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Siria: libere le volontarie, vivo padre Paolo Dall’Oglio

Sono state liberate Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due volontarie italiane rapite il 31 luglio scorso in Siria. E padre Paolo dall’Oglio sarebbe vivo nelle prigioni dello Stato islamico, a Rakka, sempre in Siria.

Palazzo Chigi conferma la notizia arrivata tramite fonti legate ai ribelli siriani. Diversi tweet riferibili a account dei ribelli hanno riferito del rilascio.

Padre Paolo Dall’Oglio “è vivo” e si trova “nelle prigioni dello Stato islamico a Raqqa”, in Siria. Lo riferisce @sadeer1, account legato ai ribelli che poco prima aveva annunciato il rilascio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le italiane rapite nel Paese mediorientale lo scorso anno. Padre Dall’Oglio, sacerdote di 60 anni impegnato nel dialogo interreligioso, è stato rapito il 29 luglio 2013 nella zona di Raqqa.

Scheda 1. Le volontarie rapite
Era il 31 luglio quando si persero le tracce di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, rapite in Siria ad Alabsmo, vicino ad Aleppo. Le due volontarie lombarde avevano fondato il Progetto Horryaty ed erano entrate tre giorni prima in Siria da Atma, a pochi chilometri di distanza dal campo profughi omonimo.

Originarie una di Brembate, nel bergamasco, e l’altra di Besozzo, in provincia di Varese, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli erano al loro secondo viaggio in Siria in poco meno quattro mesi: a marzo, la prima tappa del ‘progetto Horryaty’, le aveva portate a compiere un sopralluogo per capire il da farsi. Marzullo, 21 anni, studia mediazione linguistica e culturale all’Università di Milano, dove ha cominciato a imparare l’arabo oltre all’inglese. Sulla sua pagina Facebook racconta la guerra, mette foto di bombe e bimbi dilaniati, descrive la sua esperienza in Siria: l’ultimo ‘post’ risale al 16 luglio scorso.

Il 20 settembre la notizia, mai confermata, che sarebbero state vendute due volte ad altri gruppi ma senza finire finite nelle mani degli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis). La notizia veniva dal quotidiano libanese ‘Al-Akhbar’ (anti-israeliano e considerato vicino alle milizie sciite di Hezbollah), che ricostruisce come le due giovani siano state attirate con l’ingano nella “casa del capo del Consiglio rivoluzionario di Alabsmo” con il giornalista de Il Foglio, Danielere Ranieri, che riuscì a scappare.

Il 31 dicembre scorso, in un video di 23 secondi pubblicato su YouTube, le due volontarie supplicavano il governo italiano: “Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Supplichiamo il nostro governo e i loro mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in grande pericolo e possiamo essere uccise. I nostro governo ed i mediatori sono responsabili delle nsotre vite”. Poche ore dopo la diffusione del video, il ramo siriano di al Qaeda, al Nursa, aveva confermato di tenere in ostaggio le due ragazze.

La scheda 2. Padre Paolo Dall’Oglio
Paolo Dall’Oglio, il gesuita romano sequestrato a fine luglio 2013 nel nord della Siria. Di lui non si hanno più notizie certe da quel 29 luglio, quando scomparve poco dopo essere rientrato in Siria, presumibilmente per una mediazione umanitaria.
Dall’Oglio fu rapito nella zona di Raqqa, al nord, da fondamentalisti islamici dopo che per quasi trent’anni aveva vissuto in Siria, rifondando la comunità di Mar Musa e promuovendo il dialogo interreligioso.
Nel tempo, si sono susseguite notizie contrastanti, con voci su una sua presunta esecuzione poco dopo il rapimento e fonti più recenti che invece sostengono che si trovi ancora vivo nelle mani degli jihadisti sunniti dell’Isis. Le ultime informazioni attendibili risalgono a settembre: secondo fonti che lavorano sul terreno per la sua liberazione, il gesuita sarebbe detenuto in una delle prigioni dell’Isis a Raqqa, da oltre un anno divenuta la roccaforte dell’autoproclamato Stato islamico.
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