Scuola. Al via la nuova Maturità: debutta la prova “mista”

Comincia mercoledì l’Esame di Stato per mezzo milione di studenti, giovedì è in programma il secondo scritto. Più peso all’ultimo triennio, che varrà fino a 40 punti

(Ansa)

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Notte prima degli esami per mezzo milione di studenti, che domani saranno chiamati a sostenere la prima prova della Maturità 2019. Molte le novità che attendono i 520.263 candidati (con un tasso di ammissione del 96,3%), a partire dall’eliminazione della terza prova scritta, dalla seconda prova “mista” (in programma giovedì) e dall’introduzione della terna di buste per la scelta dell’argomento che servirà da spunto per l’orale. Per poter essere ammessi all’esame bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte-ore previsto, avere il “6” in ciascuna disciplina e avere la “sufficienza” nel comportamento. Da quest’anno, invece, non sono più requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale Invalsi, né lo svolgimento delle ore di alternanza scuola-lavoro, sulla quale ciascun candidato sarà chiamato a produrre una relazione.

Sette tracce per un tema

La prima prova, quella di Italiano, prevede che i candidati producano un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (anziché le quattro della vecchia Maturità), in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Le tre tipologie riguarderanno: analisi del testo (due tracce), analisi e produzione di un testo argomentativo (tre tracce) e riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche d’attualità (due tracce). La password per l’apertura del plico telematico sarà pubblicata sul sito del Miur alle 8,30 di domani.

La prova mista

Tra le grandi novità di questo Esame di Stato, c’è, appunto, la seconda prova mista, in program- ma giovedì, che riguarderà, quindi più discipline caratterizzanti i diversi indirizzi di studi. Fanno eccezione gli indirizzi con una sola materia d’indirizzo. In particolare, ci saranno Latino e Greco al Liceo classico, Matematica e Fisica allo Scientifico, Scienze Umane e Diritto ed Economia politica al Liceo delle Scienze umane, Discipline turistiche e aziendali e Inglese all’Istituto tecnico per il turismo, Informativa e Sistemi e reti all’Istituto tecnico indirizzo Informatica, Scienze degli alimenti e Laboratorio di servizi enogastrostronomici all’Istituto professionale per i servizi di enogastronomia. Per aiutare gli studenti a familiarizzare con la novità, a febbraio e aprile sono state effettuate delle simulazioni nazionali e i testi delle prove sono stati pubblicati sul sito del Miur.

Tre buste per l’orale

Abolita la tesina, l’esame orale vedrà il debutto delle buste. Predisposte dalle stesse Commissioni d’esame, saranno pari al numero dei candidati più due. In questo modo, ciascun maturando avrà la possibilità di scegliere tra una terna di buste. Nelle buste ci saranno materiali che forniranno uno spunto per l’avvio del colloquio. Un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta da libri, un articolo di giornale, una tabella con dei dati da commentare, un grafico, uno spunto progettuale, una situazione problematica da affrontare: sono tutti esempi di ciò che le Commissioni potranno scegliere per introdurre un percorso integrato e trasversale che permetta di affrontare lo specifico contenuto delle discipline. Una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”, sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti.

Più peso al triennio

Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi, ma da quest’anno sarà attribuito un peso maggiore al credito maturato nell’ultimo triennio, che varrà fino a un massimo di 40 punti (anziché i 25 previsti prima della riforma). Per chi sosterrà l’esame quest’anno, testando quindi anche questa novità, il credito già maturato per il terzo e il quarto anno, sarà convertito in base alle nuove tabelle stabilite dal Ministero. Gli altri 60 punti saranno distribuiti in egual misura tra le prove scritte (20 punti a prova) e l’orale (ulteriori 20 punti).

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