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Progetti di carità 8xmille: una firma che si fa servizio agli ultimi. Guarda i video

Nove video per cambiare prospettiva, scoprendo come ogni firma può rinnovare chi fa il bene e chi lo riceve. Tornano da oggi gli spot televisivi della Cei girati sui luoghi di alcuni degli interventi realizzati con l’8xmille alla Chiesa cattolica. Sette in Italia e due nei Paesi in via di sviluppo, quest’anno Colombia e Madagascar.

Al centro della campagna le esistenze cambiate dei volontari che si sono messi in gioco, aprendosi al Vangelo della misericordia senza restare chiusi in se stessi, e di chi grazie a loro ha provato a ripartire.

Oltre ai passaggi tv, i filmati – diretti da Stefano Palombi per l’agenzia Another Place – saranno sempre visibili online sul sito www.8xmille.it, a fianco del bilancio 8xmille Cei, annuale e con la sua serie storica. Un modo – insieme alla Mappa delle opere, continuamente aggiornata sulla cartina dell’Italia e disponibile sullo stesso sito – per rispondere con trasparenza dell’uso dei fondi assegnati dall’80,3% dei firmatari, e per coltivare la consapevolezza della partecipazione.

La Chiesa cattolica infatti ogni anno si affida alla libera scelta dei cittadini, da riconfermare anche nel 2016, per proseguire la sua opera di pastorale, provvedere al sostentamento dei sacerdoti diocesani e alla carità.
In evidenza sui media quest’anno, l’oratorio “diffuso” Centro storico ragazzi di Genova, in comune tra dieci parrocchie cittadine, che risponde 365 giorni l’anno all’emergenza educativa di circa ottanta ragazzi chi crescono nei caruggi con la mensa, il doposcuola, i campi sportivi e la formazione. Due le storie dal Bresciano: il piano occupazionale Caritas “Latte solidale” che dall’allevamento di asine e cavalle da latte per chi ha intolleranze alimentari ha creato 15 posti di lavoro. E, sempre a Brescia, il Rifugio Caritas per l’emergenza freddo, con quaranta persone accolte grazie a quattro operatori e 120 volontari, il 60% dei quali giovani. «Una palestra per i cercatori del cuore di Dio», ha commentato il direttore della Caritas diocesana, Giorgio Cotelli.

Quindi il centro diurno “Lodovico Pavoni” aperto nel quartiere di Tor Pignattara a Roma da padre Claudio Santoro. «È la famiglia di chi non ha famiglia – ha spiegato lui stesso, del presidio con doposcuola, distribuzione abiti e assistenza sanitaria gratuita –. I poveri sono la nostra ricchezza. E quando mi chiamano “padre”, questo mi mette sempre in una condizione di umiltà e di perdono, di fronte agli altri che aspettano da me qualcosa di più». Dunque uno spot mirato a ricordare anche come le firme sostengano i 36mila preti diocesani italiani, compresi 600 missionari all’estero.

Nei filmati anche Viterbo, con la mensa “Don Alceste Grandori” che, anche grazie al recupero delle eccedenze alimentari, ogni giorno serve pasti fino a sessanta persone. Quindi uno tra i sempre più numerosi Empori della carità che, anche grazie alle firme, la Chiesa italiana sta aprendo nelle diocesi: è quello di Perugia che offre spesa gratuita a famiglie e pensionati in difficoltà. Quindi la casa famiglia per persone con Hiv “Riario Sforza” di Napoli, una delle uniche due oggi esistenti in Campania, dove le suore Vincenziane, grazie alle firme, accompagnano anche al lavoro negli orti biologici chi oggi affronta una vita resa più lunga dai farmaci, ma sempre provata dalla discriminazione. Infine dalla Colombia il progetto occupazionale delle suore di Ibagué per riscattare le donne sfruttate nella prostituzione e la scuola “San Giovanni Battista” di Nosy Be, in Madagascar, Paese dove l’analfabetismo è tra il 30 e 50% e molti minori restano ancora esclusi dall’istruzione.

Per vedere tutti i video e conoscere tutte le storie, c’è il sito www.chiediloaloro.it