Scuole innovative in aree spopolate per rilancio territori

“Proporremo, insieme ad altri parlamentari, la costituzione di un intergruppo parlamentare per sostenere la Strategia nazionale per le aree interne, ridurre i tempi dell’iter dei progetti e aumentare le risorse per contrastare lo spopolamento di questi territori”. La proposta viene da Filippo Perconti, deputato del M5S che oggi ha partecipato all’incontro “Rimuovere ostacoli a scuole nuove nelle aree interne”. 

L’evento è stato organizzato a Roma da Cittadinanzattiva e Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) con la partecipazione di Snai – Strategia Nazionale per le aree interne, nell’ambito della terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Scuole nuove ma soprattutto innovative nella didattica, nell’utilizzo di nuove tecnologie, nella riformulazione degli spazi, nel rapporto con il territorio e le comunità di riferimento. Sono le esperienze condotte nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne portate all’incontro di oggi da sindaci e coordinatori tecnici di Abruzzo, Sardegna, Emilia Romagna, Piemonte e Calabria. Il cambiamento e il rilancio delle aree interne passa necessariamente per la realizzazione in tali aree di un’offerta di istruzione di qualità che divenga orgoglio per i ragazzi e le ragazze di questi territori. Vuol dire sostituire nuove scuole a plessi scolastici dispersi e obsoleti, assicurare a studenti e studentesse una massa critica che consenta loro un’adeguata socializzazione, adattare gli indirizzi alle effettive opportunità di lavoro di quelle aree. In 6 delle 72 aree-progetto della Snai, cittadini, insegnanti e sindaci hanno trovato coraggio e forza per unificare l’istruzione in poli scolastici di qualità. 

La strategia per il Basso Sandro-Trigno, in Abruzzo, prevede la realizzazione di un nuovo plesso scolastico riferimento per 6 comuni caratterizzato da una didattica inclusiva, innovativa, ispirata alle caratteristiche del territorio e soprattutto aperto alla comunità. Nell’area interna dell’Appennino emiliano, invece, si è puntato alla creazione del micronido che ha riportato tante famiglie dal fondo valle. Nell’arroccata valle Maira e Grana, in Piemonte, cittadini, insegnanti e sindaci avuto il coraggio di portare il nuovo plesso scolastico a Prazzo, in alta valle, prevedendo anche una sezione dell’infanzia e, fiore all’occhiello, una foresteria per ospitare studenti e docenti “fuori sede”. Nell’area del Gennargentu-Mandrolisai, in Sardegna, si è puntato a un polo scolastico unico, si è deciso di investire sul sistema di trasporto locale per consentire anche a chi viene da altri paesi di raggiungere i 5 istituti superiori e nello stesso tempo farli diventare un’eccellenza, puntando sull’innovazione della didattica, sia nella strumentazione che negli spazi, e in una offerta formativa focalizzata sulla vocazione turistica e agro-alimentare della zona. Previsti incentivi economici per i docenti. In Calabria, nella Grecanica, in pieno Aspromonte, è stato adeguato sismicamente un grande istituto scolastico non utilizzato, e con l’impegno degli 11 Comuni della zona, e si è puntato alla Smart school, un modello di scuola innovativa e molto vicina alle tradizioni linguistiche e culturali della zona. (ANSA).

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