto i giovani. Tra questi: la cerimonia di apertura della Gmg, la liturgia Penitenziale con i giovani privati della libertà, la Via Crucis la Veglia, la Santa Messa al Campo San Giovanni Paolo II. Il 28 gennaio in diretta alle 14, la conferenza stampa di Papa Francesco sul volo di ritorno.
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Papa Francesco: cambiate il mondo con Gesù. Prossima Gmg a Panama

Fidatevi di Dio e cambierete il mondo. Nella Messa conclusiva della Gmg di Cracovia in un Campus Misericordiae gremito di giovani di tutto il mondo, due milioni secondo alcuni media polacchi, Francesco lancia, nella sua omelia, la sfida ai giovani per la costruzione di un mondo di pace e di giustizia. All’Angelus, il Papa ha annunciato che la prossima Gmg si svolgerà a Panama nel 2019. Per la prima volta, dunque, una Giornata Mondiale della Gioventù approderà nel Centroamerica. Il servizio del nostro inviato a Cracovia, Alessandro Gisotti da Radio Vaticana

Gesù fa il tifo per voi, sempre. Gesù vi rialza ogni volta che cadete e vi ama nonostante le vostre debolezze. Con Lui potete cambiare il mondo. E’ l’appello lanciato da Francesco nella Gmg della Misericordia, un evento che ha testimoniato come l’amore e la riconciliazione possano vincere il male che attanaglia tanti popoli del mondo.

Francesco accolto al Campus Misericordiae da una moltitudine di giovani
Francesco arriva al Campus Misericordiae in papamobile, poco prima ha benedetto due case dono della Caritas, una per i poveri l’altra per gli anziani in difficoltà. Un segno che la misericordia è concreta, aiuta il prossimo, come tante volte il Papa ha detto ai giovani negli eventi della Gmg di Cracovia. Sullo sfondo del grande palco, la figura di Gesù Misericordioso, accanto i volti di Santa Faustina Kowalska e San Giovanni Paolo II, patroni di questa Giornata, Santi di questa terra. L’entusiasmo dei giovani è travolgente e contagioso anche per i cardinali e i vescovi presenti come anche per il presidente Duda che non manca di intonare i canti della Gmg e ballare, come fanno anche suore e religiosi assieme ai ragazzi. Ma si vivono anche momenti toccanti come l’invio missionario quando il Papa consegna ad alcuni giovani una lampada segno della luce di Cristo.

Dio ci ama come siamo, per Lui ognuno di noi è importante
Proprio sull’incontro con Gesù è incentrata l’omelia della Messa conclusiva della Gmg. Francesco muove la sua meditazione dall’incontro sorprendente tra Gesù e Zaccheo, il capo dei pubblicani. Zaccheo, ha detto, ha dovuto superare alcuni ostacoli che, sottolinea, possono dire qualcosa anche a noi. Zaccheo era di bassa statura e per questo non riusciva a vedere il maestro. Questa, ha detto, è una tentazione che anche noi possiamo sperimentare: non sentirsi all’altezza, avere una “bassa considerazione” di se stessi. La nostra statura, ammonisce, è però la “nostra identità spirituale”. Dobbiamo sentirci davvero “figli amati da Dio”, altrimenti vivremo “scontenti” rifiutando lo sguardo di Dio che si posa su di noi:

“Dio ci ama così come siamo, e nessun peccato, difetto o sbaglio gli farà cambiare idea. Per Gesù – ce lo mostra il Vangelo – nessuno è inferiore e distante, nessuno insignificante, ma tutti siamo prediletti e importanti: tu sei importante! E Dio conta su di te per quello che sei, non per ciò che hai: ai suoi occhi non vale proprio nulla il vestito che porti o il cellulare che usi; non gli importa se sei alla moda, gli importi tu. Ai suoi occhi vali e il tuo valore è inestimabile”.

Non “affezionatevi” alla tristezza, Gesù vuole che puntiate in alto
“Quando nella vita ci capita di puntare in basso anziché in alto – ha ripreso – può aiutarci questa grande verità: Dio è fedele nell’amarci, persino ostinato”. Il Signore, ha detto il Papa, “fa sempre il tifo” per noi, “sempre ci attende con speranza, anche quando ci rinchiudiamo nelle nostre tristezze, rimuginando continuamente sui torti ricevuti e sul passato”. Affezionarci alla tristezza, avverte, “non è degno della nostra statura spirituale! E’ anzi un virus che infetta e blocca tutto, che chiude ogni porta, che impedisce di riavviare la vita, di ricominciare”. Dio, invece, “è ostinatamente speranzoso” e crede che “possiamo rialzarci e non si rassegna a vederci spenti e senza gioia”.

No al doping del successo ad ogni costo, solo Gesù dona la vera vita
Un secondo ostacolo che Zaccheo deve vincere è la “vergogna paralizzante”. Una vergogna che si può vincere con l’amore, perché quando una persona si innamora si fanno cose “che non si sarebbero mai fatte”. “Davanti a Gesù – è l’esortazione di Francesco – non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice messaggino”:

“Cari giovani, non vergognatevi di portargli tutto, specialmente le debolezze, le fatiche e i peccati nella Confessione: Lui saprà sorprendervi con il suo perdono e la sua pace. Non abbiate paura di dirgli ‘sì’ con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo! Non lasciatevi anestetizzare l’anima, ma puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un “no” forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi”.

Non fermatevi, credete in una nuova umanità che rifiuta l’odio
Il terzo ostacolo che Zaccheo ha dovuto affrontare è stata la “folla mormorante”. “Potranno ostacolarvi – ha affermato il Papa – cercando di farvi credere che Dio è distante”, “potranno ridere di voi, perché credete nella forza mite e umile della misericordia”. In queste situazioni, incoraggia il Papa, “non abbiate timore, ma pensate alle parole di questi giorni”:

“’Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia’. Potranno giudicarvi dei sognatori, perché credete in una nuova umanità che non accetta l’odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti. Non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi predicate speranza e siete una benedizione per l’unica famiglia umana, che qui così bene rappresentate!”.

“Lo sguardo di Gesù – rassicura il Papa – va oltre i difetti e vede la persona; non si ferma al male del passato, ma intravede il bene nel futuro; non si rassegna di fronte alle chiusure, ma ricerca la via dell’unità e della comunione; in mezzo a tutti, non si ferma alle apparenze, ma guarda al cuore”. Quindi, l’esortazione del Papa “a conservare il cuore pulito e di lottare pacificamente per l’onestà e la giustizia”:

“Non fermatevi alla superficie delle cose e diffidate delle liturgie mondane dell’apparire, dal maquillage dell’anima per sembrare migliori. Invece, installate bene la connessione più stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi. E quella gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, gratuitamente donatela, perché tanti la attendono!”.

Fidatevi di Dio, portate a casa quello che avete vissuto alla Gmg
La Gmg, “comincia oggi e continua domani, a casa, perché è lì – ha sottolineato – che Gesù vuole” incontrare i ragazzi d’ora in poi. Il Signore, ha detto ancora, “spera che tra tutti i contatti e le chat di ogni giorno ci sia al primo posto il filo d’oro della preghiera! Quanto desidera che la sua Parola parli a ogni tua giornata, che il suo Vangelo diventi tuo, e che sia il tuo navigatore sulle strade della vita!”:

“Fidatevi del ricordo di Dio: la sua memoria non è un disco rigido che registra e archivia tutti i nostri dati, ma un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male. Proviamo anche noi, ora, a imitare la memoria fedele di Dio e a custodire il bene che abbiamo ricevuto in questi giorni”.

La prossima Gmg a Panama nel 2019, la prima volta in Centramerica
All’Angelus, il Papa si è detto sicuro che dal Cielo anche San Giovanni Paolo II ha gioito per questa festa di giovani di tutto il mondo nella sua Cracovia e ha sottolineato che la Gmg è stata “un’ossigenazione spirituale”. Quindi, il momento atteso dell’annuncio della prossima Gmg:

“La Provvidenza di Dio sempre ci precede. Pensate che ha già deciso quale sarà la prossima tappa di questo grande pellegrinaggio iniziato nel 1985 da san Giovanni Paolo II! E perciò vi annuncio con gioia che la prossima Giornata Mondiale della Gioventù – dopo le due a livello diocesano – sarà nel 2019 a Panama. Con l’intercessione di Maria, invochiamo lo Spirito Santo perché illumini e sostenga il cammino dei giovani nella Chiesa e nel mondo, perché siate discepoli e testimoni della Misericordia di Dio”.

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Papa Francesco domani a Cracovia, oggi Messa di apertura della Gmg

Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco. Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti (da Radio Vaticana)

“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.

Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.

Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.

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GMG 2016 “Il Volo” alla Gmg di Cracovia, per essere di nuovo tre giovani tra tanti giovani del mondo

Tra gli iscritti alla Gmg di Cracovia ci sono anche loro, Piero Barone (23 anni), Ignazio Boschetto (21 anni) e Gianluca Ginoble (21 anni), ovvero il trio canoro de “Il Volo”. Reduci dalla loro tournée in Mexico, saranno a Cracovia dal 28 al 31 luglio per la Gmg durante la quale si esibiranno, davanti a Papa Francesco, in occasione della Veglia di sabato 30 luglio e della Messa finale del giorno dopo, al Campus Misericordiae

Una partecipazione “voluta e desiderata” dai tre giovani artisti che hanno mosso i loro primi passi cantando proprio nei cori di parrocchia, e che fa seguito a un percorso artistico e spirituale iniziato con il “Concerto di Natale” ad Assisi e all’incontro lo scorso maggio, al Centro “Giovanni Paolo II” di Montorso, a Loreto. In quell’occasione i tre giovani artisti offrirono un mazzo di fiori alla Madonna, sostarono in preghiera nella Santa Casa di Loreto e accesero la “Fiaccola della pace” attesa in Polonia per la Gmg. A pochi giorni dall’inizio della Gmg, il Sir li ha incontrati.

Da dove e come nasce la vostra sensibilità religiosa?
Certamente l’insieme di tutto, ma prima di tutto la famiglia. Le altre frequentazioni ci hanno sicuramente formato come buoni cristiani grazie agli insegnamenti ricevuti sui valori essenziali della vita.

Come vivete la vostra arte: come un dono, come una meta raggiunta con studio e impegno e dunque anche come qualcosa di dovuto?
Siamo consapevoli di avere ricevuto un dono dal cielo e convinti che

un bene così prezioso non poteva essere sprecato o disperso nella banalità. Anche il nostro incontro è sicuramente un dono e non un fatto casuale.

Ecco perché tanto impegno di tutti e tre nello studio e nella professione sia come un dovere del singolo nei confronti degli altri due e di tutti nei confronti di quanti si sono appassionati al nostro canto, alle nostre canzoni ai nostri concerti. Per ognuno di noi deludere tante aspettative, sarebbe davvero un peccato.

Come si concilia una dimensione spirituale, interiore, con il successo raggiunto?
Rimanere con i piedi per terra dopo tanto successo non è facile. Per ragazzi della nostra età ancora di più.Ma la vicinanza delle nostre famiglie che continuamente ci tiene consapevoli delle due realtà, una proiettata nel mondo di fuori e l’altra che ci ricorda sempre origini, inizi, affetti, gli amici di sempre, ci sostiene.I momenti di riflessione interiore e il confronto a tre, ci aiuta molto.

La fede e la spiritualità sono buone “cinture di sicurezza”.

Come è nata l’idea di iscrivervi alla Gmg con i giovani delle Marche? Perché questa scelta: una precisa volontà di esserci? O per una ribalta mondiale?
Il tutto nasce da precedenti frequentazioni e amicizie nate nel tempo con il mondo del Centro “San Giovanni Paolo II” di Loreto. Partecipare alla Gmg è sempre stato un nostro desiderio e loro ci hanno aiutato a fare i passi necessari. L’occasione dell’iscrizione è stato così un momento di festa e gioioso, culminato poi con la visita della Santa Casa della Vergine di Loreto, che è la Protettrice di chi vola: piloti, hostess, steward, passeggeri….e noi come ci chiamiamo? Il Volo. Altra casualità o forse un dono ulteriore del cielo.

Avete mai partecipato a una Gmg?
Questa per noi sarà la prima e sarà sicuramente un’esperienza emozionante. Potremo anche avere una buona occasione per diversi giorni per essere di nuovo tre giovani tra tanti giovani di tutto il mondo . Tre ragazzi come tanti.

Canterete davanti a Papa Francesco…
Anche questo è sempre stato un grande desiderio, molto di più di un momento mediatico. Ecco l’occasione di portare il dono che abbiamo ricevuto al Santo Padre e avere la sua benedizione perché questo possa arrivare a tanta gente.

Siamo convinti che la musica, come la preghiera, unisca la gente e doni emozione e gioia di vivere e vivere insieme.

Vi esibirete davanti a più di un milione e mezzo di giovani. Tuttavia non sarà un concerto, bensì una celebrazione. Cosa cambia per voi da questo punto di vista?
I nostri tour mondiali ci hanno insegnato a trattenere l’emozione e a volte il timore di affrontare tanta gente. Certo, una platea così grande è un’ulteriore prova, ma quanto canteremo è già un grande sostegno, perché ci esibiremo con due Ave Maria, una scritta per l’occasione da un grande compositore italiano di fama internazionale, Romano Musumarra e la famosa Ave Maria di Schubert. La novità sarà l’interpretazione di “Jesus Christ you are my life”, uno degli inni più noti delle Gmg e che conosciamo per averlo eseguito in chiesa. Parte di queste interpretazioni saranno probabilmente inserite nel nostro album in uscita a settembre che contiene il concerto “Una notte magica”, in cui abbiamo rievocato l’esibizione a Caracalla, 26 anni fa, di Jose’ Carreras, Luciano Pavarotti e Placido Domingo.

Cosa direte a Papa Francesco quando lo incontrerete?
Meglio non preparare niente per non rischiare momenti di ansia e di emozione. Sicuramente ci aiuterà anche lui, sempre nella speranza di incontrarlo. E’ certo che se ci sarà l’occasione sfodereremo tutta la nostra conoscenza della lingua spagnola che le numerose tournée in America latina ci hanno permesso di imparare abbastanza bene.

Quale messaggio lancerete ai giovani del mondo dal palco di Cracovia?
Gli ultimi tragici avvenimenti di Nizza ci hanno profondamente turbato e segnato. Speriamo che la nostra musica, le nostre canzoni di amore siano un momento di gioia e di pace per tutti i giovani del mondo e che questa follia possa avere fine. I messaggi di Papa Francesco saranno incomparabili e quindi potremo solo affiancare ad essi il nostro canto e la gioia di avere una vita di speranze e di sogni e non di avversione e odio fondati su false ideologie.

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GMG verso Cracovia. La delegazione reggiana, guidata da don Giordano Goccini, è tra le più numerose

Dopo la conferenza stampa di sabato 16 luglio è tutto pronto per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Da Reggio i primi a partire, il 19 luglio, saranno i ragazzi del gemellaggio con le famiglie di Opole. Attraverso la vita nelle famiglie, la conoscenza delle culture, distanti ma non poi così tanto, la condivisione dei momenti di convivialità e quotidianità , potranno sperimentare massimamente l’esperienza della fratellanza e della comunione di tante membra di quell’unico corpo che è la Chiesa, che chiama i giovani a essere solidali e parti di un’unica grande testimonianza universale di fede. Il secondo gruppo di pellegrini partirà invece domenica 24 luglio, per un’esperienza più breve ma sicuramente altrettanto intensa.

conferenza-stampa

Un momento della conferenza stampa di sabato

Il programma comune per tutti, sia per chi è già in Polonia, sia per chi arriverà a Cracovia lunedì 25, vedrà l’intreccio di tante esperienze attraverso le quali meditare la propria vita a partire da ciò che la storia della Polonia ha da insegnare. La Gmg, per i giovani che vi partecipano, deve essere occasione per provare anche la “scomodità” delle buone azioni, le riflessioni offerte dalla visita ad Aushwitz e dalle catechesi, che si concentreranno sulla vitalità di un bene che non deve desistere nonostante possa essere seme che cade nella zizzania, cercheranno di lanciare stimoli di riflessione anche sulla vita di tutti i giorni, quella che vede il prossimo come chi è in difficoltà vicino a noi, colui che può aiutarci a essere strumento di costruzione di pace anche senza guardare troppo lontano.
Non mancherà, il 27 luglio, la festa degli italiani, con il pellegrinaggio giubilare, e l’attraversamento della Porta Santa. La Messa al Santuario della Divina Misericordia sarà evocativa anche per il ricordo legato a san Giovanni Paolo II, che già trent’anni fa, con la prima Gmg, aveva compreso il valore profondo di una gioventù che è motore di un cambiamento di mentalità legato alla decostruzione delle barriere nell’ottica della fratellanza e della solidarietà tra i popoli. Da qui comincerà la grande festa, che proseguirà fino a sera.

Papa Francesco infine sarà coi giovani nella cerimonia di accoglienza giovedì 28, con il suo primo discorso di benvenuto, alla veglia con l’adorazione del Santissimo il 30 luglio, e nella santa Messa finale, dove, come da tradizione, il papà inviterà i giovani alla successiva Gmg, definendone data e sede.

fonte: lalibertà.info

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GMG Cracovia Settimana nazionale in cammino sulle orme di Frassati

Parte idealmente dai sentieri montagnosi dedicati in ogni regione d’Italia al beato piemontese morto a 24 anni il cammino italiano verso Cracovia dove Pier Giorgio Frassati sarà indicato come modello di santità ai giovani di tutto il mondo riuniti per la Giornata mondiale della gioventù, che per la seconda volta si svolge, nel suo appuntamento internazionale in terra polacca, dopo il precedente del 1991 a Czestochowa.

È cominciata ieri infatti la quarta Settimana nazionale dei Sentieri Frassati inaugurati 20 anni fa e domani – nella ricorrenza liturgica del beato piemontese che cade il 4 luglio, giorno della sua morte avvenuta nel 1925 – dalla Cattedrale di Torino l’urna con le sue spoglie partirà per raggiungere Cracovia dopo un pellegrinaggio attraverso il Nord Italia e l’Europa. «Vivere, non vivacchiare», il motto del giovane figlio dell’editore de La Stampa, è stato ripreso come «strada per sperimentare in pienezza la forza e la gioia del Vangelo» da papa Francesco che ha anche confidato ai piemontesi di averne sentito parlare per la prima volta da suo padre, considerandolo un modello di chi ha saputo «fare e andare controcorrente».

Nella notte tra venerdì e sabato sono sta- ti i giovani marchigiani ad aprire la Settimana con l’undicesima camminata della Pastorale giovanile con l’appoggio del Cai e la collaborazione della sottosezione ‘Pier Giorgio Frassati’ della Giovane Montagna: conclusione alla Porta del Giubileo della Cattedrale di Cagli e una particolare memoria del Battesimo con l’acqua raccolta da tutti i Sentieri Frassati d’Italia. Due giorni di trekking spirituale si sono conclusi ieri anche in Carnia sul ‘Frassati’ del Friuli Venezia Giulia (pernotto nell’accogliente monastero delle suore di Poffabro) per iniziativa della vivace Azione cattolica di Maniago.

In Trentino si sale oggi con vista sul lago di Garda per 900 metri dal Santuario francescano delle Grazie di Arco al rifugio San Pietro: la camminata è stata promossa e animata insieme da Azione cattolica, Pastorale giovanile, Fuci, Montagne giovane e settimanale diocesano con Messa nel primo pomeriggio alla cappella presso il rifugio: è un assaggio, la prima tappa, del Sentiero trentino che in 100 chilometri conduce in Val di Non a San Romedio. In Valle d’Aosta appuntamento classico oggi con l’Azione cattolica della diocesi di Piacenza-Bobbio a Fiery e Resy, al cospetto della nevi perenni della Val d’Ayas, ma c’è anche la novità del raduno al Rifugio Frassati, a quota 2.542, in località Lac de Merdeux, sull’Alta Via n° 1, nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, dove alle 16:30 sarà concelebrata la Messa; alla fine merenda offerta a tutti i partecipanti.

Sempre nella mattinata di oggi escursione per l’Abruzzo (iniziativa del Cai di Penne) sul Sentiero Frassati che parte dall’abbazia di San Bartolomeo; per la regione Lazio si sale al monte Viglio da Filettino per iniziativa del Cai di Colleferro e dalla Sottosezione Cai di Anagni con numerosi giovani dell’Azione Cattolica del Lazio alla Messa prevista alle 12. Da lassù molti di loro guarderanno idealmente a Cracovia seguendo le indicazioni di papa Francesco che anche nel messaggio per la Giornata mondiale della gioventù 2016 ha proposto Frassati come testimone di misericordia assieme a Giovanni Paolo II e a Faustina Kowalska.

Avvenire

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CRACOVIA2016 Monsignor Galantino: su “Avvenire”, “la Gmg non è una gabbia dorata riservata ai giovani ma una provocazione per tutti”

“Se vogliamo, desideriamo, speriamo che i giovani leghino la propria esistenza alla vicenda di Gesù e al Vangelo, dobbiamo avere la coerenza di chiederci come la viviamo noi adulti; padri e madri chiamati a essere per loro i primi testimoni di fede”. Lo afferma monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, in un intervento riguardante la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) pubblicato ieri dal quotidiano “Avvenire”. Per mons. Galantino “sarebbe uno spreco considerare la Gmg una ‘gabbia dorata’ riservata ai giovani” perché invece “rimane una provocazione per tutti”. “La loro capacità di creare empatia, l’entusiasmo nell’incontro fra persone che appartengono a lingue e culture diverse, il senso così profondo dell’affidamento e dell’amicizia sincera con il Signore e fra di loro – osserva il segretario generale della Cei – ci dicono che è ancora possibile un’umanità fraterna che nasce attorno alla Croce di Gesù”. “A patto che tutto questo diventi un impegno per tutti, nessuno escluso”, osserva Galantino, per il quale “questa sarà una Gmg che, pur ripartendo dalla terra del Papa che l’ha inventata, avrà caratteri davvero nuovi e inediti”. “È la prima vera Gmg di Papa Francesco, con la prima vera generazione di nativi digitali e di giovani che riconoscono sempre meno la Chiesa nelle sue strutture e dichiarano sempre più la loro ammirazione per i testimoni credibili”. “Primo fra tutti proprio Papa Francesco”, aggiunge Galantino, per il quale “il legame di amicizia e stima reciproca fra il Papa e i giovani è assicurato”. Poiché “il Vangelo esige una quotidiana fraternità che si esprime nel modo di vivere la città, la storia, la convivenza umana”, riconosce Galantino, “se ci sta ancora a cuore la vita dei nostri figli e la presenza del Vangelo nel mondo, non possiamo lasciare che tutto questo sia un peso caricato sulle spalle di un uomo solo”. Per questo “la sua autenticità e il suo entusiasmo ci chiamano a condividere la fede di fronte a questi giovani e al mondo intero”, conclude.

agensir

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GMG 2016 Il Papa a Cracovia. Alle radici della Misericordia in “98 ore”

“Tutto in poco più di 98 ore”: riassume così, il portavoce della Conferenza episcopale polacca, monsignor Pawel Rytel-Andrianik, il prossimo viaggio di Papa Francesco in Polonia, il 15° internazionale, in occasione della Giornata mondiale della gioventù (26-31 luglio) di Cracovia. Il programma del viaggio è stato diffuso nei giorni scorsi e rileggendolo si può già capire qualcosa di più di questa Gmg. La visita ad Auschwitz, l’incontro con 15 sopravvissuti allo sterminio, il viaggio in tram con i disabili, e i saluti dalla finestra di san Giovanni Paolo II, promettono sin da ora di diventare le istantanee più belle di questo viaggio in Polonia, alle radici della misericordia

Tre le città toccate dal Papa, Cracovia, Czestochowa e Auschwitz, otto i discorsi, tre le omelie e un Angelus. E poi tanti altri incontri e visite alle quali, certamente, seguiranno segni e gesti spontanei ai quali il Papa ci sta abituando. Ad attendere il Pontefice non sarà solo la Polonia ma anche oltre 1,5 milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. Saranno parole di misericordia quelle che Francesco rivolgerà loro, come attesta il tema di questa Gmg, “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” ovvero la quinta delle otto Beatitudini, annunciate da Gesù nel Discorso alla Montagna.

Il viaggio apostolico a Cracovia per la Gmg (26-31 luglio) è anche un pellegrinaggio giubilare alla città da cui è scoccata la scintilla della Misericordia.

Dal momento dell’apparizione di Gesù Misericordioso a Suor Faustina, essa si è irradiata dal santuario di Lagiewniki a tutta la Chiesa universale, trasformando la città polacca nel centro mondiale di culto della Misericordia di Dio.

Il programma. L’aereo papale – si legge nel programma ufficiale – arriverà mercoledì 27 luglio a Cracovia. La cerimonia di accoglienza si svolgerà subito dopo nell’area militare dello scalo aereo polacco, per proseguire nel cortile d’onore del Wavel, dove il Papa pronuncerà il suo primo discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. La visita di cortesia al presidente della Repubblica e il successivo incontro con i vescovi polacchi nella cattedrale di Cracovia chiuderanno la prima giornata del viaggio. Il 28 luglio vedrà Francesco a Czestochowa, monastero di Jasna Gora dove celebrerà la messa per il 1050° anniversario del battesimo della Polonia. Al pomeriggio l’accoglienza dei giovani al Papa, primo atto della Gmg, nel parco Jordan a Blonia. Venerdì 29 luglio è la giornata di Auschwitz e di Birkenau, i campi di sterminio nazisti, dove il Papa pronuncerà un atteso discorso. Nel pomeriggio Bergoglio visiterà i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico a Prokocim prima di presiedere la Via Crucis con i giovani, ancora nel Parco Jordan a Blonia. Sabato 30 si aprirà con la visita al Santuario della Divina Misericordia di Cracovia, con il passaggio attraverso la Porta Santa e le confessioni di alcuni giovani. La messa con i sacerdoti, le religiose, i religiosi, i consacrati e i seminaristi polacchi nel santuario di San Giovanni Paolo II e il pranzo con i giovani in arcivescovado, precederanno la Veglia di preghiera al Campus Misericordiae, dove il giorno seguente, domenica 31 luglio, Papa Francesco celebrerà la messa finale della Gmg e l’Angelus. Prima di ripartire per Roma i saluti ai volontari della Gmg e al Comitato organizzatore e ai benefattori.

Gesti significativi. A rileggere il programma della visita apostolica emergono degli appuntamenti che promettono di diventare tra le istantanee più belle di queste 98 ore polacche.

Il viaggio in tram con i disabili dall’arcivescovado al parco Jordan a Blonia, l’incontro con 15 sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e con 25 Giusti tra le Nazioni, la visita ai piccoli malati dell’ospedale pediatrico universitario a Prokocim, la benedizione di due “opere segno” – una casa per anziani e un magazzino di stoccaggio per generi alimentari donare ai bisognosi – sono solo alcuni di questi eventi. D’altra parte, spiega il portavoce della Conferenza episcopale polacca, mons. Rytel-Andrianik, “questo programma rispecchia la personalità del Papa”. Quattro i punti fermi del viaggio: “il suo amore per i giovani. Francesco viene in Polonia per incontrarli e ribadire loro la sua vicinanza e presenza”. Poi la Polonia. “Il 28 luglio Francesco celebrerà il 1050° anniversario del battesimo della Polonia al monastero di Jasna Gora, capitale spirituale del Paese. Siamo felici di accogliere il Papa come ‘messaggero di Cristo’ per questo evento incastonato nella Gmg”. Il terzo momento è il dialogo con gli ebrei, nei luoghi dello sterminio, Auschwitz e Birkenau.

“Papa Francesco – dichiara il portavoce – vuole che questa visita sia un momento di preghiera, di silenzio e di vicinanza con il popolo ebraico. La sua presenza a Auschwitz è un monito al mondo e all’Europa perché non dimentichino quanto accaduto qui.
Nel campo di sterminio Francesco pregherà nella cella di padre Massimiliano Kolbe”. Ultimo pilastro del viaggio in Polonia è la misericordia. “In questo ambito – dice il portavoce – va collocata la visita al Santuario della Divina Misericordia, all’ospedale pediatrico universitario a Prokocim, le confessioni dei giovani e il breve viaggio in tram con i disabili che lo porterà dall’arcivescovado al parco di Blonia luogo di incontro con i giovani pellegrini”. A Cracovia, infine, Francesco renderà omaggio alla figura di san Giovanni Paolo II, l’ideatore delle Gmg. Significativo appare, dunque, la scelta di Francesco di affacciarsi per tre volte – la sera del 27, del 28 e del 29 luglio – dalla finestra dell’arcivescovado di Cracovia, sito in via Franciszkanska 3, dalla quale Giovanni Paolo II era solito salutare i fedeli ogni volta che tornava in patria.

agensir

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