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Antonio Grassi. Amò e servì la sua città aiutando giovani e poveri

La generosità è la ricetta per uscire dalla crisi: solo le città abitate da testimoni capaci di donare ciò che possiedono – beni ma anche tempo, capacità, risorse – potranno guardare al futuro con fiducia e speranza. Ce lo ricorda al vicenda del beato Antonio Grassi, la cui memoria è collocata dal Martirologio al 13 dicembre, lo stesso giorno di santa Lucia. Nato a Fermo nel 1592, entrò tra gli oratoriani di san Filippo Neri nel 1609 e divenne prete nel 1617. Seguendo il carisma della sua congregazione si dedicò ai ragazzi, ma anche ai malati e ai carcerati, facendosi conoscere come “padre dei poveri” dalla smisurata generosità e come mediatore di pace nelle liti cittadine. Nel 1635 divenne preposito della sua congregazione a Fermo. Morì nella sua Fermo, che servì fino all’ultimo, nel 1671.
Altri santi. Sant’Antioco di Sulcis, martire (II sec.); santa Lucia, vergine e martire (III sec.). Letture. Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13. Ambrosiano. Ger 23,1-8; Sal 88; Eb 11,1-2.39-12,2a; Mt 21,28-32 / Gv 21,1-14.

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