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Siria e Iraq Is, il pilota giordano arso vivo «un mese fa»

Un nuovo video dell’Is mostra il pilota giordano ostaggio dei jihadisti bruciato vivo e sepolto da un bulldozer sotto un cumulo di macerie. Nello stesso filmato, si mostrano i corpi carbonizzati di vittime di bombardamenti aerei della Coalizione internazionale.

Il tenente Muad Kasasbeah venne catturato il 24 dicembre e Is, dopo aver detto di averlo ucciso ai primi di gennaio, ultimamente aveva chiesto la liberazione della terrorista qaedista Rajada al Rishavi in cambio della vita del pilota. Amman era d’accordo ma voleva prima la prova che fosse vivo.

Le autorità giordane, confermando la notizia della morte del pilota, chiariscono che era già stato ucciso il 3 gennaio. E annunciano che l’aspirante kamikaze Sajida al-Rishawi e altri 5 terroristi in carcere in Giordania saranno uccisi entro poche ore. Amman aveva annunciato che, in caso in morte dell’ostaggio, sarebbe scattata la rappresaglia.

Nel video l’Is pone una taglia su oltre 50 piloti giordani che, secondo i jihadisti, partecipano ai raid della Coalizione internazionale anti-Isis. E pubblica la lista dettagliata delle loro generalità, dei gradi militari e delle località da cui vengono.

La macrabra uccisione segue di pochi giorni la decapitazione del giornalista giapponese Kenji Goto. Ora nelle mani dei jihadisti resta l’ostaggio americano, una 26enne operatrice umanitaria, rapita in Siria nel 2013 e per la quale i jihadisti sunniti dello Stato islamico, nell’agosto scorso, chiesero un riscatto di 6,6 milioni di dollari. Obama ha dichiarato: faremo di tutto per liberarla.

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