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Se il latino vive una seconda giovinezza nelle scuole tedesche

Il latino sta vivendo una rinascita nelle scuole tedesche, dove sempre più studenti chiedono di impararlo. In un articolo in prima pagina dal titolo “Lingua latina vivit”, il quotidiano Sueddeutsche Zeitung riporta alcuni dati resi noti dall’Istituto nazionale di statistica, secondo cui, nell’anno scolastico appena iniziato, un terzo degli studenti dei licei studia il latino, mentre in tutte le scuole nel loro complesso sono 800mila gli studenti che sudano sui banchi per poter leggere Orazio nella lingua originale. Non solo, con il 10% del totale degli studenti che lo scelgono, il latino è ormai al terzo posto nella graduatoria degli idiomi insegnati, dietro l’inglese ed il francese, ma davanti allo spagnolo, studiato appena dal 4%.

Sui motivi di questo rinato interesse, a partire dall’anno 2000, si discute. C’è chi cita l’effetto trainante degli incantesimi in latino di Harry Potter, ipotesi bizzarra e suggestiva, già tirata fuori alcuni anni fa negli Stati Uniti. Per Bernhard Zimmermann, presidente dell’associazione dei filologi tedeschi, il merito è piuttosto dell’ammodernamento della didattica, che ha reso più accattivante l’approccio a una lingua morta e, per gli studenti, troppo spesso noiosa. Per Klaus Hurrelmann, ricercatore di scienze didattiche, dietro al fenomeno ci sarebbe anche una nuova consapevolezza, nelle famiglie della borghesia tedesca, del valore aggiunto dal punto di vista culturale di questo insegnamento.

Fatto sta che il latino – e in un Paese che linguisticamente ha certo meno “orecchio” nei suoi confronti rispetto ai Paesi appunto neolatini – gode di buona salute. Basta anche dare una semplice occhiata al mercato editoriale, alla ricca offerta di dizionari, manuali e corsi per imparare il latino autonomamente. Così come non stupisce che proprio a Münster, a metà agosto, si siano dati appuntamento circa 300 latinisti da tutto il mondo per un importante weekend di studio.

avvenire.it