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Sport e salute: il morbo del pallone, mistero infinito

Calcio e Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) o Morbo di Gehrig, una tragica relazione e un mistero irrisolto. Il mondo del pallone è venuto a conoscenza di questo tandem maligno con la vicenda di Gianluca Signorini e la sua fine prematura (aveva 42 anni) a causa della Sla avvenuta esattamente dieci anni fa: era il 6 novembre del 2002. È con Signorini che ha preso il via anche la nostra inchiesta sulle “morti bianche” del calcio e un filone di questa converge su quello che provocatoriamente abbiamo chiamato il “Morbo del pallone”.

In Italia ci sono circa 6mila malati di Sla, ma l’incidenza del Morbo nel mondo del calcio italiano è quasi 8 volte superiore (oltre 55 morti in una popolazione di 24mila calciatori censiti dal 1971 al 2001). Ma il mondo del calcio e parte della scienza ufficiale continua a negare la relazione. Eppure solo nel Como si sono registrati ben 5 casi di Sla. Il “mistero dei ragazzi del Lago”, titolammo per ricordare vittime note e meno note della formazione lariana. A cominciare dal 38enne italo-brasiliano Albano Canazza, morto di Sla nel 2000 e che giocò in quel Como dei primi anni ’80 insieme al “rosso” Adriano Lombardi, un capitano come Signorini e come lui stroncato dal “Morbo del pallone” a 62 anni, nel 2007.
Più o meno nello stesso periodo è venuto allo scoperto Stefano Borgonovo, che è diventato il simbolo della “resistenza” alla Sla tra i calciatori. Una resistenza strenua alla malattia che Piergiorgio Corno, giocatore nel Como degli anni ’60, porta avanti da quasi vent’anni, accudito dall’affetto dei tre figli e dei cinque nipoti «che l’hanno sempre visto sul letto da malato di Sla», dice sua moglie Mariagrazia con la quale vive nella casa di via Gigi Meroni. E la mitica “farfalla granata” volata via in fretta 35 anni fa, aveva un fratello Celestino, che giocò nel Como e se ne è andato, pure lui a causa della Sla. Una morte poco nota quella del fratello non famoso di Meroni. Così, come ancora tanti sono i casi di giocatori affetti dal Gehrig che non avendo avuto la fortuna e l’onore di calcare i campi della Serie A (come l’ex viola Giancarlo Galdiolo, ultimo caso rilevato), non finiscono quasi mai sulle pagine dei giornali.

In questi dieci anni, con spirito solidale ancor prima che di servizio, abbiamo ripercorso le storie di questi calciatori “speciali” che ci hanno lasciato per colpa del Morbo, come Fabrizio Di Pietropaolo (morto anche lui nel 2002), e Lauro Minghelli. E abbiamo puntualmente cercato di dare “voce” (alcuni di loro parlano solo con il sintetizzatore) a piccoli eroi esemplari del pallone, come Luca Pulino, Maurizio Vasino, Stefano Turchi, Agatino Russo e Sergio Isabella (vedi sotto) che continuano con lo stesso coraggio di Signorini la loro lotta quotidiana alla malattia e non hanno nessuna intenzione di arrendersi alla Sla.

 

Massimiliano Castellani – avvenire.it