Crea sito

Scuola. Disabili, integrazione a ostacoli

Sono in costante aumento gli alunni disabili nelle scuole elementari e medie inferiori: 156mila, pari al 3,4% del totale degli studenti. Secondo l’Istat, che oggi ha diffuso la rilevazione relativa all’anno scolastico 2015-2016, nella primaria i bambini disabili sono 88.281, pari al 3,1% del totale (erano il 2,1% nel 2001-2002), mentre nella secondaria di primo grado sono 67.690, il 3,9% del totale (erano il 2,6%). Le problematiche più diffuse riguardano la disabilità intellettiva (42,5% dei disabili della primaria e il 50,3% di quelli delle medie inferiori), seguita dai disturbi dello sviluppo e del linguaggio (24,9% alla primaria e 21,8% alla secondaria di primo grado). Complessivamente, gli insegnanti di sostegno sono oltre 82mila, 3mila in più rispetto all’anno scolastico precedente, circa uno ogni due alunni con disabilità.

Continuità didattica? Per tanti è ancora un miraggio

Se, dunque, a livello nazionale, il rapporto docente di sostegno-alunno disabile è addirittura minore di quello previsto dalla legge 244/2007 (due studenti ogni insegnante), con 1,6 alunni ogni docente alla primaria e 1,7 alle medie inferiori, il grosso problema, che preoccupa le famiglie, è quello della continuità didattica che, per troppi ragazzi, è ancora un miraggio. Come rilevato dall’Istat, infatti, il 16% degli alunni disabili alle elementari e il 19% di quelli delle medie ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell’anno. Addirittura il 42% degli allievi della primaria e il 36% degli studenti delle superiori ha cambiato insegnante di sostegno ogni anno.

Le famiglie ricorrono ai tribunali

Per vedere riconosciuto il diritto allo studio per i propri figli, tante famiglie sono così costrette a rivolgersi ai Tribunali. Circa l’8% delle famiglie di alunni della scuola primaria e il 5% della secondaria ha presentato negli anni un ricorso per ottenere l’aumento delle ore di sostegno. Questo problema è ancora più grave nel Mezzogiorno, dove il numero di famiglie che ha presentato ricorso è circa il doppio di quelle del Nord, per entrambi gli ordini di scuola.

Niente gita di classe

La mancata copertura di tutte le ore di sostegno, oltre all’annoso problema degli Assistenti educativi e culturali (Aec), rimasti nel limbo della “soppressione” delle Province, si ripercuotono negativamente sulla vita scolastica degli alunni disabili. Per loro è complicato persino partecipare a momenti di aggregazione, al di fuori della scuola, come le gite d’istruzione. Secondo il report dell’Istat, in media il 10% degli alunni disabili non partecipa alle uscite didattiche senza pernottamento organizzate dalla scuola, proprio per la mancanza di insegnanti di sostegno. Se poi l’uscita prevede anche il pernottamento, il 20% dei disabili delle elementari non partecipa, mentre alle medie il dato si attesta intorno all’8%.

Buone pratiche da diffondere

Nonostante le molteplici difficoltà, non mancano esempi di buona integrazione scolastica messi in atto da singoli istituti, che però possono essere diffusi e replicati sui territori. Queste buone pratiche sono raccolte dall’Associazione italiana persone Down, che ha aperto un’apposita sezione del proprio sito istituzionale per raccontarle. «Si tratta di buoni esempi di inclusione scolastica – spiegano all’Aipd – di esperienze positive, di progetti che hanno funzionato nel proprio contesto, di modalità di lavoro concrete che possano essere d’aiuto per porre attenzione non solo alla programmazione didattica, ma anche a tutte le altre attività scolastiche che promuovono il piano educativo individualizzato come progetto globale di vita».

avvenire