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Sulla Nascita di Gesù non si può costruire un mito

Ma davvero Gesù sarebbe nato il 25 dicembre? O la Chiesa, furbescamente, ha trasformato in Natale la festa pagana del dio Sole (il “Sol Invictus”) del 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno? Pur di sminuire il valore della data di nascita umana di Dio (non essenziale per la fede), la Russia sovietica inventò il personaggio di Nonno Gelo e l’Occidente consumista la figura di Babbo Natale.
Tra gli “impoveritori” sta ora anche Corrado Augias che, su Repubblica, dà spesso i suoi categorici giudizi sul cristianesimo. Ecco quello dell’antivigilia: «La festa di Natale […] è un concentrato di culture e tradizioni […] distillato di miti antichi. Il Natale – scrive ancora – per i cristiani è la nascita di un bambino destinato, quando sarà diventato un giovane uomo, ad essere immolato per il riscatto del genere umano dal peccato commesso in tempi remoti da un lontano progenitore di nome Adamo. Infatti “novello Adamo” è anche uno degli attributi che saranno dati a quel bambino nel quale si rinnova e si sublima il crudele cerimoniale liberatorio del “capro espiatorio”».
Sono passati già vari anni, però, da quando nel deserto di Qumran presso il Mar Morto, si trovarono, in undici grotte e conservati in vasi di terracotta, molti documenti e testi delle Scritture ebraiche. Tra queste (la cosa dovrebbe essere nota al dotto Augias) anche il “libro dei Giubilei”, anteriore alla nascita di Gesù, in cui sono descritti, con le date relative, i turni annuali di servizio nel tempio delle 24 classi dei sacerdoti. L’VIII, chiamata “di Abia”, era quella di Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, e serviva dal 23 al 30 settembre. Secondo il Vangelo di Luca, Zaccaria ebbe, nel tempio, la visione di un angelo che gli annunziò la gravidanza della moglie Elisabetta, che quindi dovrebbe aver partorito il futuro Profeta intorno al 23 giugno. Maria si recò da lei al sesto mese di gravidanza di Elisabetta e al terzo della sua e perciò – si può dedurre considerando il valore dei numeri nell’ebraismo – dopo aver ricevuto l’Annunciazione intorno al 23-25 marzo, data che giustifica la nascita di Cristo il 25 dicembre.
Attenzione: questo ragionamento sulle date non è “vangelo”, ma non può essere escluso a priori. Ed è un invito ad Augias a non descrivere la venuta di Gesù come un mito da antico paganesimo.

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