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Pregiudizio e malanimo: brutta “dama” in pagina

Su “Repubblica” (29/1, pp. 29-31: “I gay clandestini dell’Est. Omofobia, il nuovo muro che divide l’Europa”) Andrea Tarquini racconta da Berlino le “malefatte” della Chiesa, anzi delle Chiese negli ex Paesi dell’Est a partire dalla Polonia, ove «a troppi populisti conviene attizzare l’odio contro le minoranze», aggiungendo subito che «purtroppo la Chiesa cattolica, orfana di quel genio lungimirante e aperto al mondo che fu Karol Wojtyla, è spesso complice e ispiratrice dei veleni». A parte l’elogio di Giovanni Paolo II, postumo – molto postumo! – e che contraddice pagine e pagine che per anni su “Repubblica” descrivevano Karol Wojtyla nemico del progresso e di ogni libertà moderna, segue subito l’attacco al Parlamento antidemocratico che ha bocciato «tre disegni di legge» che a “Repubblica” piacevano. E già: chi non pensa come loro nega la democrazia! Segue altra… caramella al veleno per il patriarcato di Mosca. Poiché anche il patriarca Kirill è sulle posizioni della Chiesa polacca – le stesse di Giovanni Paolo II – segue commento livido: «Nemiche per secoli, le due Chiese si sono riconciliate contro i gay». Accusa falsa e vile: si tratta della convergenza in un giudizio morale espresso dalle due Chiese in armonia con la dottrina cristiana di secoli, e senza alcun disprezzo delle persone. È libertà pensarla diversamente da “Repubblica”? Sì, quanto quella di pensarla diversamente dai vescovi polacchi cattolici e dal patriarca ortodosso di Mosca. Invece no! Certi pulpiti mediatici si identificano con la verità, la libertà, la luce, il progresso e in altri vedono solo tenebre. Difficile far peggio. Pregiudizio e malanimo: dama perfetta in pagina.

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