Crea sito

Ricordato in Santa Teresa don Gariselli nel segno dell’amicizia

gariselli_ritratto

L’amicizia, che si prolunga anche oltre la morte, è stata il filo conduttore della concelebrazione eucaristica con cui lunedì scorso, 17 dicembre, è stato ricordato il “dies natalis” di mons. Gariselli, vinto dalla malattia proprio un anno fa. Introducendo la Santa Messa i vescovi Adriano Caprioli e Luciano Monari hanno ribadito il profondo legame che lega ancora tanti a don Gianni e la chiesa di Santa Teresa, di cui è stato parroco per oltre due decenni, gremita di amici ne è stata prova. Mons. Caprioli ha ricordato l’affetto del sacerdote prematuramente scomparso per la sua casa “caro nido”; ne ha ricordato le tappe della malattia, del dolore, dei ricoveri e alla fine l’incontro con il Signore. Il vescovo Monari, commentando la genealogia di Gesù proposta nel Vangelo di Matteo, ha sottolineato come da Abramo a Giuseppe, lo sposo di Maria Madre del Messia, sia un succedersi di persone importanti e sconosciute, di sapienti e di “stupidi”, ma alla fine il disegno provvidenziale di Dio, sconosciuto all’uomo che fatica tanto a comprenderlo, ha portato il Salvatore. Questo vale anche per la vita di ognuno: c’è un disegno del Creatore, di cui il Vangelo invita a fidarsi.

Anche don Gianni ha compreso che Dio aveva chiaro un disegno su di lui. Dio entra nella storia degli uomini; il senso della vita non è la somma delle azioni, ma c’è in più l’infinito regalato da Dio: Gesù. Con i vescovo Luciano e Adriano hanno concelebrato i monsignori Gazzotti, Costi, Ruffini, don Casini, don Manfredini, con i diaconi Pelosi Bonini, Agosti, Grassi, Davolio.

Al termine della celebrazione è stato donato un libretto contenente dieci inedite poesie di don Gianni, alcune certamente scritte nei mesi della malattia “Non so da dove, non so perché / dolore e malattia siete arrivati / all’improvviso / a sconvolgermi la vita”. La risposta piena di fede è la seguente “Eppure, soltanto a Te affido la mia vita”. E ancora “Mi stai facendo a pezzi, mio Signore./ Perché?” I testi poetici si fanno preghiera: “Sole nascente, / luce del cammino, / guidami alla porta. / Casa del mio Dio”, “Ansioso aspetto un dì / che non conosca il suo tramonto”. La pubblicazione, promossa dall’UCID e realizzata dalla Tecnograf, è intitolata emblematicamente “Per un amico” e reca in copertina un ritratto all’acquerello di don Gianni opera di Anna Bertani (nella foto). Forte è la professione di fede nel Signore da parte di don Gianni “Sposo lieto la tua causa, Mio Signore. / Fede salda in un Vangelo. / Attesa ansiosa di una patria, / promessa Tua di un nuovo cielo”.

fonte: portaleirc.it