Crea sito

Quid opus est gentibus Europae? Paucis sed optimis hominibus *con traduzione

Acerbissimas difficultates nostris temporibus Europaeas gentes pati liquide patet. Res oeconomicae funditus excutiuntur, civiles institutiones minus aptae esse videntur, insignis cultus humanitatis qui quodam tempore magnam fecit Europam oblivione obruitur, magistratus modo strepitantes modo tacentes quid agendum sit semper ambiguunt. Quo in discrimine versantes homines, magnis curis vexati, taetro afficiuntur angore.

Nihilominus spes fore ut res in melius vertant ab animis eripi nec potest nec debet quoadusque viri mulieres sint, quamquam perpauci, qui operam suam iugiter navent ut, quisque in sua provincia actionis, novam rationem aedificandae societatis ordinent atque redigant. Sunt pauci sed optimi homines quibus cordi est libertatem componendam esse cum veritate.
Qui inspirati a variis vel religiosis vel culturalibus opinionibus ad inviolabilem humanam dignitatem tuendam ad aequam iustitiam faciendam ad firmam pacem potiendam operantur.
Utinam stabile foedus sanciatur inter eiusmodi homines! Qui enim idonei habentur ad illum inaestimabilem thesaurum rursum accipiendum quem populi Europaei saeculis exactis auxerunt addiderunt cumulaverunt coniungentes concinne triplicem hereditatem receptam a Graecorum philosophia, a Christianorum praeceptis, a Romanorum iure. Quae autem hereditas accommodanda est nostrae aetatis adiunctis et postulationibus.

Hoc igitur nobis exoptandum est ut hae “minoritates creativae” quodammodo renovent opus quod praeclari homines patrarunt post atrocissimum alterum bellum saeculo elapso toto orbe terrarum confectum. Qui, maceriis materialibus moralibus iam tunc congestis, inter gentes Europaeas tam novum pepigerunt foedus ut Europam unitam condiderint, moti tantum nobilissimis rebus propositis quae procul dubio nunc restauranda esse videntur.

Ideoque Europae nostrae aetatis opus est quoque, quin potissimum, viris mulieribus qui, sua vitae  sanctitate, in animis spem reducant.
///
traduzione>
Di cosa bisogno i popoli europei? Le minoranze creative

È inequivocabilmente evidente: oggi i popoli europei attraversano una crisi molto grave. Il sistema economico è scosso dalle sue fondamenta, la società civile appare inadeguata, la cultura umanistica che un tempo rese grande l’Europa è in totale decadenza, la classe politica, talvolta ammalata di protagonismo talvolta latitante, non sa mai che cosa fare. La gente che si trova in questi gravi problemi, a causa delle preoccupazioni che non danno tregua, cade nella depressione e nell’angoscia.

Tuttavia non si può e non si deve perdere la speranza di un futuro migliore, fino a quando ci siano uomini, donne, che, pur in esigua minoranza, diano il proprio contributo, nei propri ambiti di azione, per creare un nuovo sistema di costruzione della società civile. Sono gruppi quantitativamente ridotti ma qualitativamente eccellenti che desiderano mettere insieme le esigenze della verità e le aspirazioni della libertà. Hanno diversa identità religiosa e culturale. Operano per tutelare l’inviolabilità della dignità umana, per perseguire equità e giustizia, per assicurare la stabilità della pace.

È auspicabile un’alleanza tra questi gruppi. Sono in grado di recuperare il ricchissimo tesoro che i popoli europei accumularono abbondantemente nel passato creando un’armoniosa sintesi del pensiero greco, della spiritualità cristiana, del diritto romano. Si tratta, comunque, di un’eredità da aggiornare alle circostanze e alle sfide del mondo attuale. È da sperare che queste “minoranze creative” sappiano rinnovare in qualche modo il prodigio che fu eseguito, alla fine della seconda guerra mondiale, da personalità di primo piano. Sulle macerie morali e materiali, quella generazione diede vita ad un patto inedito tra i popoli europei e nacque l’unione europea. Erano ispirati da ideali elevati che indubbiamente oggi devono essere rivissuti. In definitiva, l’Europa dei nostri giorni ha bisogno anche, e soprattutto, di uomini e donne che riaccendano la speranza con la purezza e l’integrità della loro vita.
tratto da avvenire