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«SERVIRE I DEBOLI NON È MORALISMO MA SCELTA POLITICA»

Due anni fa moriva il cardinale Martini, dal 1979 al 2002 alla guida della Diocesi ambrosiana che in uno dei suoi ultimi discorsi esortava la città di Milano a non chiudersi in se stessa. Il cardinale Scola celebra una Messa di suffragio in Duomo e la Fondazione a lui intitolata pubblica un ebook a firma di mons. Bruno Forte.

Il segno profetico e di speranza lasciato alla coscienza della città di Milano, e non solo, dal cardinale Martini lo si è visto in occasione della sua morte, il 31 agosto del 2012, con il grande affetto tributatogli da credenti e laici durante i giorni dell’addio nel Duomo di Milano. Un affetto che continua anche oggi attraverso l’incessante pellegrinaggio quotidiano sulla sua tomba.
Il secondo anniversario della scomparsa del cardinale Martini coincide anche con i 70 anni del suo ingresso nella Compagnia di Gesù, quando aveva poco più di 17 anni e aveva appena conseguito la maturità da privatista al liceo D’Azeglio di Torino. Per ricordare la sua figura di pastore che ha guidato la Diocesi ambrosiana dal 1979 al 2002, il cardinale Angelo Scola celebra una Messa di suffragio durante la quale indossa la mitra e il pastorale che Martini utilizzava e che volle lasciare in dono proprio al Duomo.

«Il suo insegnamento, riletto ora», spiegò Scola un anno fa, nel primo anniversario della morte del predecessore sulla cattedra di Ambrogio, «esprime bene il centro della sua personalità, della sua testimonianza, della sua azione pastorale, della sua passione civile, dell’indomito tentativo di indagare gli interrogativi brucianti dell’uomo di oggi. Per questo la ricca complessità della sua persona e del suo insegnamento continuano a interrogare uomini e donne di ogni condizione».

Significativo, e di straordinaria attualità, anche il suo Discorso del 2002, uno degli ultimi, al Comune di Milano durante il quale invitava a porsi dalla parte dei più deboli non per un afflato moralistico ma per una precisa scelta politica: «È inutile illudersi», spiegò il cardinale, «la storia insegna che quasi mai è stato il pane ad andare verso i poveri ma i poveri ad andare dove c’è il pane. “Scegliersi l’ospite è un avvilire l’ospitalità”, diceva Sant’Ambrogio […]. Il magnanimo ospitante non teme il diverso, perché è forte della propria identità. Il vero problema è che le nostre città, al di là delle accelerazioni indotte da fatti contingenti, non sono più sicure della propria identità e del proprio ruolo umanizzatore, e scambiano questa loro insicurezza di fondo con un’insicurezza di importazione».
E proseguiva: «E invece il tarlo è già in esse; ed è qui che lo si deve combattere con lucidità, vedendo la città come opportunità e non solo come difficoltà […]. Parrebbe a volte che la città abbia paura dei più deboli e che la politica urbana tenda a ricercare la tranquillità mediante la tutela della potenza. Non è la lezione di Ambrogio, per il quale la politica è eminentemente a servizio dei più deboli. Questo non è un invito vagamente moralistico, ma ha efficacia politica».

Ecco perché attorno alla figura di Martini fioriscono testimonianze e iniziative di studio, riflessione e preghiera. La Fondazione a lui dedicata – nata per iniziativa della Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù con la partecipazione dell’Arcidiocesi di Milano – propone un ebook gratuito con un ritratto a firma di monsignor Bruno Forte, dal titolo Fedele alla storia, fedele all’Eterno, e un articolo di Matteo Crimella intitolato Comunicare il Vangelo: il respiro di Carlo Maria Martini.
I contributi sono scaricabili gratuitamente dai siti www.fondazionecarlomariamartini.it ewww.aggiornamentisociali.it.

Inoltre, è stata resa nota la Giuria del premio “Carlo Maria Martini International Award” giunto alla II edizione. Si tratta di Gianantonio Borgonovo, Ferruccio De Bortoli, Pietro Bovati SJ, Lucia Capuzzi, Jean-Paul Hernandez, Giuseppe Laras, Vittoria Prisciandaro, Pierangelo Sequeri (presidente), Roberto Vignolo, Virginio Pontiggia (segretario). Tre le novità della seconda edizione l’ampliamento della dimensione internazionale (con l’ammissione di quattro lingue: italiano, francese, inglese e spagnolo), l’introduzione di una terza sezione dedicata a esperienze e progetti pastorali, la scelta di riservare il premio a opere inedite.

MARTINI CARLO MARIA CARDINALE