Scuola. Maturità, torna la traccia di storia. E scompaiono le “buste” degli orali

Il ministro Fioramonti ha firmato una circolare che cambia l’esame di Stato già a partire dal 2020

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Torna il tema di storia all’esame di maturità e spariscono le buste per l’orale, sperimentate per la prima volta l’anno scorso e che si sono rivelate fonte di ansia per gli studenti. L’esame di Stato cambia ancora volto, anche se l’impianto generale resta lo stesso, come assicura il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

Già un mese fa Fioramonti aveva annunciato con un post su Facebook la sua intenzione di ripristinare il tema di storia, la cui cancellazione aveva provocato un mare di polemiche, come “primo passo di un percorso per rafforzare lo studio di questa disciplina nelle scuole di ogni ordine e grado”. Ma ora è passato dalle parole ai fatti, mettendo nero su bianco questa sua volontà in una circolare, che abolisce anche le buste.

Vengono così cassate le due novità introdotte dal suo predecessore, il leghista Marco Bussetti, e che avevano suscitato tante perplessità. A far discutere era stata soprattutto l’eliminazione del tema di storia. Erano stati tanti gli appelli per reintrodurlo firmati da storici, intellettuali, opinionisti. A spendersi per questa battaglia era stata anche la senatrice a vita Liliana Segre. Tutto inutile, perché da parte di Bussetti non ci fu nessun dietrofront.

Le novità sono state annunciate da Fioramonti in una videochat conSkuola.net, il portale per gli studenti. Poche le parole pronunciate dal ministro sul ritorno della storia all’esame di Stato: “Ho voluto ascoltare la voce dei docenti” e il tema storico tornerà “nella prima prova scritta della Maturità, sarà nella seconda tipologia di tracce, obbligatoriamente come una delle opzioni”.

Il titolare dell’Istruzione si è soffermato invece soprattutto sulla seconda innovazione, l’abolizione delle buste per l’avvio dell’esame orale, un sistema giudicato simile a una “roulette” e fonte di “nervosismo” per gli studenti. La Commissione esaminatrice, ha spiegato “manterrà una serie di materiali che serviranno a far partire l’esame. Ma, anziché sorteggiarli come in una lotteria si sapranno prima quali saranno gli argomenti scelti. Che verranno proposti agli studenti per far iniziare l’orale. Quei materiali saranno a disposizione degli studenti prima dell’inizio dei colloqui”.

Chiari gli obiettivi: “Non vogliamo che l’esame di Stato sia un motivo di stress. Questo non fa bene a nessuno. Gli studenti devono andare all’esame fieri della propria preparazione. Non vogliamo trabocchetti”. E togliendo di mezzo questo sistema “ci sarà un sistema più trasparente, che rasserena la commissione e mette lo studente a proprio agio”. Insomma “non voglio che l’esame di Stato diventi una corsa al massacro. Gli studenti – ha insistito Fioramonti – devono sapere che l’unica cosa che serve è la preparazione”.

Saranno queste le sole due modifiche all’esame di Stato. “Non ci saranno altri cambiamenti alla maturità”, ha assicurato il responsabile della Scuola, spiegando che “il decreto ufficiale con le materie e quant’altro uscirà come sempre a inizio anno”. “La mia idea di scuola è quella di non cambiare ma di mantenere. Evitiamo che ogni ministro che si siede al ministero cambi qualcosa”.

Intanto è stato approvato in Commissione alla Camera il decreto Scuola, che lunedì approderà all’esame dell’Aula. Soddisfatta tutta la maggioranza per i miglioramenti apportati e che consentiranno con l’espletamento di due concorsi di arrivare a 48mila nuove assunzioni.”Spero in un rapido corso anche al Senato. Prima portiamo a casa il testo, prima bandiamo i nuovi concorsi che la scuola aspetta e di cui ha bisogno”, ha detto la sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina. Esulta anche Forza Italia per l’approvazione di un suo emendamento che permetterà ai docenti di acquisire competenza digitali con corsi di formazione ad hoc. 

Avvenire

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