Estate in classe, ecco come è partita

Dopo tanti mesi di didattica a distanza e limitazioni agli spostamenti, si svolgono soprattutto all’aperto le attività della “Scuola in estate”, progetto fortemente voluto dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi e al via in questi giorni in tutta Italia. Oltre alle scuole, sono coinvolte le parrocchie, le associazioni, il volontariato. «Sarà un ponte verso il nuovo anno scolastico per il recupero della socialità», ha sottolineato il ministro lanciando l’iniziativa. Che può contare su un cospicuo pacchetto di finanziamenti, pari a 520 milioni di euro recuperati nel decreto Sostegni, nei fondi europei Pon e tra i vari fondi per il contrasto alle povertà. A questi si aggiungono i 132 milioni assegnati ai Comuni dal Dipartimento per le politiche della famiglia per finanziare i centri estivi. Complessivamente, gli enti beneficiari sono 7.143, pari al 94,97% dei Comuni italiani e i progetti raggiungeranno più di 9 milioni di under 18.

Dai significativi risvolti sociali, l’attività proposta fino a fine agosto dall’Istituto comprensivo “Amerigo Vespucci” di Vi-

bo Valentia. Oltre a percorsi di archeologia, attività sportive, visite a musei, pomeriggi al cinema e concerti di musica jazz, la scuola propone attività in mare utilizzando la barca a vela di 15 metri sequestrata agli scafisti che lucrano sulla disperazione dei migranti e messa a disposizione dell’istituto.

Laboratori a carattere ambientale, in ambito sportivo, artistico-espressivo e pratico-manuale, sono i progetti scelti dall’Istituto comprensivo 12 di Bologna che, fino al 16 luglio, propone attività di «educazione all’aperto» sia per i bambini della scuola primaria che per i ragazzi e giovani della secondaria. Particolare il progetto dell’Istituto “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli, in provincia di Forlì-Cesena, che, con gli allievi dell’alberghiero, ha aperto un “punto ristoro” per le commissioni impegnate nell’Esame di Maturità. Che così hanno avuto modo di “testare” sul campo le competenze degli allievi che dovevano esaminare.

A Sabaudia, in provincia di Latina, a fianco degli studenti del Liceo “Pitagora” sono scesi in campo anche i Carabinieri. I ragazzi che partecipano ai percorsi estivi hanno così la possibilità di visitare il centro sportivo dell’Arma per attività di canottaggio e andranno a Roma a conoscere la banda dei Carabinieri e a visitare il centro raggruppamento biodiversità.

Circa seicento studenti degli Istituti superiori “Giulio Natta” e “Pietro Paleocapa” di Bergamo, una delle città più colpite dalla pandemia, stanno prendendo parte agli oltre 40 laboratori scientifici, alcuni dei quali si svolgono all’aperto, che culmineranno in una “Caccia al tesoro matematica”, tanto per non perdere dimestichezza con formule e numeri.

Sempre in Lombardia, a Codogno, in provincia di Lodi, un altro tra i maggiori focolai italiani, gli allievi dell’Istituto “Tosi” si cimenteranno con la produzione del formaggio, oltre che in attività di educazione ambientale nel giardino della scuola e parteciperanno a lezioni di sicurezza con la Protezione civile.

Un musical sul “bullismo a scuola” sarà il prodotto finale del progetto estivo del Liceo “Marconi” di Pesaro, che, fino all’inizio del nuovo anno scolastico, vedrà il coinvolgimento di 400 studenti, mentre cineforum, oltre ad uscite sul territorio, sono proposti dall’Istituto “Volterra” di Ancona.

Con l’attiva collaborazione del Comune, il Liceo “Vallone” di Galatina, in provincia di Lecce, sta promuovendo due moduli di Astronomia che si svolgono nelle ore serali e notturne. Per favore la migliore osservazione del cielo di notte, la scuola ha chiesto all’amministrazione comunale lo spegnimento dell’illuminazione urbana, tra le principali fonti di inquinamento luminoso.

A Taranto, infine, l’Istituto comprensivo “Pirandello” ha sottoscritto un patto educativo con la parrocchia per l’utilizzo delle strutture oratoriane, mentre a

Pompei, in provincia di Napoli, il liceo “Ernesto Pascal” promuove un progetto di “cittadinanza attiva” in collaborazione con la Croce Rossa, la Caritas e la Pastorale giovanile diocesana.

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Nell’orto, in barca, al caseificio e osservando le stelle: gli istituti si sono reinventati

L’orto didattico: uno dei tanti progetti attivati per la “Scuola in estate”

Un eclissi di sole saluta l’inizio dell’estate 2020

ECLISSI DI SOLE SALUTA IL SOLSTIZIO D’ESTATE

BEN VISIBILE IN ASIA, IN ITALIA SOLO DAL CENTRO-SUD Alle 23,44 di ieri gli astronomi hanno collocato il solstizio d’estate 2020, che coinciderà con una eclissi anulare di Sole, la prima dell’anno. Lo spettacolo sarà visibile soprattutto in Asia, mentre in Italia si potrà ammirare soltanto dalle Regioni del Centro-Sud, a partire dalle 6,56 italiana. La fascia di osservabilità è una sottile linea che comprende India e Pakistan fino al Corno d’Africa. L’Italia viene appena sfiorata. A Roma sarà visibile, con le opportune protezioni, tra le 7.18 e le 7,55.

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Coronavirus. Oratori, un’estate da inventare. Diocesi impegnate con le Regioni su linee operative perché le parrocchie possano occuparsi dei più giovani

da Avvenire

L’oratorio 2020 “aperto per ferie”, come s’intitola il progetto proposto della Pastorale giovanile nazionale, sta prendendo forma nelle realtà diocesane. Ancora non ci sono le condizioni per una riapertura, ma la Cei ha chiesto alle comunità di non lasciare a loro stessi bambini, ragazzi e giovani durante l’estate. Così la formazione online degli animatori in molte diocesi è già una realtà, mentre sono allo studio idee e progetti virtuali e reali, compresa la proposta di Anspi di dotare i bambini di «braccialetti per garantire il distanziamento fisico», prodotti in migliaia di pezzi, che emettono un suono o una vibrazione quando un’altra persona non mantiene la distanza di sicurezza. Numerosi i tavoli di lavoro nati tra diocesi e regioni per riuscire a garantire, attraverso protocolli comuni, una presenza educativa che non lasci solo nessuno e che tenga conto della sicurezza.

Piemonte, cantiere al «Top»

La questione in Piemonte non è oratorio aperto o chiuso, ma il prendersi cura delle nuove generazioni. Ne è convinto don Luca Ramello, responsabile regionale della pastorale giovanile di Piemonte e Valle d’Aosta. Sarà lui martedì mattina a presiedere l’avvio del tavolo di lavoro online per elaborare proposte, osservazioni, suggerimenti al “Top”, il “Tavolo oratori piemontese”, il progetto comune sottoscritto la scorsa settimana dalla Chiesa piemontese con la Regione Piemonte. Tra i temi: praticabilità, norme di sicurezza, nuove figure educative, risorse economiche. «Tre i nodi da sciogliere – spiega Ramello –: la titolarità tra diocesi e istituzioni, la necessità di coordinare le varie commissioni e i tavoli di lavoro, una comunicazione efficace».

La Lombardia parte su Zoom

Anche la Lombardia con il coordinamento degli oratori delle diocesi lombarde (Odielle) sta lavorando con le istituzioni per definire che fare. Per gli animatori “Stai in zona” è il percorso milanese, online sulla piattaforma Zoom, che partirà domani. «Gli oratori della Lombardia – spiega don Stefano Guidi, coordinatore di Odielle – confermano la loro disponibilità perché famiglie e ragazzi non si trovino a vivere situazioni di vuoto educativo».

Emilia Romagna, avanti piano

Obbedienza, prudenza e creatività. Sono le tre parole chiave con cui si sta muovendo la pastorale giovanile della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna. «Obbedienza alla legge, prudenza per valutare se una parrocchia ha i requisiti, e creatività – spiega don Marcello Palazzi, delegato regionale –. Stiamo facendo un grosso lavoro di elaborazione, in aggiunta alla scelta abbastanza inedita di interagire con le istituzioni». In Regione si è infatti costituito un tavolo tecnico, promosso dal cardinale Matteo Zuppi e dal presidente Stefano Bonaccini. Obiettivo: definire un protocollo «dai campi scuola virtuali – dice Palazzi –, fino alla ripresa del catechismo a settembre».

Il Triveneto parla con la società

Ci piacerebbe che potesse emergere una Chiesa nuova capace di creare alleanze al suo interno, ma anche con la società civile». È questo lo spirito con cui i delegati degli Uffici di pastorale giovanile delle 15 diocesi del Triveneto (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) stanno dialogando. «Ci muoviamo in attesa dei protocolli delle tre Regioni – spiega don Davide Brusadin, neo incaricato regionale per la Pastorale giovanile –. Un lavoro per capire, in dialogo con le istituzioni, la possibilità effettiva di utilizzo dei nostri spazi».

In Liguria l’interesse dei Comuni

La Conferenza episcopale ligure ha avviato un dialogo con la Regione per poter concordare una linea d’azione comune. «Abbiamo meno oratori che nel resto del Nord – commenta monsignor Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, delegato per la pastorale giovanile –, ma numerosi progetti educativi che si organizzano tra giugno e settembre. Non rinunceremo ad accompagnare i ragazzi, per questo portiamo avanti la formazione degli educatori, e a breve potremo organizzarci sulla base delle indicazioni operative che definiremo insieme alle istituzioni». Diversi Comuni hanno mostrato interesse per una collaborazione con le parrocchie per l’organizzazione dei centri estivi.

Toscana, la Chiesa offre competenze

“Per ora stiamo lavorando su ipotesi… intanto però teniamo il motore acceso”, assicura l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, delegato della Conferenza episcopale toscana per la pastorale giovanile, che sta dialogando con le realtà del mondo cattolico e con la Regione. «Esiste un’emergenza educativa e per gestirla servirà una collaborazione tra pubblico e privato. Le istituzioni locali potrebbero mettere a disposizione le scuole o alcune aree verdi per le parrocchie che non hanno spazi idonei. La Chiesa mette a disposizione le proprie competenze».

In Umbria una rete allargata

“Porte aperte, noi ci siamo anche nella Fase 2”, assicura don Riccardo Pascolini, segretario nazionale del Forum degli oratori italiani (Foi), responsabile del Centro di orientamento pastorale (Cop) e incaricato per la pastorale giovanile dell’Umbria, commentando il rinnovo del protocollo d’intesa tra il Comune di Perugia e l’arcidiocesi per la realizzazione di progetti e azioni condivise in ambito formativo, educativo e ricreativo. Un progetto avviato nel 2014 con cui il Comune ha riconosciuto l’importanza socioeducativa dei 30 oratori attivi. «Dall’emergenza è nata una rete che tiene insieme scuole pubbliche, paritarie, cooperative, volontariato per inventare insieme soluzioni e arrivare alle varie fasce di età. Anche qui c’è un tavolo con la presidente della Regione per valutare il da farsi».

La Puglia pensa a tre fasi

Don Davide Abbascià, incaricato regionale di pastorale giovanile, insieme con oratori, associazioni e famiglie religiose sta studiando una proposta operativa da presentare alla Regione. «Il nostro progetto si chiama “Apriamo per ferie” e ha individuato tre fasi: la formazione online degli animatori (”Stai a casa”), la ripresa dei contatti (”Da casa”) e le riaperture che guardano anche il catechismo di settembre (”Fai casa”)».

(Hanno collaborato: Riccardo Bigi, Matteo Billi, Alberto Gastaldi, Chiara Genisio, Enrico Turcato)

In questa esperienza estiva privilegiata di incontro con i giovani sapremo fare tesoro di quanto la Chiesa ha vissuto in due anni abbondanti di percorso sinodale?

vinonuovo.it

Si aprono in questi giorni le esperienze che in tutta Italia chiamiamo con vari nomi, da Grest a oratorio feriale a campo estivo… ovunque, con la fine della scuola, la comunità cristiana apre i suoi spazi e mette a servizio la sua ricchezza educativa per accompagnare, nel tempo estivo, i bambini, i ragazzi, gli adolescenti.

Questo sarà il primo Grest dopo il Sinodo dei giovani… cambierà qualcosa? Sapremo fare tesoro di quanto la Chiesa ha vissuto in due anni abbondanti di percorso sinodale?

Perché, giova dirlo, se non iniziamo a fare piccoli o grandi passi a partire dal quotidiano, nulla potrà realmente mutare nel nostro approccio ai giovani.

Forse cambieremo per necessità, dati i numeri dei consacrati e dei volontari in diminuzione, o forse cambieremo per convinzione profonda, per obbedienza, per ascolto… ma vale la pensa chiedersi: il Sinodo cosa ha portato di nuovo nel tempo estivo? Perché questi sono i mesi dell’anno in cui la Chiesa ha la possibilità di entrare veramente in contatto con molti ragazzi che, senza dubbio, bussano animati da molteplici interessi e motivi, non tutti certamente spirituali o ‘canonici’. Ma credo che la sfida stia proprio qui: avere a che fare con uno spaccato abbastanza realista del mondo giovanile di oggi nel momento privilegiato del tempo libero, un poco immuni da stress scolastici, sportivi, e anche ‘sacramentali’ (come può essere l’iniziazione cristiana).

Per diverse settimane i ragazzi porteranno vita in ambienti che durante l’anno sono sovente silenziosi e malinconici; genereranno energia e caos; caricheranno gli adulti di attese; potranno sorprenderci e deluderci; avremo a che fare con i loro genitori magari poco collaborativi (purtroppo).

Ma nel frattempo c’è stato un Sinodo e un’esortazione postsinodale che ha parlato di coinvolgimento, di linguaggi nuovi, di Chiesa giovane, di giovani da non tenere prigionieri in oratori e centri parrocchiali, ma da lanciare nel mondo.

Sapremo essere all’altezza? Sapremo dare loro non tanto ospitalità, ma dignità? Saremo in grado di far capire che la Chiesa è anche loro? Che hanno il diritto di farsi sentire, di portare la loro vita spesso un po’ ferita, confusa, contraddittoria (come quelle di tutti) al centro del nostro mondo ecclesiale? Sapremo puntare sull’essenziale, offrendo anche momenti di solidarietà, senza dimenticare il silenzio e la preghiera? Sapremo essere adulti che accompagnano senza soffocare la libertà? Sapremo non solo pensare a proposte nuove, ma anche pensare di lasciare a loro la regia delle proposte?

Sapremo, soprattutto, rischiare? Avremo il coraggio di lasciare spazio alla creatività dei giovani?

È faticoso, richiede tanta fiducia e tanta speranza. Ma non possiamo ritrarci: il passato non tornerà; dobbiamo costruire il futuro.

I prossimi mesi possono essere il primo frutto concreto del Sinodo. Se sapremo metterci in ascolto dello Spirito e tentate qualche nuovo sentiero.

Non siamo soli: siamo una Chiesa in cammino nel tempo della Pentecoste. L’icona di Emmaus ce lo ricorda: il Signore ci si fa accanto se ci mettiamo in cammino, non se restiamo fermi.

Saldi al via in tutta Italia Ribassi al via. Continua a salire il peso dell’e-commerce




Commercio: saldi nei negozi © ANSA

Arrivano i saldi di fine stagione, al debutto oggi in tutta Italia dopo gli anticipi di Sicilia e Basilicata. Quest’anno, ancor più che i consumatori, sembrano attendere le vendite promozionali i negozianti, provati da un’inizio dell’anno deludente.

I dati Istat di maggio 2018 contribuiscono ad accendere qualche barlume di speranza nel commercio. Per le vendite torna infatti il segno più con un aumento dello 0,8% in valore rispetto ad aprile e una crescita su base annua dello 0,4%, dopo il crollo del 4,6% del mese prima. È un passo nella direzione giusta, anche se la crescita del valore delle vendite è concentrata soprattutto nei beni alimentari (+2% sul mese e +2,3% sull’anno) e spinta dall’inflazione all’1%. Tanto che, al netto della dinamica dei prezzi, i volumi sono in calo dello 0,2% rispetto al 2016. L’insieme dei primi cinque mesi dell’anno, poi, mostra un quadro di consumi in caduta, dello 0,2% in valore e dello 0,6% in volume. Nel commercio tradizionale, solo le grandi catene alimentari crescono (+1% da gennaio) sulla spinta dei discount.

Sul web, invece, la crisi dei consumi non esiste: l’ecommerce mette a punto +11,5% nei primi cinque mesi dell’anno e a maggio arriva a +13,9%. Al di là delle spese alimentari, meno esposte alla concorrenza di siti e app, gli altri tipi di consumi crescono solo e soltanto sul web. Cibo e bevande esclusi, a maggio, sono ferme le vendite della grande distribuzione e in caduta libera quelle dei piccoli negozi (-2,3%). Confesercenti definisce i dati Istat “una tragedia”, tanto che i saldi 2018 saranno “i più scontati degli ultimi anni” con riduzioni del 30-40% sul prezzo di cartellino. Anche così, però, le vendite promozionali non potranno essere che un “palliativo”, rispetto ai problemi del settore. Per competere con i giganti del web, l’associazione dei piccoli esercizi chiede un tax credit come quello immaginato per le librerie indipendenti. Federdistribuzione, invece, vorrebbe le mani libere con una liberalizzazione totale delle promozioni. Palliativo o no, secondo le previsioni di Confcommercio e Federazione moda Italia, i saldi invoglieranno all’acquisto 26 milioni di famiglie. La spesa media è attesa di 98 euro a persona, in linea con quella dello scorso anno. “C’è attesa per questi saldi estivi che costituiranno un banco di prova per i consumi di moda. La stagione primavera/estate, infatti non è ancora decollata ed i recenti dati diffusi dall’Istat sulla fiducia dei consumatori ci fanno ben sperare in una crescita degli acquisti”, dice il presidente di Federmoda, Renato Borghi.

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Benvenuta estate, è il giorno più lungo

Il cielo del solstizio d'estate (fonte: Acabashi, Wikipedia) © Ansa

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Nonostante il meteo un po’ incerto, il 21 giugno ha ufficialmente inizio la bella stagione con il solstizio d’estate, che quest’anno cade alle 12,07 italiane: il giorno più lungo dell’anno durerà 15 ore e 15 minuti e “sarà seguito dalla notte più corta, che darà la possibilità di ammirare la Luna al primo quarto e diversi pianeti”, spiega Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai).

Il solstizio d’estate rappresenta il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente, raggiunge il punto più alto rispetto all’orizzonte, dandoci così il massimo numero di ore di luce possibili nell’arco di una giornata.

L’evento astronomico ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all’anno precedente, a causa dello spostamento dell’asse  di rotazione della Terra, e si riallinea forzosamenteogni quattro anni in corrispondenza dell’anno bisestile, introdotto proprio per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario. Per questo motivo il solstizio può capitare il 20 o il 21 giugno. “Il Sole passa dalla costellazione del Toro a quella dei Gemelli – continua Volpini – mentre le congiunzioni tra Luna e pianeti più belle da osservare avverranno soprattutto nelle prossime settimane”.

L’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, rileva che “nei prossimi giorni, meteo permettendo, avremo un ‘menu astronomico’ davvero molto ricco”. Infatti questo è uno dei migliori periodi dell’anno per l’osservazione di diversi pianeti, in particolare Saturno e Mercurio, ma saranno facilmente individuabili nei cieli estivi anche Giove, visibile per tutta la notte, Venere e Marte.

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Al via l’estate in parrocchia

Da lunedì 12 giugno in moltissime parrocchie della diocesi iniziano i centri estivi: occasione per le comunità, aiuto per le famiglie, esperienza di servizio e fraternità

A Sant’Anselmo 21 educatori e 130 animatori per 600 bambini

Oltre 800 persone tra bimbi, educatori ed animatori per vivere un’esperienza unica nel campo estivo forse più grande di tutta la provincia di Reggio. è quasi un piccolo paese quello che si appresta a passare una prima parte d’estate all’insegna dei valori cristiani, del divertimento e del volontariato. Prenderà il via, infatti, lunedì 12 giugno, il grest della parrocchia di Sant’Anselmo, realtà cittadina che si trova in via Martiri di Cervarolo.
Il campo, dedicato ai ragazzi dai 6 ai 14 anni, durerà fino al 21 luglio e aprirà le porte ai giovani fin dal mattino a partire dalle 7.45, per terminare le attività alle 17.30. Attività che saranno incentrate, quest’anno, sul tema della Creazione, con particolare riferimento al passo biblico della Genesi. Al centro di tutto ci sarà dunque la Parola di Dio con diversi spunti di riflessione, ma non mancheranno gli spezzoni ludici dedicati allo sport, ai giochi, alle gite e ai tuffi in piscina.

“Il campo estivo è un momento di aggregazione per ragazzi, giovani e famiglie che si impegnano nella gioia di vivere i valori umani e cristiani – puntualizza don Giancarlo Simonazzi, parroco di Sant’Anselmo, che spiega l’organizzazione di un grest così complesso – e non un semplice parcheggio per i figli: non sostituisce la famiglia, ma svolge un servizio alla famiglia. Non facciamo i baby sitter, la finalità è pastorale, con l’intento di educare i ragazzi alla vita religiosa e al servizio del prossimo. è un corso formativo che, per l’estate 2017, si chiamerà Detto fatto. I sette giorni della Creazione.
Abbiamo preso spunto da un lavoro già messo in piedi da parrocchie ‘gemelle’ in Lombardia: anche lì, infatti, la partecipazione all’oratorio è di centinaia di ragazzi”.

Oratorio

Orari Sante Messe PER I MESI ESTIVI IN SANTO STEFANO

Il Consiglio Pastorale ha deliberato che nella Chiesa di Santo Stefano:

  • dal 6 luglio sarà celebrata solo S. Messa festiva delle ore 9.00.

  • La Santa Messa Prefestiva del Sabato ore 19  sarà celebrata regolarmente

  • appuntamenti.settimana

Pastorale Giovanile. Informazioni su Lourdes estate 2014

L’Unitalsi e i Servizi della Pastorale Giovanile delle diocesi dell’Emilia Romagna propongono un pellegrinaggio dei giovani a Lourdes dal 25 al 30 agosto 2014.

Il significato di questa proposta ha le radici nell’appello di Papa Francesco ai giovani e alla Chiesa a Rio de Janeiro: “La Croce di Cristo invita anche a lasciarci contagiare da questo amore, ci insegna allora a guardare sempre l’altro con misericordia e amore, soprattutto chi soffre, chi ha bisogno di aiuto, chi aspetta una parola, un gesto, la Croce ci invita ad uscire da noi stessi per andare loro incontro e tendere loro la mano”.

La proposta si rivolge ai gruppi giovani che vogliono affrontare le periferie esistenziali dell’emarginazione, della solitudine, della malattia (fisica e mentale) degli altri giovani. Aiuteremo questi giovani a muoversi verso i coetanei che vivono situazioni di sofferenza nel loro territorio e a progettare insieme l’esperienza del pellegrinaggio.

Tutte le diocesi dell’Emilia Romagna vivranno insieme questo pellegrinaggio con al presenza di alcuni dei loro vescovi.  Ecco alcune informazioni utili:

Il periodo è dal 25 al 31 agosto ed è riservato ai ragazzi nati dal 1984 al 1997. Il mezzo trasporto sarà l’autobus. Ad alcuni ragazzi per esigenza di servizio sarà richiesto di fare il viaggio in treno con gli ospiti. Non si ammettono, salvo valutazione degli organizzatori, gruppi interamente più piccoli.

La quota è di 320 euro. E’ prevista una riduzione per i fratelli. Le iscrizioni si apriranno il 13 aprile e termineranno il 30 giugno. In allegato il flyer dell’evento.


cartolina_web.pdf

fonte: http://www.pastoralegiovani.re.it/?action=goid&artid=428&id=2
giovani

Estate in Missione 2013 Sabato 9 febbraio la presentazione dei campi estivi per un’esperienza nelle missioni

Mete dei campisti saranno, infatti, le terre dove sono state avviate missioni diocesane, Albania, Brasile, Madagascar, Rwanda, e missioni create da famiglie religiose, Romania, Turchia, Sierra Leone, India e Perù. A queste si aggiungono l’Etiopia, organizzato nel periodo invernale, tra dicembre 2013 e gennaio 2014, e il campo lavoro in Italia, a Imola.

Tutte le esperienze proposte saranno precedute da una fase di formazione/preparazione al campo, curata dagli enti organizzatori: Centri Missionari dei Frati Cappuccini dell’Emilia Romagna, Figlie di Maria Missionarie, Gruppo Missionario di Novellara, Centro Missionario Giovanile dei Frati Servi di Maria, Gruppo Missionario “Sud chiama Nord” di Poviglio, Centro Missionario Diocesano in collaborazione con Reggio Terzo Mondo e Gruppo Rwanda Padre Tiziano.

Campi di condivisione, di animazione missionaria, di lavoro e formazione. L’anno scorso vi hanno partecipato circa 300 persone provenienti dalla Diocesi. Ogni campo si svolge nell’arco di un mese e rappresenta un’esperienza cristiana che offre, ai giovani e non, un’opportunità di incontro con persone, culture e luoghi diversi. Un’esperienza di servizio, svolto in una realtà di vita comunitaria, dove la preghiera e l’attenzione ai più poveri diventano una chiara testimonianza di vita vissuta alla luce del Vangelo. Un tempo di ricerca, per uno sguardo nuovo sulla realtà. Un viaggio per andare nelle missioni, a scuola di popoli che possono farci crescere con la loro diversità culturale, sociale e religiosa. Un viaggio andata e ritorno per riflettere e rivedere i propri stili di vita: perché vadano sempre più nella direzione della fraternità e portino a scelte sobrie, responsabili e solidali.

Un proverbio africano dice: “per tracciare diritti i solchi della vita, devi legare il timone del tuo aratro ad una stella”. Così è per chi lega il suo andare e venire sulla terra, tra i volti e le persone, a una stella, cioè a un valore, a un ideale alto, a un senso che è oltre. Il nostro viaggio è a partire da noi ma non per noi, a partire da noi ma non finisce in noi. Chi parte non fa semplicemente la scelta di una “vacanza alternativa”, ma di intraprendere un percorso che porterà in luoghi così lontani e diversi dal proprio ambiente e contesto sociale, immergendosi nella vita quotidiana della gente, vivendo esperienze sociali, facendo visite e attività di animazione che coinvolgono bambini, giovani, uomini segnati da ingiustizie, che hanno visto diritti negati e situazioni di contraddizione: nelle favelas, nei villaggi, in orfanotrofi, nelle strutture socio-sanitarie, ect. Un percorso dove incontrare segni di riconciliazione, di rinascita e germogli di speranza.

 

a cura del Centro Missionario Diocesano

   Campi estivi 2013.pdf

Estate, l’arte del viaggiare lento

C’è un giornalista modenese che, con i suoi libri, indaga da anni le tante sfaccettature interessanti della cosiddetta Italia minore. Riccardo Finelli, dopo aver raccontato i comuni più piccoli d’Italia, le isole minori, il viaggio di Garibaldi 150 anni dopo, si è cimentato ora con la “Transiberiana d’Italia”. Ha camminato per 120 chilometri sui binari dismessi della Sulmona-Carpinone, una ferrovia pazzesca che racconta un pezzo d’Italia e d’Appennino assolutamente inedito.

 

Il risultato è “Coi binari fra le nuvole” ( Neo Edizioni), qualcosa più di un diario di viaggio.
“C’è, o forse c’era, una linea ferroviaria incredibile. Che dal cuore dell’Abruzzo si arrampica attraverso il West della Maiella e dei grandi altopiani, s’intrufola nelle pieghe della terra dei Sanniti e raggiunge Napoli, l’antica Capitale”spiega Finelli. “Per farlo lancia (o lanciava) una sfida ardita: cavalcare la cresta dell’appennino per il lungo, longitudinalmente.
Non è solo un modo di trasportare persone o cose. Ma anche un’idea di Paese. L’idea, ottocentesca e nostalgica a vederla oggi, che l’Italia debba essere unita tirando le nervature della propria spina dorsale. Per unire le genti di province estreme, che messe al quadrato però, formano un tutt’uno”

Lo scrittore Paolo Merlini.

Lo scrittore Paolo Merlini.

Il viaggio di Finelli viene raccontato sia per chi vuole percorrerlo comodamente seduto su una sdraio, sia per chi vorrà farlo a sua volta. Con lo stesso stile scrive Paolo Merlini, autore di “L’arte del viaggiare lento” (Ediciclo). Merlini è un maestro nel muoversi su e giù per l’Italia (e non solo), utilizzando quasi esclusivamente autobus e in seconda battuta ferrovie locali. Una passione nata e coltivata da giovane, quando Merlini studiava a memoria gli orari delle corriere e viaggiava con la mente lungo queste “misteriose e magiche tratte”.

“A conoscerla bene, la rete di trasporti pubblici locali ti porta praticamente in qualsiasi angolo d’Italia in modo ecologico e economico” spiega l’autore. “Con un mezzo pubblico percorri strade provinciali e secondarie, dove è ancora possibile godersi il bel paesaggio del nostro paese, non insultato e sfregiato dal cemento. Non ti devi preoccupare di nulla e traffico, meteo, parcheggio e manutenzione del mezzo non sono di affar tuo. Un mezzo pubblico, poi, è un bellissimo punto di incontro con la gente, dove allacciare nuove amicizie e conoscere meglio il territorio che si attraversa”.

Dove andare? Merlini, dopo migliaia di chilometri trascorsi su un sedile a guardare il finestrino, sceglie la Costiera amalfitana e la via Flacca. Paolo Rumiz, altro grande viaggiatore, dice: “Agli italiani non serve andare in Birmania o in Namibia. L’avventura inizia già in Appennino”. E nell’Appennino marchigiano si muovono Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, autori di “Un altro viaggio nelle marche” (Exòrma Edizioni), un viaggio di otto giorni nel cuore delle Marche “ispirato all’incedere lento e alla decrescita felice”.

Si tratta di un autentico e vitale reportage on the road sul patrimonio enogastronomico regionale sostenuto dagli incontri “casuali“ a tavola con giornalisti, scrittori e accademici, ma anche contadini, vignaioli, osti, artigiani, inestimabili custodi di storie e saperi. Si scopre così l’origine dell’oliva ascolana: l’Ascolana tenera è parte viva della cultura alimentare picena fin dai tempi dei romani e nella versione golosa ripiena è forse l’unica specialità marchigiana nota in tutta Italia.
Poi i segreti dei liquori all’anice, dei formaggi tradizionali del Montefeltro, delle infinite ricette dei vincisgrassi maceratesi; i tesori della tradizione gastronomica montana come i tartufi (da Amandola ad Acqualagna), gli antichi cereali che regalano farine e paste di assoluto valore alimentare (farro, grano Senatore Cappelli), i funghi e le erbe spontanee, e piatti pregiati della cucina marinara marchigiana come lo stocco all’anconetana e i brodetti di pesce…

Gabriele Salari – famigliacristiana.it