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Sbagli riconosciuti e certezze in bilico

Claudio Sabelli Fioretti (“Io donna”, 10/8, p. 75): «Questo Papa è eccezionale»! All’interno pensieri disinvolti: «All’inizio mi aveva lasciato un po’ perplesso… Sbagliavo. E anche quel volersi chiamare Francesco mi appariva presuntuoso… Sbagliavo. Andare nella città delle favelas a predicare non la prudenza o la cristiana rassegnazione, ma l’impegno è stato un atto di favoloso coraggio… è un Papa che rischia, che non si accontenta… Ha detto di andare controcorrente. Ogni giorno che passa sorprende». Sbagliava due volte, Sabelli Fioretti. Si è corretto, ma continua: «Io non credo in Dio (e tanto per chiarire nemmeno che sia esistito Gesù Cristo)». Va bene, ma sicuro che non sia la terza volta? Talora certe sicurezze atee o antireligiose paiono davvero fragili. Di recente grande spazio a questa: «Gli intelligenti sono atei. Lo dicono 90 anni di studi» (Caterina Soffici, sul “Fatto”, 14/8, p. 17) con sommarietto ironico: «Oppio dei popoli (stupidi)». Pare cascarci anche, ma con umorismo che la sa lunga, più divertito che convinto, Piergiorgio Odifreddi (“Repubblica”, 25/8, p. 45): «Religione e intelligenza: una relazione pericolosa». Beh! Stessi giorni, 20 anni dalla morte e 100 dalla nascita, molti ricordi per Bruno Pontecorvo, fisico atomico di fama mondiale, sicuro Nobel se non fosse fuggito in Urss: presto grandi celebrazioni a Roma e Pisa… Per lui sul “Domenicale” del “Sole (18/8, p. 29) Giorgio Salvini e Umberto Bottazzini, e su “Repubblica” (25/8, pp. 36 e 37 intere) una Miriam Mafai amica e partecipe, ma sul “Corsera” (“La Lettura”, 18/8, p. 7) il grande fisico Ugo Amaldi racconta: «l’ultima volta che lo andai a trovare… vidi sul tavolo una Bibbia aperta. Gli chiesi perché. Mi rispose con semplicità: “Ogni giorno è la mia lettura”»! Davvero per essere più intelligenti è necessario non credere?

avvenire.it

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