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Prosegue la sfida educativa degli oratori, oltre 6 mila in Italia

In questo tempo d’estate alcuni luoghi diventano ancora più importanti e costituiscono insostituibili punti di riferimento per bambini e ragazzi. Si tratta degli oratori, che in Italia sono oltre 6 mila. La sfida educativa, scelta dalla Chiesa italiana per gli orientamenti pastorali del prossimo decennio, non può prescindere da una forte responsabilizzazione dei ragazzi, come sottolinea don Marco Mori, presidente del Forum oratori italiani, al microfono di Antonella Palermo

R. – Noi non possiamo rinunciare a testimoniare l’idea che si può crescere. Siamo in un periodo in cui la nostra cultura tende a "tener piccoli" tutti; in realtà crescere è bello e questo penso sia la cosa più importante che dobbiamo testimoniare nei prossimi anni. In un ambiente come quello dell’oratorio, serve alla fine per dire che crescere è possibile, che crescere fa bene all’altra persona, che si deve crescere insieme, perché nessuno può crescere da solo; la presenza all’interno dell’oratorio di tante età, di tante situazioni serve esattamente per questo. Per crescere si ha bisogno di tanti apporti e di tutto l’uomo: c’è la dimensione spirituale, che è necessaria, che fa crescere tutta la persona. C’è proprio la dimensione, ad esempio ludica, dello stare insieme, dell’incontrare gli altri. Io penso che questa sfida del crescere significhi andare un po’ controcorrente: mettere nelle persone la voglia proprio di giocare, di crescere, eccetera, significa fare un grande servizio educativo. Dal nostro punto di vista, l’oratorio è un ambiente strategico perché non è un’idea astratta. E’ concretamente la mia parrocchia che mi è vicina, mi aiuta, che mi fa vedere che crescere è possibile. D. – Insomma, da un lato tendere ad una fede adulta, matura, dall’altra parte conservare la semplicità del cuore, tipica dei più piccoli. E’ questo poi in sostanza il messaggio evangelico… R. – Occorre farlo insieme, nel senso che l’oratorio mette insieme sia i bambini sia gli adulti. Obbliga queste due categorie a parlarsi. E’ possibile incontrarsi a livello anche di generazioni diverse, prendendoci cura gli uni degli altri. Questa cosa ci permette esattamente di crescere e anche da un punto di vista nostro cristiano di incarnare il Vangelo, perché nessuno di noi è completo da solo. E’ possibile scoprire anche la cura che il Signore Gesù ha per ciascuno di noi. Questa dimensione concreta, penso che sia preservare il Vangelo da un punto di vista educativo anche nella nostra comunità.

radio vaticana