Perché Natale è proprio oggi

Il Natale è la festa che nella tradizione cristiana celebra la nascita di Gesù, che però non nacque davvero il 25 dicembre. Le fonti storiche sulla vita di Gesù, cioè i Vangeli, non indicano una data precisa, e non sappiamo con certezza quando i cristiani abbiano cominciato a festeggiare il Natale: sicuramente almeno dal 336 d.C., come è indicato nel Cronografo del 354, una specie di calendario che è il primo documento a contenere un riferimento al Natale.

Quella del 25 dicembre alla fine fu scelta come data simbolica per ricordare la nascita di Gesù e cristianizzare le feste pagane che si celebravano nell’Impero Romano, i Saturnali e la festa del cosiddetto “Sole Invitto”.

Cos’erano i Saturnali, cioè il Natale prima del Natale
I Saturnali, Saturnalia in latino, si celebravano dal 17 al 23 dicembre in onore del dio Saturno, il corrispettivo del greco Crono. Come nelle antiche feste che nel tempo si sono trasformate nel Carnevale, durante i Saturnali le comuni regole sociali venivano invertite: tra le altre cose, capitava che i padroni servissero a tavola i loro schiavi. Come molte persone oggi pensano che il Natale sia il giorno più bello dell’anno, così pensava il poeta Catullo del 17 dicembre.

Molte tradizioni dei Saturnali si sono trasmesse al Natale cristiano: tra queste lo scambio dei regali, che quindi è più antico delle tradizioni cristiane. Avveniva il 19 dicembre, cioè il Sigillaria. Si donavano e si ricevevano cose semplici, simboliche, dato che scambiare oggetti di valore sarebbe stato contrario allo spirito della festa. Ai bambini venivano regalate statuette di pasta dolce – i sigilla – a forma di bambole e animali.

Alla fine del Terzo secolo il calendario civile romano indicava come solstizio d’inverno il 25 dicembre. In tutte le antiche culture dell’emisfero boreale il solstizio d’inverno viene festeggiato perché è il giorno dopo il quale le giornate ricominciano ad allungarsi, e per questo è legato alle divinità solari.

Sempre nel Terzo secolo, il 25 dicembre nell’Impero Romano si festeggiava anche il dio del Sole Invitto, che riuniva in sé vari dei solari di diverse religioni: il greco Helios, il siriano El-Gabal e il persiano Mitra.

Negli ultimi secoli dell’Impero Romano, prima che il cristianesimo diventasse la religione ufficiale, non erano rari questi culti che sovrapponevano varie divinità creando nuove religioni molto aperte. In particolare la religione del Sole Invitto era una di quelle che già prima dell’affermarsi del cristianesimo si avvicinava al monoteismo.

Il 25 dicembre fu scelto come giorno della nascita di Gesù – dopo aver preso in considerazione date come il 18 novembre, il 28 marzo e il 20 maggio – per “coprire” la festa del Sole Invitto e avere un’ulteriore argomentazione per convincere i pagani a convertirsi: non avrebbero perso la loro festa una volta diventati cristiani. La figura di Gesù era proposta a questi pagani come quella del “vero” Sole.

Le altre tradizioni natalizie
Nel corso del tempo e con la diffusione del cristianesimo, il Natale si è arricchito di molte altre tradizioni a loro volta provenienti da altre celebrazioni del solstizio d’inverno.

L’albero di Natale, per esempio, arriva dalla tradizione germanica della festa del solstizio d’inverno, chiamata Yule; nelle lingue scandinave il periodo del Natale si indica tuttora con espressioni che derivano chiaramente da questo termine, “jul” in svedese, danese e norvegese, “Jól” in islandese. Altri elementi tradizionali pagani sono passati alla festa di Capodanno, invece che al Natale: tra questi i fuochi e i falò che venivano accesi per il solstizio.

La storia dietro Babbo Natale invece è più complessa. L’Enciclopedia Britannica spiega che questa figura è nata a partire da quella di San Nicola di Bari – anche noto come San Nicola di Myra, città nell’attuale Turchia in cui era vescovo; il suo corpo fu portato a Bari dopo la morte – che si celebra il 6 dicembre. Il culto di questo santo è sempre stato legato all’idea dei doni recapitati ai bambini, e nel tempo la sua figura si è evoluta in quella di Babbo Natale, passando per il Sinterklaas olandese, portato nella colonia americana di New Amsterdam, poi diventata New York, e lì trasformatosi in Santa Claus.

Con il diffondersi della cultura americana nel mondo, dopo la Seconda guerra mondiale, Babbo Natale è diventato popolare anche in Italia, dove nella maggior parte delle regioni ha preso il posto di Gesù Bambino, Santa Lucia o San Nicola nel portare i doni ai bambini.

Il Post

Il senso di una nascita: 25 Dicembre

Oggi è il giorno più corto dell’anno o anche la notte più lunga dell’anno. Da dopodomani, insomma, le giornate ricominceranno a crescere. Per questo nell’antichità romana in queste date c’era la festività del sole (Sol invictus) e per questo avrete sicuramente sentito dire da alcuni che Gesù non è nato il 25 dicembre ma che è stata la Chiesa a stabilire quella data per dare un senso cristiano ad una festa pagana. Le cose però non sono così: sono semplicemente molto più semplici. È vero che da dopodomani il sole comincia a crescere, ma è anche vero che Gesù è nato in una data come il 25 dicembre (giorno più, giorno meno).
Ma andiamo con ordine.
L’inverno astronomico inizia con il solstizio d’inverno, ossia il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica raggiunge il punto di minima altezza.

Il solstizio d’inverno, tuttavia, non cade sempre il 21 dicembre. Nel nostro emisfero, l’orario preciso in cui tale fenomeno si verifica ritarda di anno in anno di circa sei ore, compensati poi con l’uso dell’anno bisestile. Per questo il solstizio d’inverno può cadere tra il 21 ed il 22 Dicembre. Quest’anno il solstizio d’inverno avviene il 21 dicembre, cioè oggi. Quindi, contrariamente a quanto si pensi la notte più lunga dell’anno non è quella di Santa Lucia, il 13 dicembre (potere di una rima) ma oggi. Oltretutto quest’anno si aggiunge anche una circostanza rarissima: la congiunzione (apparente) di Saturno e Giove. Secondo Keplero era stato questo fenomeno astronomico ad apparire ai Magi, ed è quella che poi è diventata famosa con il nome di “stella cometa”.
È però anche vero che Gesù molto probabilmente è nato veramente in una data subito dopo il 21 dicembre, cioè quando il sole aveva cominciato a crescere (apparentemente) nel cielo boreale: il 25 dicembre sarebbe dunque una data perfetta.

Come facciamo a saperlo? Perché quando l’arcangelo san Gabriele incontra Maria le dice che Elisabetta, la madre del Battista, è incinta del sesto mese (Cfr Lc 1,36) e Luca ci racconta che il concepimento di Giovanni avvenne subito dopo il servizio al Tempio di Zaccaria (cfr Lc 1,24). Ora, noi siamo in grado di sapere quando avvenne tale servizio poiché Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia (Cfr Lc 1,5), ed il loro turno avveniva nella quarta settimana di settembre: lo sappiamo perché i turni delle calendarizzazioni sono stati scoperti relativamente poco tempo fa. Quindi Giovanni Battista venne concepito il 24 settembre (c’è una festa liturgica in oriente con tale data), l’Annunciazione, ovvero l’incontro tra Maria e Gabriele il 25 marzo: e, se si aggiungono nove mesi, ecco la data del 25 dicembre.

Potrebbe essere una pura coincidenza. Però non sembra strano al credente che Dio Padre, essendo anche Dio Creatore, abbia voluto far nascere il proprio Figlio, nuovo sole, quando nella sua terra (l’emisfero boreale) il sole iniziava a crescere. D’altra parte proprio nell’antifona maggiore di oggi si chiama Gesù, “Astro nascente”.

farodiroma.it