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Sperimentazione. Sclerosi multipla, staminali cerebrali trapiantate su 15 pazienti

L'esterno di Casa sollievo della sofferenza

A due anni e mezzo dal ricovero del primo paziente, si è conclusa il 20 maggio la sperimentazione clinica di Fase 1, del trapianto di cellule staminali cerebrali umane in 15 pazienti affetti da Sclerosi multipla secondaria progressiva. Nessun paziente «ha manifestato effetti collaterali» sia nella «fase post-operatoria», sia nei «mesi seguenti». La Fase 1, in una scala che va fino alla 3, è quella che serva a valutare la sicurezza e la tollerabilità sull’uomo. L’attività di monitoraggio, per loro, andrà avanti per almeno un anno dopo l’intervento.

La notizia è stata annunciata dalla Pontificia Accademia per la Vita assieme all’Associazione Revert Onlus e alla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). Per la prima volta al mondo, spiegano gli estensori della ricerca, sono stati trattati tutti i pazienti reclutati in una sperimentazione per questo tipo di patologia. Si compie così «il primo passo verso lo sviluppo di un protocollo sperimentale». Il “trial clinico” è patrocinato dalla Fondazione Cellule staminali di Terni, e realizzato anche grazie alla collaborazione dell’Azienda ospedaliera di Terni, dall’Università di Milano Bicocca e dall’Ospedale cantonale di Lugano.

La sperimentazione, fanno sapere i ricercatori, è basata «su dati scientifici che hanno avuto risonanza mondiale e che sono stati pubblicati nel 2003 sulla rivista Nature». Questo studio rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato 12 anni fa con la «creazione della banca mondiale di staminali del cervello umano, ancora oggi unica al mondo». Quindi, le ricerche sono proseguite «con il primo trapianto in 18 pazienti con Sla nel 2012, la cui sperimentazione si è conclusa con successo nel 2015 e che vedrà a breve l’avvio di una Fase II».

Dunque, il gruppo di lavoro guidato da Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, presidente dell’advisory board di Revert Onlus e docente dell’Università Milano Bicocca, starebbe per ottenere il via libera alla sperimentazione di Fase 2 (che indaga l’attività terapeutica del potenziale farmaco, cioè la sua capacità di produrre gli effetti curativi desiderati) sia per la Sclerosi multipla (Sm), sia per la Sla. «Confermo – dice entusiasta monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita –. L’Aifa ha dovuto fronteggiare la delicata situazione della pandemia, ma confido che in pochi mesi queste sperimentazioni potranno ottenere il via libera alla fase succesiva».

Non ci sono, al momento, pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali: «Ma le ricerche – aggiunge Paglia – non solo sono a disposizione della comunità scientifica mondiale ma vengono seguite passo passo dall’Aifa e dall’Istituto superiore di Sanità, oltre che dall’agenzia svizzera del farmaco, Swissmedic, e da quella europea. Inoltre, se anche le successive fasi daranno risultati, come spero, queste cellule potranno essere utilizzate da tutti, senza esclusioni, e gratuitamente. Anche perché – prosegue – la procedura utilizzata da Vescovi e dai suoi collaboratori, tutta italiana, e monitorata da un gruppo internazionale di esperti, consente di ottenere da un frammento di tessuto cerebrale una quantità quasi illimitata di queste preziose cellule, sempre uguali negli anni per qualità e proprietà». Insomma, conclude l’arcivescovo, «con una correttezza di impostazione prima di tutto morale, la scienza, supportata dalla Chiesa, apre la strada ad una possibile soluzione ad alcune temibili malattie neurodegenerative».

Non solo Sm e Sla: Revert e Casa Sollievo guardano ora allo sviluppo di un progetto anche per il morbo di Parkinson, Huntington, Alzheimer e per le lesioni ischemiche. È inoltre in preparazione una sperimentazione clinica di Fase 1 sulle lesioni spinali croniche. (avvenire)