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Sotto l’unica bandiera di Cristo

Sotto l’unica bandiera di Cristo

“Nell’omelia pronunciata da Papa Francesco il 14 marzo durante la messa celebrata con i cardinali elettori nella Cappella Sistina, all’indomani della sua elezione il Pontefice ha voluto mostrarci il movimento della Chiesa a partire da tre verbi tratti dalle letture che erano appena state proclamate: camminare alla presenza del Signore (“Venite, camminiamo nella luce del Signore”, Isaia, 2, 5), edificare la Chiesa (con “pietre vive”, unte dallo Spirito Santo) e confessare la fede in Cristo. Ci ha subito ammonito dicendo: “ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro”. E in tono ancora più severo ha aggiunto: “Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo”, il Principe di questo mondo.
Sentendolo parlare così, ho pensato alle due celebri meditazioni degli esercizi, quella della “Chiamata del Re temporale” che ci “aiuta a contemplare la vita del Re eterno”, e quella “Delle due bandiere”. Alla fine di queste meditazioni, l’esercitante è chiamato a fare la sua scelta, a offrire la sua persona, e chiede a Cristo la grazia di poterlo imitare e di essere accolto sotto la sua bandiera”.
Sono le parole, in una nostra traduzione dal francese, scritte dal cardinale arcivescovo di Lione e primate delle Gallie per la prefazione del libro appena pubblicato Amour, Service & Humilté. Exercises spirituels donnés à ses frères évêques à la manière de saint Ignace de Loyola (Paris, Magnificat, 2013, pagine 144, euro 14,50) che raccoglie gli esercizi predicati nel 2006 dal cardinale Jorge Mario Bergoglio per l’episcopato spagnolo.
Continua il porporato: “La misericordia e la scelta: sono le due parole che si trovano nello stemma del vescovo Jorge Mario Bergoglio, che Papa Francesco ha deciso di mantenere: Miserando atque eligendo. La frase è presa da Beda il Venerabile nel suo commento alla vocazione di Matteo (Matteo, 9, 9). Nel momento stesso in cui il Signore mostra misericordia verso qualcuno, lo sceglie, l’inonda della sua grazia, e questo dono di Dio diviene la sua missione.
È la storia di Francesco che, sconvolto dalla misericordia di Dio nella sua prigione a Spoleto, si metterà in cammino come un pellegrino, un povero giullare, annunciando il Vangelo a tutto il creato. Ed è anche l’iter spirituale di Ignazio di Loyola. Questi sognava la gloria e i fatti d’arme ma, ferito nel corpo e poi sconvolto dalla lettura della vita dei santi, a Loyola, diviene un compagno di Gesù, ansioso di comunicare a tutti la gioia della misericordia”.

(©L’Osservatore Romano 21 aprile 2013)