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Per essere testimoni con la vita

“Nel nome di san Francesco, vi dico: non ho né oro, né argento da darvi, ma qualcosa di molto più prezioso, il Vangelo di Gesù. Andate con coraggio!… Siate testimoni della fede con la vostra vita: portate Cristo nelle vostre case, annunciatelo tra i vostri amici, accoglietelo e servitelo nei poveri”.
È chiaro il messaggio lasciato da Papa Francesco ai giovani dell’Umbria, ma valido per i cristiani di tutto il mondo. Chiaro soprattutto perché è giunto al termine di una giornata vissuta all’insegna del ritorno alle origini di una Chiesa imbevuta della spiritualità di san Francesco.
Una Chiesa che cresce per l’attrazione della testimonianza del popolo di Dio, ha detto il Papa, che nulla ha a che fare con il proselitismo. Per questo è necessario uscire da se stessi e andare verso “le vere periferie esistenziali”.
Un discorso valido per tutti, persino per le monache contemplative chiamate a essere non tanto, o almeno non solo votate a “una vita ascetica, penitente” perché, ha detto “questa non è la strada di una suora di clausura cattolica, neppure cristiana”. Gesù deve essere “al centro della vostra vita – ha aggiunto – della vostra penitenza, della vostra vita comunitaria, della vostra preghiera e anche della universalità della preghiera”. Le suore di clausura “sono chiamate – ha concluso – ad avere grande umanità, un’umanità come quella della Madre Chiesa; umane, capire tutte le cose della vita, essere persone che sanno capire i problemi umani, che sanno perdonare, che sanno chiedere al Signore per le persone”.

(©L’Osservatore Romano 6 ottobre 2013)

 

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