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Albania. Testa a testa a Tirana: sarà un voto per l’Europa

Uno dei duellanti delle elezioni legislative che si svolgono domenica in Albania, il premier uscente Edi Rama e il leader dell’opposizione Lulzim Basha, sarà il prossimo primo ministro. Il voto è, più in generale, un test sul grado di maturità del Paese balcanico che punta a entrare nell’Ue. Ecco chi sono i due principali contendenti, insieme all’onnipresente ex premier Sali Berisha. Il leader socialista Rama, al potere dal 2013, ha puntato tutto nella sua carriera politica, iniziata dopo il crollo della dittatura comunista di Enver Hoxha, sulla costruzione di “un’Albania europea”, di “uno Stato moderno governato dalla legge”. Quando nel 2009 il suo partito perse le elezioni, Rama arringò i suoi sui brogli e organizzò manifestazioni di piazza per mesi fino a quando nel 2011 tre furono uccisi a colpi di pistola durante le proteste. La battaglia esacerbò la rivalità con i Democratici, guidati allora da Sali Berisha.

Il premier uscente, il soclaista Edi Rama (Ansa)

Il premier uscente, il soclaista Edi Rama (Ansa)

L’ex sindaco di Tirana, Rama, è stato accusato dal centro-destra di essere colluso con il crimine organizzato: come difesa il 52enne ha dichiarato che si dimetterà quando verranno portate le prove. Il premier uscente ha studiato all’istituto d’arte a Parigi e il suo studio è tappezzato di suoi quadri. Ex giocatore di basket, Rama auspica di vincere le elezioni con una larga maggioranza per evitare di dover scendere a compromessi con un partner di coalizione.

Dall’altro lato restano i due leader, in co-abitazione, del centro-destra del Partito democratico. Da una parte l’ex premier ed ex presidente Sali Berisha, che ha dominato per vent’anni la politica albanese e ancora è un collante della destra nel Paese. Dall’altra il suo fedele alleato Lulzim Basha, nominato suo
successore nel 2013.
Il carismatico Berisha, che ha detto di essere “un semplice membro del partito senza aspirazioni per ruoli politici” è meno presente nei comizi, ma è rimasto attivo sui media. Ha descritto Rama come “un nemico” piuttosto che un avversario.

Lo sfidante: il capo dell'opposizione dei democratici Lulzim Basha

Lo sfidante: il capo dell’opposizione dei democratici Lulzim Basha

Basha, leader dei Democratici dal 2013, ha affermato di essersi affrancato dal tutoraggio di Berisha e di voler costruire una “Nuova Repubblica”. L’ambizioso politico, con una formazione da avvocato e una fascinazione per Donald Trump, è stato ministro degli Esteri, degli Interni e dei Trasporti. Il 43enne è stato, come il suo avversario, sindaco di Tirana, e ha battuto lo stesso Rama nel 2011 per la guida della capitale. Basha e i deputati del suo partito hanno boicottato per mesi i lavori in Parlamento, chiedendo le dimissioni del premier, un governo di transizione ed elezioni libere e trasparenti. I due partiti, però, hanno raggiunto un accordo a metà maggio con alcuni ministeri chiave assegnati ai Democratici in vista del voto.

da Avvenire

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Don Simon Kulli nuovo Vescovo di Sapë

Il Santo Padre Francesco ha nominato Vescovo di Sapë (Albania) don Simon Kulli, finora Amministratore diocesano della medesima Diocesi. Succede al vescovo Lucjan Avgustini, morto a soli 53 anni dopo una dolorosa malattia. La diocesi di Sapa, già dal 1992 è unita da un profondo legame – avviato da don Gigi Guglielmi – a quella di Reggio Emilia-Guastalla.-

Don Simon Kulli è nato il 14 febbraio 1973 nel villaggio Pistull (Diocesi di Sapë – Albania). Dopo aver frequentato le scuole primaria e secondaria, è entrato nel Seminario interdiocesano albanese “Madre del Buon Consiglio” a Shkodër. Il 29 giugno 2000 è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Shkodër, assieme ad altri quattro diaconi albanesi. Si è trattato delle prime ordinazioni sacerdotali in Albania dopo la fine del regime comunista.
Successivamente, è stato nominato Vicario parrocchiale a Dajç di Zadrima e Segretario del Vescovo Sapë. Nel 2002 è stato nominato Cancelliere della Curia. Dal 2006 ad oggi, è parroco della Cattedrale “Santa Teresa di Calcutta” a Vau Dejës. Dal 2009 fino al 2012, è stato Direttore della Caritasdiocesana di Sapë. Dal 2010 fino al 25 maggio 2016, è stato Delegato della Caritas, Vicario Generale ed Economo diocesano. Dopo la morte del Vescovo di Sapë, Mons. Lucjan Avgustini, è stato eletto Amministratore diocesano di Sapë.

don-simon-kulli

laliberta.info

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Dall’Albania ad Arceto incontro a Gesù

Papà e mamma Lullellari, coi loro 3 figli, battezzati per Pasqua

Per Liliana Lullellari, ora che mancano pochi giorni al Battesimo, è difficile trattenere gioia ed entusiasmo. La testa e il cuore sono già all’appuntamento del 15 aprile in Cattedrale. Ha trascorso ogni mercoledì sera degli ultimi due anni insieme a due vicine di casa di Arceto che hanno aiutato lei e i familiari a penetrare nella Grazia del Battesimo. La scelta di Liliana è una scelta di famiglia: oltre a lei si preparano a ricevere il Battesimo il marito Agim, e i figli Paola (17 anni), Angela (11) e Denis (9). Liliana e la famiglia vivono ad Arceto da tre anni. “Ho conosciuto la famiglia quando i genitori hanno iscritto i figli a catechismo – spiega don Antonio Davoli, parroco dell’unità pastorale di Arceto e Cacciola – e ci siamo subito attivati per accompagnare questo loro desiderio di diventare cristiani”. Grazie alla disponibilità di Sandra Montanari e Ave Fantini, vicine di casa dei Lullellari, l’intera famiglia inizia, nel 2015, il percorso del catecumenato.

Mamma, papà e tre figli
“Desideravamo tutti diventare cristiani e insieme abbiamo iniziato a prepararci”. Liliana ha vissuto in Albania negli anni della dittatura comunista, durante la quale non solo non c’era libertà di professare la propria religione, ma la costituzione proibiva la creazione di ogni tipo di organizzazione religiosa e insieme vietava e puniva (con la reclusione) la propaganda di idee diverse da quelle comuniste. “Quando il comunismo è finito, prima di sposarmi, avevo iniziato alcuni incontri di catechismo in parrocchia, ma poi non sono riuscita a proseguire”, racconta Liliana. Poi il matrimonio, i figli, il trasferimento in Italia e un recente trasloco da Scandiano hanno fatto sì che il traguardo fosse ulteriormente posticipato.

Leggi tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 15 aprile

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