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Quel solito “verso”: indignato disinformato, sfortunatissimo

Nel suo “Il Sabato del villaggio” su “Repubblica (8/9, p. 26: «Povera Chiesa in povero Stato») Giovanni Valentini parte dalla scomparsa di «monsignor Martini». A proposito: quanti seguaci entusiasti di 6 (sei) parole del suo «estremo» difficilissimo colloquio – «Chiesa in ritardo di 200 anni» – hanno mai preso sul serio i milioni delle sue altre parole su Gesù, la Parola di Dio, lo Spirito Santo e su questa Chiesa per la quale il cardinal Martini ha speso tutta la sua vita? Forse una “Legione”! Al tempo: Valentini dunque, citando Domenico Fisichella, intellettuale non certo vicino alle posizioni di “Repubblica”, torna «a ripetere il verso» per il quale Chiesa e cattolici sono stati – e forse sono? – il grande ostacolo alla costruzione di una Italia unita e degna. Alla luce delle polemiche «su Ici e Imu» segue un discorso indignato sulle «proprietà della Chiesa», nel quale Valentini infila dentro tranquillo «scuole e ospedali». Nessun dubbio, per lui, che il «povero Stato» grazie a scuole e ospedali che formano e curano cittadini italiani senza differenze risparmi miliardi di euro! Disinformatissimo in cronaca e attualità! Ma anche sfortunatissimo in pagina. Stesso giorno, infatti, su “L’Osservatore Romano” – Sabino Caronia: «Alessandro Manzoni e il cattolicesimo cemento dell’unità d’Italia» – trovi un “verso” molto diverso da quello della “gallina del villaggio”, e anzi del tutto opposto con citazioni, oltre Manzoni, di Francesco de Sanctis, Jemolo, De Amicis, Vico, Rosmini e infine Gioberti, questi però contrastato da Manzoni, Balbo e D’Azeglio, proprio perché voleva l’unità d’Italia affidata politicamente al Papato.

a cura di Gianni Gennari / avvenire.it