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Scuola. Maturità 2020, come cambia la commissione

Avvenire
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha firmato l’ordinanza sulla composizione della commissione per l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione. La commissione sarà formata da sei membri interni e dal presidente esterno. I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe, che si potranno riunire anche “a distanza. Nella composizione della commissione, precisano dal Ministero, si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.

«Sarà una Maturità seria»

«Gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico – spiega la ministra Azzolina-. Vogliamo un Esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto».

I presidi: «Così valutazione più equa»

Anche secondo l’Associazione nazionale presidi, la nuova composizione della commissione d’esame «garantisce – sottolinea l’Anp – data l’eccezionalità della situazione, una valutazione finale più aderente ai risultati conseguiti e all’impegno dimostrato dagli studenti».

D-day il 18 maggio

Non ancora definito, invece, il programma della Maturità 2020. La data che i 500mila candidati, tutti ammessi d’ufficio, hanno cerchiato in rosso sul calendario è il 18 maggio. Se entro quel giorno si dovesse tornare in classe – ipotesi, al momento, molto remota e praticamente esclusa dalla stessa Azzolina, che comunque non ha ancora firmato nessun atto ufficiale – l’esame sarà svolto in modo “tradizionale”. Unica differenza, la seconda prova scritta, quella d’indirizzo, che sarà predisposta non a livello nazionale, ma dalle singole commissioni. Se, invece, non si rientrasse a scuola entro il 18 maggio – ipotesi ad ora più accreditata – l’Esame sarà soltanto orale e si svolgerà attraverso un colloquio “rafforzato” della durata di circa un’ora. Ancora da stabilire se online, con i candidati e anche i professori ciascuno a casa propria, oppure in presenza. In questo caso, per mantenere il necessario “distanziamento sociale”, i candidati saranno convocati a scuola in piccoli gruppi. Per la scelta di uno dei due scenari, si attende, però, un atto formale del Ministero.

Nel 2019 si è diplomato il 99% dei candidati

In attesa di definire il programma della Maturità 2020, il Ministero ha diffuso i dati dell’Esame di Stato 2019, il primo sostenuto con la nuova normativa. Confermato un lieve aumento degli studenti ammessi alle prove (il 96,1% degli scrutinati, rispetto al 96% del 2017/2018) e dei diplomati totali, il 99,7% rispetto al 99,6% dell’anno scolastico precedente. Secondo i dati diffusi da viale Trastevere, continua ad aumentare la percentuale di candidati che conseguono il diploma con lode e diminuiscono i voti più bassi. I 100 e lode sono stati nel 2019 l’1,5% (erano l’1,3% l’anno precedente). I 100 sono stati il 5,6% (nel 2017/2018 erano il 5,7%). I voti fra 91 e 99 sono saliti dal 9 al 9,7%. Gli 81-90 sono scesi al 16% (erano il 19,6%). I voti 71-80 sono, secondo i dati pubblicati, il 28,7% (erano il 28,9% nel 2017/2018). I 61-70 salgono dal 27,7% al 31,4%. I diplomati con il minimo dei voti, 60, sono diminuiti dal 7,8% al 7%. In media gli studenti si sono diplomati con un voto finale pari a 73,3