Reggio Emilia Mercoledì 14 agosto ore 18.30 MESSA IN SANTA TERESA PER RICORDARE GIOVANNA GABBI A 12 ANNI DALLA MORTE

Il dodicesimo anniversario dell’improvvisa e tragica scomparsa della professoressa Giovanna Gabbi, figura di rilievo del laicato cattolico, sarà ricordato mercoledì 14 agosto nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa con una celebrazione eucaristica presieduta alle 18.30 dal vescovo emerito Adriano Caprioli.

Giovanna Gabbi – contraddistinta da un forte impegno ecclesiale – è stata la prima consacrata in diocesi nell’“Ordo virginum”: fece la sua consacrazione a Marola l’8 gennaio 1981 nelle mani del vescovo Gilberto Baroni.

Fu attiva e propositiva presidente della gioventù femminile di Azione Cattolica, sostenuta in questo ruolo da una severa e profonda formazione spirituale. E’ stata insegnante assai apprezzata di francese nelle scuole medie.

Attraverso l’attività intensa e intelligente in Azione Cattolica e l’adorazione della Parola ha ben saputo coniugare il ruolo di Marta e Maria.

Fu vittima di un drammatico incidente il 13 agosto 2007 a Giandeto di Casina, dove si era ritirata per condurre un’intensa vita di preghiera e di ascolto, meditazione, adorazione della Parola di Dio.

foto 1: Giovanna Gabbi

Nella foto 2 (in basso): Giovanna Gabbi con il vescovo Baroni

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 luglio 2019 nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano la Festa di San Tommaso apostolo, evangelizzatore e patrono delle Chiese dell’India.

Con particolare solennità è stata celebrata mercoledì 3 luglio nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano la festa di San Tommaso apostolo, evangelizzatore e patrono delle Chiese dell’India.

La Santa Messa vespertina è stata presieduta da mons. Anthony Chirayath, originario di Trichur in Kerala e vescovo emerito della diocesi siro-malabarese di Sagar (India), che quest’anno ricorda il giubileo dei 50 anni di sacerdozio. Hanno concelebrato il vescovo emerito Adriano Caprioli, mons. Francesco Marmiroli, mons. Pietro Iotti, don Daniele Casini, don Gianni Manfredini don Danilo Gherpelli, don Giuliano Guidetti, don Edoardo Cabassi, don Anton del Biafra e don Jinto dell’India; all’altare erano i diaconi Emer Lusvarghi, Amedeo Tarabusi e Marco Vezzosi. Alla celebrazione hanno partecipato le suore provenienti dal Kerala, appartenenti alle tredici comunità religiose indiane presenti nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che hanno dato vita ad una suggestiva processione introduttiva recando ognuna un lumino acceso, poi deposto ai piedi dell’altare.

La festa – come ha sottolineato il parroco don Daniele Casini – evidenzia un prezioso scambio di doni tra la Chiesa reggiano guastallese, da decenni presente in India con missionari diocesani e suore della congregazione mariana delle case della carità – a Versova, Uttan, Mamangalam, Shanti Niwas, Verapoly- e le religiose indiane che da alcuni anni sono attivamente inserite nella pastorale diocesana. Nella liturgia oltre all’italiano sono stati utilizzati il malayalam, il tamil, e l’inglese.

Nell’omelia il vescovo Anthony Chirayath, che per vari anni ha prestato servizio in Vaticano nel Pontificio consiglio per i migranti chiamato da Paolo VI, ha definito il vescovo Adriano e mons. Marmiroli due amici dell’India, manifestando loro apprezzamento e gratitudine. Il presule ha poi ricordato le profonde radici cristiane dell’India, documentate anche da recenti scavi archeologici e ha ricordato come l’evangelizzazione operata da San Tommaso avvenuta nella prima metà del primo secolo a.C. sia precedente alla diffusione del cristianesimo in Europa. Il presule – commentando il brano del Vangelo di Giovanni “se non vedo il segno dei chiodi … e non  metto la mia mano nel suo fianco” e contestualizzando la situazione eccezionale in cui l’apostolo si trovava – ha ribadito che non si può ridurre Tommaso all’icona dell’incredulo e farne derivare un messaggio negativo. Anzi, le sue lapidarie quattro parole “Mio Signore, mio Dio” riassumono senza alcun nota di dubbio tutta la dottrina cattolica.

g.a.rossi

Le foto documentano la celebrazione eucaristica nella festa di San Tommaso apostolo ed evangelizzatore dell’India


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#pedalandoversoilsinodo, Reggio-Roma in bici per incontrare Papa Francesco

Diciannovr ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni delle Unità Pastorali “Santa Maria Maddalena” e “Casa di Nazareth” e della società sportiva Santos 1948 con i patrocinio del CSI, andranno a Roma in Bicicletta per partecipare al Sinodo dei giovani con Papa Francesco l’11 e 12 Agosto.

Il senso che si vuole dare all’esperienza è quella di un vero e proprio pellegrinaggio nel quale lasciare a casa le comodità cittadine e riscoprire alcuni valori come l’essenzialità, la fatica, la gioia, la preghiera.

Ogni mattina ci si alzerà presto, e si pedalerà per circa 100km, l’arrivo sarà previsto all’incirca verso metà pomeriggio; dopo una meritata doccia ci sarà lo spazio per momenti di condivisione e preghiera, ma non solo anche momenti di convivialità e fraternità. la partenza è fissata per la mattina del 05 Agosto, l’arrivo il 10 Agosto.

Hanno creato un blog in cui potete seguire la loro avventura:http://pedalandoversoilsinodo.altervista.org

Michele D’Autilio in La Libertà

Foto tratta dalla pagina Instagram #pedalandoversoilsinodo con la seconda tappa prevista dal percorso, il Mugello.

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CHIESA DI REGGIO EMILIA – GUASTALLA Solennità dei Santi Crisanto e Daria Patroni di Reggio e della Diocesi nel 1070° della loro deposizione nella cripta della Cattedrale Mercoledì 25 ottobre 2017 Testi per la celebrazione eucaristica

Mercoledì 25 ottobre 2017 nella Cripta della Cattedrale di Reggio Emilia
SOLENNITÀ dei Santi CRISANTO e DARIA da 1070 anni in mezzo a noi
  • ore 6.15 Ufficio di Lettura e Lodi animati dalle Case della Carità
  • ore 7.30 Messa presieduta da Don Vasco Rosselli (sospesa Messa delle 8),
    a cui segue fraterna colazione preparata dalla Mensa del Povero
  • ore 10.30 Messa presieduta da Mons. A. Caprioli, vescovo emerito
  • alle 17 esposizione SS.mo e Rosario meditato; alle 18, i Vespri
  • ore 18.30 Messa Unità Pastorale “Ss. Crisanto e Daria” (sospese le Messe delle 18.30 in S. Prospero, in S. Teresa e delle 19 in S. Stefano)
    a cui segue incontro con Suor Maria Laura, Casa della Carità cittadina
  • >>> scarica i testi i testi liturgici in pdf >>>santi.c.d.2017 (per scaricare il file clicca qui o sull’immagine a destra)

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Ufficio Liturgico di Reggio Emilia-Guastalla Calendario liturgico dall’8 al 16 settembre 2017

 

Venerdì 8 settembre – Festa della Natività della Beata Vergine Maria e Apertura dell’Anno Pastorale

In Diocesi sono intitolati alla Natività di Maria [o a Santa Maria Nascente] il Santuario diocesano della Ghiara, i Santuari della Madonna della Pietra a Bismantova, della Madonna dell’Olmo a Montecchio e ben 9 parrocchie: Albinea Alta (titolare con San Prospero V.), Borzano d’Albinea, Brescello (titolare con San Genesio V.), Gazzata di S. Martino in Rio, Madonna di Sotto a Sassuolo, Pianzano di Carpineti, Pratofontana (Reggio Emilia), Scandiano centro e Taneto.

* Nel Santuario della Ghiara, alle 11 il tradizionale Pontificale presieduto dal Vescovo, animato dal Coro diocesano, presenti le Autorità cittadine e provinciali. Tutta la Diocesi — presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi, laici impegnati — è convocata alla solenne concelebrazione per l’apertura del nuovo Anno pastorale dal titolo «Cristo ieri oggi e sempre», affidandolo all’intercessione della nostra Patrona, la Madonna della Ghiara; in particolare, il Vescovo Massimo, come i tre anni precedenti, vuole avere al suo fianco i sacerdoti che si sono resi disponibili al servizio delle nuove Unità pastorali.

Santi dell’8 settembre. In genere, coloro che portano i nomi Adriano e Sergio, festeggiano oggi i loro onomastici (non il nostro vescovo emerito, la cui madre, mettendogli quel nome, aveva scelto il santo Adriano festeggiato l’8 luglio!), in memoria rispettivamente di sant’Adriano martire (insieme alla moglie santa Natalia, in Bitinia, attuale Turchia, nel IV secolo) e di san Sergio I Papa (di famiglia siriana, ma nato a Palermo e morto nel 701, fu grande uomo di pace e di riconciliazione; ed è morto l’8 settembre, il giorno proprio che lui aveva scelto come data introducendo nel calendario la celebrazione odierna della Natività di Maria!). Soprattutto in Germania, si ricorda oggi la nascita al cielo di San Corbiniano (+ 8 settembre 725 o 730), missionario (francese? irlandese?) inviato dal Papa in Baviera e considerato dalla tradizione primo Vescovo di Frisinga. Lo citiamo perché 40 anni fa, sulla cattedra di San Corbiniano, come arcivescovo di Monaco-Frisinga, fu eletto dal beato Paolo VI e consacrato Vescovo, Joseph Ratzinger. Divenuto Papa col nome di Benedetto XVI, ha mantenuto nello stemma il simbolo della diocesi tedesca, l’orso di San Corbiniano, con questa spiegazione: nello stemma «compare un orso, di colore bruno (al naturale), che porta un fardello sul dorso. Un’antica tradizione racconta come il primo Vescovo di Frisinga, san Corbiniano, messosi in viaggio per recarsi a Roma a cavallo, mentre attraversava una foresta fu assalito da un orso, che gli sbranò il cavallo. Egli però riuscì non solo ad ammansire l’orso, ma a caricarlo dei suoi bagagli facendosi accompagnare da lui fino a Roma. Per cui l’orso è rappresentato con un fardello sul dorso. La facile interpretazione della simbologia vuole vedere nell’orso addomesticato dalla grazia di Dio lo stesso Vescovo di Frisinga, e suole vedere nel fardello il peso dell’episcopato da lui portato».  L’8 settembre è il giorno della nascita al cielo del beato francese Federico Ozanam, padre di famiglia (Milano, 23 aprile 1813 – Marsiglia, Francia, 8 settembre 1853), fondatore della Società di San Vincenzo, esempio di santità laicale e di carità per questo Giubileo della misericordia. È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II a Parigi il 27 agosto 1997, durante le indimenticabili Giornate Mondiale della Gioventù, vent’anni fa.

* L’8 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione (istituita dall’ONU-UNESCO nel 1972).

Sabato 9 settembre – Riapertura del Santuario della Madonna di Bismantova

Nel nuovo calendario liturgico, il 9 settembre è memoria facoltativa di San Pietro Claver (1580-8 settembre 1657). Quest’anno si può però celebrare solo al mattino, in quanto sabato. Pedro, spagnolo nato vicino a Barcellona, entrato nei gesuiti, è stato inviato a studiare sull’isola di Palma di Maiorca, ed è stato ordinato sacerdote nel 1616 a Cartagena (Colombia), dove sbarcavano migliaia di schiavi neri provenienti dall’Africa e deportati in America Latina; quasi tutti giovani, venivano impiegati in lavori durissimi e trattati in modo disumano. Lì divenne l’apostolo dei neri, abbracciando la loro causa. Nel viaggio che Papa Francesco sta compiendo in Colombia, domani mattina, domenica 10 settembre, si recherà a Cartagena, dove c‘è ancora la “porta degli schiavi”, e davanti alla casa santuario di San Pietro Claver reciterà l’Angelus.

Si segnala che il 9 settembre è ricordata anche la Beata Maria Toribia (Maria de la Cabeza) moglie di sant’Isidoro l’agricoltore (Castiglia – Spagna, XII secolo), il compatrono popolare della nostra parrocchia di Rivalta.

In Diocesi, due appuntamenti di questo sabato 9 settembre segnano la ripresa dell’anno pastorale: al mattino, la prima riunione del Consiglio Pastorale Diocesano (l’incontro doveva essere presieduto dal Vescovo, ma Mons. Camisasca, con tutti i Vescovi dell’Emilia Romagna, parteciperà alla celebrazione delle esequie del Card. Carlo Caffarra, alle ore 11, nella Cattedrale di Bologna). Al pomeriggio, la riapertura tanto attesa del Santuario della Pietra di Bismantova, con questo programma: alle 18, Messa solenne presieduta dal Vescovo Massimo per la riapertura del Santuario e la ricollocazione dell’icona della Madonna di Bismantova, portata in pellegrinaggio a piedi dalla Pieve di Castelnovo Monti prima della celebrazione (partenza della processione alle ore 16).

Domenica 10 settembre – XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Nelle preghiere dei fedeli, in comunione con tutta la Chiesa, si ricordi oggi il Papa e il suo ultimo giorno di viaggio per la riconciliazione e la pace in Colombia. Come Diocesi, è bene annunciare e pregare che giovedì 14 nella nostra Diocesi sorella di Sapa sarà ordinato Vescovo il giovane sacerdote Don Simon Kulli, che conosciamo dai tempi in cui era in Seminario, quando iniziò l’aiuto della nostra Caritas all’Albania con l’allora direttore Don Gigi Guglielmi.

* A Reggio in Vescovado, alle 18, il Vescovo Massimo presiede la Santa Messa per l’avvio del cammino di orientamento vocazionale “Il Pozzo di Giacobbe”.

* Nella Basilica della Ghiara, alle 18.30, il Vescovo emerito Adriano è stato invitato a presiedere l’Eucaristia conclusiva della 38ª edizione della Giareda. Nella Messa, i familiari e gli amici lettori, ricorderanno il carissimo Natale Guerra, il primo lettore istituito nella nostra Diocesi nel 1978, coordinatore per oltre tre decenni dei lettori nella proclamazione della Parola nelle celebrazioni diocesane e cittadine, nonché collaboratore del Centro Missionario, scomparso il 21 aprile scorso, venerdì dell’Ottava di Pasqua, giorno tradizionale della stazione cittadina pasquale in Ghiara.

Si segnala al 10 settembre la memoria dei Martiri Sebastiano Kimura, gesuita giapponese, Carlo Spinola, gesuita italiano, Francesco Morales, domenicano, ed altri 50 compagni martiri (sacerdoti, religiosi, sposi, catechisti, vedove, giovani), uccisi a Nagasaki (+ 1622). Il giorno seguente, sullo stesso posto furono uccisi tre ragazzi (Gaspare, Francesco e Pietro), figli di genitori martirizzati il giorno prima. In date vicine e in posti diversi, ci furono altri martiri.

Lunedì 11 settembre

L’11 settembre, giorno libero da memorie liturgiche, è possibile anticipare la memoria — obbligatoria per la nostra Diocesi — di San Venerio Abate, compatrono di Reggio. Così domani, 12 settembre (giorno previsto per San Venerio nel calendario reggiano-guastallese approvato nel 1979), è possibile celebrare la memoria, ripristinata nel calendario liturgico del 2000, del Nome di Maria. Tuttavia, questo è solo un suggerimento: seguendo il Direttorio regionale, infatti, nulla è cambiato e il ricordo di San Venerio rimane fissato al giorno 12.

In ogni caso, nella preghiera dei fedeli si ricordino oggi le vittime degli attentati alle Torri gemelle di New York (11 settembre 2001), e si preghi per la pace nel mondo in questo 16° anniversario della strage che ha segnato in maniera drammatica questi nostri anni di inizio del Terzo millennio.

Martedì 12 settembre

Come accennato sopra, secondo il nuovo calendario liturgico, è possibile celebrare la memoria (facoltativa) del Santissimo Nome di Maria. Pertanto oggi è l’onomastico di coloro che portano il nome di Maria.

Si ricorda nella preghiera il Vescovo emerito Mons. Adriano Caprioli, nel XIX della sua Ordinazione episcopale ricevuta in Duomo a Milano.

Mercoledì 13 settembre – Memoria di S. Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa

S. Giovanni Crisostomo (ca. 349-407), vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa; scrisse e soffrì molto, morì in esilio a Comana, sul Mar Nero. La memoria è obbligatoria.

* Alla sera, nei Santuari mariani della Diocesi: Marce penitenziali del 13 del mese, quest’anno caratterizzate dal ricordo del centenario delle apparizioni mariane a Fatima.

Giovedì 14 settembre – Festa della Esaltazione della Santa Croce

La festa dell’Esaltazione della Croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo (ricordata al 13 settembre).

* In Diocesi, solo la parrocchia del quartiere periferico di Reggio intorno a Via Adua è intitolata alla Santa Croce. E quest’anno si celebra il centenario della fondazione della chiesa parrocchiale della Santa Croce con un programma di quattro giorni di Sagra speciale, da oggi fino a domenica 17 settembre.

* Oggi ricordiamo nella preghiera la Ordinazione episcopale nella Cattedrale di Santa Teresa di Calcutta a Sapa in Albania, di Don Simon Kulli. Alla celebrazione parteciperà una numerosa delegazione regginao-guastallese con sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli laici, guidata dal Vescovo Massimo, con Don Romano Zanni, vicario episcopale per le missioni, Don Filippo Capotorto, superiore della Congregazione mariana delle Case della Carità, Don Stefano Torelli, responsabile generale dei Servi della Chiesa (che conclude il suo mandato in Albania), Don Carlo Fantini, il primo nostro sacerdote fidei donum in Albania (2002-2011), anni in cui è stato vicario generale del defunto Vescovo Lucjan Avgustini, deceduto prematuramente per malattia il maggio 2016. Don Simon, dopo che è stato amministratore diocesano per oltre un anno, è stato chiamato dunque da Papa Francesco a guidare la Diocesi di Sapa, a 44 anni. Don Simon sarà il secondo sacerdote nato in Albania a diventare Vescovo di una Diocesi albanese, come sappiamo rifondate da San Giovanni Paolo II, dopo la caduta del regime. L’altro sacerdote, che a 41 anni è anche il più giovane Vescovo del mondo a capo di una Diocesi, mons. Gjergj Meta, è stato ordinato vescovo di Rrehshen, il sabato 2 settembre scorso. Queste Ordinazioni sono due piccoli grandi segni, da accompagnare con la nostra preghiera e vicinanza, della speranza che Papa Francesco ripone nella rinata Chiesa in Albania, fecondata dal sangue di numerosi martiri nell’epoca del regime ateo, di cui una quarantina sono stati beatificati il 5 novembre scorso.

* Si ricorda nella preghiera il Vescovo di Crema, Daniele Gianotti, che oggi compie 60 anni; con lui compiono gli anni del nostro clero anche Mons. Giancarlo Gozzi e il Fratello della Carità, Don Giuliano Marzucchi. E, ancora, in questo giorno ricordiamo nella preghiera l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni,nel 38° anniversario dell’ordinazione sacerdotale ricevuta nella sua parrocchia di Cognento.

Venerdì 15 settembre – Memoria della B. V. M. Addolorata

La memoria della Vergine Addolorata ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali.

In Diocesi, l’Addolorata è titolare, con San Celestino I Papa, della parrocchia di Cadelbosco Sopra. È la patrona principale dell’Ordine dei Servi di Maria e delle Monache Serve di Maria (Mantellate), e dunque sarà solennità nella Basilica della Ghiara e nel Monastero di Montecchio.

Si segnala oggi anche la memoria, a 65 anni dalla morte, del Beato Paolo Manna (1872-1952), sacerdote italiano del PIME, missionario in Birmania (oggi Myanmar), fondatore della Pontificia Unione Missionaria, per la diffusione dello spirito missionario nelle comunità cristiane; fu grande promotore della Settimana per l’Unità dei Cristiani. Alla sua intercessione cominciamo ad affidare il viaggio apostolico che Papa Francesco compirà in Myanmar e in Bangladesh a fine novembre.

* Alle 20.30 a San Giacomo città: il Vescovo Massimo presiede la celebrazione eucaristica per l’ingresso del nuovo parroco Don Maurizio Pirola e inizio del ministero in Centro storico di Don Juan Luis Barges, sacerdoti della Fraternità missionaria di San Carlo Borromeo. Verrà ricordato l’ultimo parroco di San Giacomo, il compianto Don Alcide Pecorari, a cinque mesi esatti dalla morte (era il 15 aprile scorso, Sabato Santo).

Sabato 16 settembre – Memoria dei Santi Martiri Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo

La memoria obbligatoria dei Santi Martiri Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, si celebra solo al mattino, in quanto sabato.

Oggi è il 15° anniversario della nascita al cielo del Servo di Dio Card. Francesco Saverio Nguyen Van Thuan (Hué, Vietnam 1928 – Roma 2002), vescovo coadiutore di Ho Chi Minh City (Saigon), imprigionato per tredici anni (1975-1988); visse gli ultimi anni a Roma come Presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace. È stato ospite in una serata indimenticabile del nostro Festincontro di Azione Cattolica a Reggio.

* Nella Basilica di San Prospero, a Reggio, nella Messa festiva delle 18.30, presieduta dal Vescovo emerito Adriano, si ricorda il X anniversario della morte dell’indimenticabile prevosto, mons. Ennio Anceschi (+ 14 settembre 2007).

* Oggi è il giorno proprio del decimo anniversario del carissimo sacerdote e amico, insegnante di Sacra Scrittura, prof. don Pietro Lombardini. Don Pietro sarà ricordato domani nelle Messe domenicali di San Pellegrino, parrocchia dove ha svolto gli ultimi anni di ministero, prima della prematura morte per malattia. Verrà ricordato anche nella parrocchia di origine, Novellara, dove ha ricevuto l’ultimo saluto nella fede; lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio dedicherà al biblista Don Pietro Lombardini due giornate di studio nel prossimo ottobre.

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Papa Francesco: la riforma liturgica è irreversibile

A quasi mezzo secolo dalla chiusura del Concilio Vaticano II uno dei suoi frutti più noti, quello della riforma liturgica, fa ancora discutere. Ecco allora l’invito che papa Francesco fa nell’udienza concessa ai partecipanti allaSettimana liturgica promossa dal Centro di azione liturgica (Cal), affinchè si superino “letture infondate e superficiali, ricezioni parziali e pressi che sfigurano” la riforma della liturgica, che, tra le altre cose, introdusse la lingua nazionale nella celebrazione della Messa, al posto del latino in uso fino al Concilio convocato da san Giovanni XXIII. Al contrario, invita il Papa, si tratta di “conoscerne meglio le ragioni sottese, anche tramite la documentazione storica, come di interiorizzarne i principi ispiratori e di osservare la disciplina che la regola”.

IL TESTO DEL DISCORSO

Un lungo processo riformatore

Un discorso lungo e articolato quello che papa Francesco ha voluto rivolgere ai partecipanti al convegno del Cal, ricordando che il processo riformatore della liturgia pone le proprie radici ben prima dell’evento conciliare, e citando il riordino della musica sacra e il ripristino celebrativo della domenica da parte di san Pio X – noto come il Papa del catechismo – con il motu proprio “Tra le sollecitudini” del 22 novembre 1903, e il progetto riformatore di Pio XII espresso nell’enciclica “Mediator Dei” del 20 novembre 1947. E proprio nel 1947 nacque il Cal, che festeggia i suoi 70 anni di vita, che “in questo ambito formativo si è distinto con le sue iniziative” ha ricordato Francesco.

Una liturgia viva

Ma non è stato solo un discorso basato sulla memoria del passato, ma il Papa ha voluto anche sottolineare alcuni aspetti legati al tema della Settimana liturgica: “Una liturgia viva per una Chiesa viva”. Ebbene per papa Bergoglio la “liturgia è viva in ragione della presenza viva di Colui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato la vita a tutti noi”. Dunque “senza la presenza reale del mistero di Cristo, non è alcuna vitalità liturgica“, ricordando che l’altare diventa il “segno visibile dell’invisibile Mistero”. Non meno importante, secondo Francesco, anche il fatto che la liturgia “è vita per l’intero popolo della Chiesa“. Non una liturgia clericale, ma popolare, “un’azione per il popolo, ma anche del popolo”. Un invito a vivere la liturgia da protagonisti e non da spettatori, anche perchè, ed è il terzo punto toccato dal Pontefice nel suo discorso, “la liturgia è vita e non un’idea da capire. I riti e le preghiere per quello che sono e non per le spiegazioni che ne diamo, diventano una scuola di vita cristiana, aperta a quanti hanno orecchi, occhi e cuore dischiusi ad apprendere la vocazione e la missione dei discepoli di Gesù”.

L’armonia delle tradizioni rituali

“La Chiesa è davvero viva se, formando un solo essere vivente con Cristo, è portatrice di vita, è materna, è missionaria, esce incontro al prossimo, sollecita di servire senza inseguire poteri mondani che la rendono sterile”. Una Chiesa viva, in preghiera, e con la sua connotazione “cattolica” che va oltre il Rito Romano, che pur essendo il più esteso non è il solo. “L’armonia delle tradizioni rituali, d’Oriente e d’Occidente, per il soffio del medesimo Spirito dà voce all’unica Chiesa orante per Cristo, con Cristo e in Cristo”.

In un passaggio del discorso papa Francesco afferma che «dopo questo magistero, dopo questo lungo cammino possiamo affermare con sicurezza e con autorità magisteriale che la riforma liturgica è irreversibile».

Avvenire

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Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla: Documento di lavoro sulle Unità pastorali

unità-pastorale

Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla

Documento di lavoro sulle Unità pastorali

autunno 2014

Introduzione

Oltre 20 anni fa, la nascita delle prime Unità pastorali rispondeva con una sperimentazione a necessità contingenti; oggi, le Unità pastorali nella nostra diocesi costituiscono la scelta fondamentale che orienta la struttura di base della vita ecclesiale nel territorio.

La forma Unità pastorale sarà quindi la nuova «cellula» della diocesi, assumendo le principali valenze teologico-pastorali che il concetto di «parrocchia» porta con sé. Questo «Documento di lavoro», mentre impone di pensare la diocesi come insieme di Unità pastorali, vuole aiutare la trasformazione dalla situazione pastorale attuale verso un nuovo modello pastorale, da costruire, con il contributo responsabile di ministri ordinati e laici.

1. Motivazioni

Due ordini di motivazioni sostengono questa scelta progettuale diocesana. Il primo riguarda l’impiego adeguato delle risorse umane che costituiscono la Chiesa: da unlato, dobbiamo far fronte a una crescente sproporzione tra il numero delle parrocchie e il numero dei preti; dall’altro, questa situazione può diventare l’occasione per far crescere l’auspicatacorresponsabilità laicale e la ministerialità, insiemea un ripensamento della vita pastorale e della sua conduzione (ripensamento necessario anche per incentivare l‘impulso missionario).

Il secondo ordine di motivazioni riguarda ilcambiamento del contesto sociale. Il fitto reticolo geografico parrocchiale risponde a un tipo di società in cui il luogo della dimora costituiva il perno della propria identità personale e comunitaria, a motivo del fatto che l’intero arco della vita si svolgeva inevitabilmente in un ambito assai ristretto; nella società odierna la vita quotidiana si muove in spazi geografici e culturali vasti e assai differenti, provocando un rapporto complesso delle persone col territorio e una non immediata identificazione con le istituzioni a carattere territoriale soprattutto se eccessivamente ristrette e isolate dal più ampio contesto vitale.

  • In che misura le nostre comunità cristiane sono

consapevoli delle due questioni sopra accennate

e delle sfide che ci pongono? Si è mai parlato

con un certo approfondimento di questi temi?

  • Il calo numerico del clero genera rassegnazione

o ha suscitato nuove energie? Quali?

  • Ci sono difficoltà che la comunità vive per motivi

legati alla attuale configurazione dell’istituzione

parrocchiale? Quali?

2. Identità dell’Unità pastorale

L’Unità pastorale nasce da un gruppo di parrocchie vicine che gradualmente si mettono in comunione per formare una comunità evangelizzante più ampia che diventi il riferimento ordinario di tutta la pastorale. L’obiettivo principale è dunque una presenza ecclesiale feconda in relazione al concreto contesto ambientale in cui si vive e si testimonia la fede cristiana; tale obiettivo è ciò che può creare la comunione anche fra parrocchie con storie e tradizioni diverse: ciascuna parrocchia porta il proprio peculiare contributo alla comune missione e lascia che il proprio “respiro” si allarghi alla più ampia comunità ecclesiale.

Anche con le comunità religiose e le diverse associazioni e esperienze di vita cristiana presenti nel territorio è necessario intessere relazioni feconde per una efficace evangelizzazione.

Perché questo possa realizzarsi, in sede di progettazione delle nuove Unità pastorali dovranno contestualmente verificarsi, per quanto è possibile, tre condizioni:

– la comunità dell’Unità pastorale abbia al suo interno i carismi e le potenzialità per operare un discernimento della realtà, fare proposte di evangelizzazione nei vari settori pastorali, celebrare dignitosamente la fede cristiana nella liturgia;

– l’insieme delle parrocchie di una Unità pastorale raccolga le persone che vivono in un’area geografica antropologicamente significativa (per relazioni sociali, istituzioni civili, proposte culturali, comune senso di appartenenza…);

– la cura pastorale sia unitaria, affidata a uno o più presbiteri.

  • Quali guadagni e potenzialità lascia intravedere,

in ordine alla missione ecclesiale, la prospettiva

di Unità pastorale?

  • Quali paure e resistenze suscita, in ordine alla missione

ecclesiale, la prospettiva di Unità pastorale?

  • Quale desiderio per la futura Unità pastorale?

3. Tipologie diverse Per discernere e individuare le Unità pastorali nella nostra diocesi occorre considerare attentamente i diversi tipi di contesto geograficoculturale;

le forme concrete che rinnovano la Chiesa nella storia fioriscono, infatti, nell’incontro tra la grande Tradizione ecclesiale e le caratteristiche delle concrete comunità umane.

Nelle nostra diocesi possiamo individuare tre  tipologie di contesto geografico-culturale:

– il contesto urbano e suburbano, ad alta densità abitativa, dove la peculiare esperienza storica di ciascuna parrocchia si trova immersa in un’unica grande città, in cui i confini geografici interni sono ormai privi di reale consistenza antropologica;

– il contesto delle aree della pianura e della collina, in cui centri abitati di media grandezza sono circondati da nuclei minori che, pur avendo alcune manifestazioni di una propria identità, per diversi motivi gravitano anche sui centri maggiori;

– il contesto montano, dove accanto ad alcuni centri più grossi, molte borgate distanti tra loro e poco popolate custodiscono spesso una propria identità, storica e attuale, anche nelle crescenti necessarie interazioni in tutti gli ambiti della vita.

Per questi tre differenti contesti dovranno necessariamente costruirsi tre differenti modelli di Unità pastorale, in grado di orientare concretamente il cammino di ciascuna comunità.

  • C’è una tipologia, delle tre brevemente

accennate, che rappresenta maggiormente la

situazione della comunità?

  • Quali risorse locali sono presenti e da

valorizzare nell’Unità pastorale?

  • Quali attenzioni ed esperienze possono facilitare

la missione ecclesiale in questo contesto?

4. Strumenti e sussidi

Quali strumenti concreti possiamo costruire e condividere per rendere possibile questo cammino?

Non si potrà tralasciare di studiare e definire:

– le caratteristiche del Consiglio di Unità pastorale e degli altri organismi comunitari (a servizio dell’Unità pastorale e/o di una singola parrocchia);

– le figure ministeriali opportune (per l’Unità pastorale e/o per una singola parrocchia);

– strumenti/sussidi di progettazione, di accompagnamento e di verifica del cammino di Unità pastorale;

– strumento di coordinamento diocesano o per macrozone

  • Che cosa consigli per la formazione del

presbiterio e delle comunità nel tuo vicariato?

  • Quali strumenti si chiede alla diocesi di

preparare per accompagnare il cammino

dell’Unità pastorale?

  • Quali figure ministeriali si sono sperimentate e/o

si ritengono opportune, e in relazione a quali

esigenze della propria specifica situazione?

Reggio Emilia, 10 ottobre 2014

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Pubblichiamo il Calendario Pastorale 2014-15 con gli appuntamenti per i giovani e gli incontri presbiteriali

Il calendario integrale è stato pubblicato nell’ultimo numero de La Libertà… ed è visibile anche nella bacheca interna della Parrocchia 

APPUNTAMENTI PER I GIOVANI

Professione di fede dei giovani: sabato 29 novembre.

Esercizi spirituali a Marola: 6-7-8 dicembre

Serate col Vescovo in Cattedrale durante la Quaresima: venerdì 27 febbraio, 6 marzo, 13 marzo.

 

Celebrazione diocesana della XXX Giornata dei Giovani (Domenica delle Palme): domenica 29 marzo.

INCONTRI PRESBITERALI

Incontri per tutti i sacerdoti: 5 giovedì, alla mattina:

18 settembre (assemblea del clero con presentazione del tema dell’anno), 16 ottobre, 11 dicembre, 12 febbraio, 23 aprile.

Esercizi spirituali a Marola: dal mattino di lunedì 17 fino al pranzo di venerdì 22 novembre.

Ritiro di Avvento nei Vicariati: giovedì 4 dicembre.

Ritiri di Quaresima a Marola: lunedì e martedì 23-24 febbraio e 2-3 marzo.

Incontri per i preti giovani dalle 10 alle 12.30 in Vescovado al giovedì:

11 settembre, 9 ottobre, 27 novembre, 15 gennaio, 12 marzo, 30 aprile, 28 maggio;

inoltre, vacanze post pasquali dal 7 al 9 aprile.

 

Consiglio Presbiterale Diocesano sempre al giovedì:

25 settembre, 18 dicembre, 5 febbraio, 16 aprile, 4 giugno.

Incontri con i Vicari foranei: venerdì 10 ottobre, venerdì 28 novembre, giovedì 22 gennaio, giovedì 26 marzo, venerdì 29 maggio.

calendario.settimana

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