So che questo è l’anno della misericordia. Mi potresti spiegare cos’è?

Per capire bene le parole, è utile, oltre che interessante, andare alla radice del significato. Misericordia deriva da due parole latine, miserere, che significa avere pietà, e cor/cordis, che significa cuore. In pratica è un sentimento che ci fa provare compassione quando qualcuno è infelice o si trova nel bisogno.
Quando penso alla misericordia mi viene in mente un’immagine: un bimbo ancora malfermo sulle gambe che inciampa e si fa male, e tende le braccia alla mamma per avere conforto. Oppure penso a una ragazza che soffre perché ha litigato col fidanzato e cerca un po’ di consolazione dall’amica.
La misericordia ci spinge a soccorrere chi sta male, chiamando in causa tutta la nostra pazienza e la nostra comprensione. È un sentimento che addolcisce il cuore, lo rende accogliente e avvolgente, ma fa anche muovere le gambe, perché ci fa andare incontro a chi ha bisogno di un sostegno.
La misericordia ci insegna anche a perdonare chi sbaglia ed ecco che entra in campo la religione. Infatti tutte e tre le grandi religioni monoteiste dicono che Dio è misericordioso. Nel libro dell’Esodo leggiamo: «Il Signore, tuo Dio, è un Dio misericordioso, non ti abbandonerà», e ancora: «Il Signore, Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di misericordia e fedeltà». Nel Vangelo è riportata questa frase di Gesù: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». «Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso», recitano i musulmani nelle loro preghiere rituali. Come vedi ebrei, cristiani e musulmani ritengono che Dio sia misericordioso, perché è capace di un amore infinito, che sempre accoglie chi sbaglia e lo perdona.

La misericordia di Dio è il perdono?

È uno degli aspetti, sì. Se dovessi riassumere in una sola frase tutta la Bibbia, direi che è la storia dell’uomo che spesso sbaglia e di Dio che sempre lo accoglie col suo perdono. «Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia», dice l’apostolo Paolo. Non a caso usa «sovrabbondare» per sottolineare che la misericordia di Dio è infinitamente più grande della misura che servirebbe per perdonare la colpa.

Ma è giusto che Dio ci perdoni tutte le volte? Voglio dire, se ci perdona sempre, allora non impareremo mai!

Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Non è una frase mia, è del profeta Isaia. Dio ci perdona perché ci ama visceralmente! E vuole che impariamo più dall’amore che dalle punizioni. Tu forse pensi che la misericordia sia l’espressione delle persone deboli, io invece credo che sia la caratteristica delle persone forti, sicure, fiduciose.
In Dio la misericordia manifesta la sua onnipotenza, è la forza del suo amore. C’è una bellissima lettera scritta da san Paolo alla comunità di Corinto che dice così: «La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta». La carità è l’amore. E come la misericordia, ha a che fare con il cuore dell’uomo e con la sua capacità di amare. È il sentimento che più avvicina l’uomo al suo Dio.

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