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Politica e crisi: Rispetto! Salvo si tratti di Chiesa

Lupus dentato, a malincuore… «Siamo partiti incontrando Saviano e finiamo chiedendo i voti a Miccichè». Ieri (“Stampa”, p. 3) così tra virgolette Rosy Bindi, presidente del Pd. E sulla pagina precedente questo titolo: «No a cattolici ed ex magistrati», stavolta da parte del Pdl. Bell’incrocio, mi pare. Certe scelte paiono fatte col preciso obiettivo, non so quanto conscio, di allontanare chi è cattolico senza presunzione, pur con buona coscienza anche di peccatore bisognoso di umiltà, dal sentirsi interpellato da questa politica da ogni parte impantanata. E già. Saviano è noto anche – ambedue le cose già segnalate qui – per aver sostenuto seriamente che Benedetto XVI ha rinunciato per spostare i voti cattolici a favore della lista Monti nelle ultime elezioni, e per aver indicato su “L’Espresso” la fede cattolica come oscuro groviglio di “tabù” repressivi: una brillante chiaroveggenza sulla Chiesa degna di un premio speciale e ovviamente di una consultazione illustre in vista del Governo! Intanto leggo che in Sicilia è bastato un vocabolo volgare contro le donne parlamentari, in bocca all’assessore della cultura, per una punizione radicale: «Crocetta licenzia Battiato: le Istituzioni si rispettano» (ieri “Stampa”, p. 9, e anche “Repubblica”, p. 10, titolo a tutta pagina). E già: la cosa non vale se si tratta di Chiesa, e persino del Papa. Alla Regione Lazio hanno nominato l’assessora alla Cultura lo stesso giorno in cui sul “Fatto” aveva firmato un pezzo con una calunnia atroce, falsa e infondata, nei confronti del nuovo Vescovo di Roma. E nonostante sia dimostrato con le carte che la fonte era falsa e calunniosa non si è ancora sentito un alito di scuse. Le Istituzioni si rispettano? Dipende… Se si tratta comunque di cose e persone di Chiesa no, vero?

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