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RAVENNA FESTIVAL Riccardo Muti porta Verdi tra i terremotati dell’Emilia

Le Vie dell’amicizia quest’anno portano vicinissimo. Perché Ravenna festival per l’edizione 2013, la numero ventiquattro, fa rotta verso Mirandola. Riccardo Muti porta le note di Giuseppe Verdi tra le popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna. Di fronte agli edifici con ancora le ferite del sisma dello scorso maggio, il 4 luglio risuoneranno le melodie del compositore delle Roncole – siamo sempre in Emilia, a due passi da Parma – che Muti definisce «il più grande musicista italiano che tanto contribuì alla formazione dell’Italia stessa».

Dopo Gerusalemme e New York, dopo Damasco e Nairobi, il ponte di fratellanza in musica viene gettato in Italia. Perché, spiega Muti, «nell’anno del bicentenario della nascita di Verdi siamo felici di portare un concerto verdiano nelle zone terremotate dell’Emilia, accogliendo tra le fila dei ragazzi dell’Orchestra Cherubini e dell’Orchestra giovanile italiana i musicisti e i coristi delle zone colpite dal sisma che, oltre alle disgrazie cui hanno dovuto far fronte, hanno subito anche la perdita dei loro strumenti».

Il concerto di Mirandola sarà il cuore della prossima edizione del Ravenna festival che Cristina Mazzavillani, da sempre anima della rassegna, ha voluto dedicare a Alchimie popolari. “Una balera ai giardini”. Un lunghissimo cartellone che partirà il 23 maggio e proseguirà sino al 14 luglio dove Verdi starà accanto al liscio, espressioni, entrambe di una cultura popolare che getta qui le sue radici. Uno affidato a Muti, che il 13 luglio, con orchestra e coro dell’Opera di Roma, dirigerà il <+corsivo>Nabucco<+tondo> in forma di concerto. L’altro protagonista ai Giardini pubblici dove si rivivranno le atmosfere delle balere di paese con pomeriggi e serate danzanti, ma affidato anche all’Orchestra Cherubini in un viaggio a tempo di valzer da Strauss a Casadei.

Molte le esclusive per l’Italia, prima fra tutte la versione del coreografo inglese Matthew Bourne de La bella addormentata di Cajkovskij, dal 30 maggio al 2 giugno. E poi il 14 giugno il violoncello di Yo Yo Ma e il pianoforte di Marta Argerich impegnata, l’8 luglio, in un Tango project. Musica contemporanea con l’omaggio, nel decennale della scomparsa, a Luciano Berio e tanto jazz con Gianluigi Trovesi ed Enrico Rava.

Molta danza nel cartellone 2013, a cominciare dal Progetto Ric.Ci dedicato alla scena contemporanea italiana con coreografie di Virgilio Sieni, Fabrizio Monteverde ed Enzo Cosimi. L’ucraino Ivan Putrov il 21 giugno racconterà i grandi ruoli maschili del balletto in Man in motion, il 2 luglio Dada Masilo porterà dal Sudafrica la sua versione de Il lago dei cigni mentre il 6 luglio Sidi Larbi Cherkaoui sarà protagonista di Milonga.

Grande attenzione da sempre il festival la dedica alla musica sacra. E in linea con il tema del cartellone quest’anno si esplorerà il rapporto tra musica di tradizione popolare e musica colta. In San Vitale il 28 giugno arriva dall’Ungheria il Coro maschile Sant’Efrem mentre il 7 luglio l’ensemble Odhecaton e il coro di Santu Lussurgiu alterneranno brani della polifonia medievale e rinascimentale ad antiche melodie sarde. Il ciclo In templo Domini, che accompagna con la musica la celebrazione della messa domenicale, offre il 23 giugno in Sant’Apollinare Nuovo la <+corsivo>Missa criolla<+tondo> di Ramírez e il 30 giugno nella Basilica Metropolitana con il Coro della comunità nigeriana di Ravenna la Missa Luba che il francescano Guido Haazen ha composto nel 1958 rivestendo le parole latine della liturgia con le melodie della tradizione congolese.

Pierachille Dolfini – avvenire.it