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Papa: le teologhe possono rilevare certi aspetti inesplorati dell’insondabile mistero di Cristo

“La Chiesa riconosce l’indispensabile apporto della donna nella società, con una sensibilità, un’intuizione e certe capacità peculiari che sono solitamente più proprie delle donne che degli uomini…”. La necessaria attenzione alle “diverse manifestazioni della fede vissuta del popolo di Dio”. 

Città del Vaticano (AsiaNews) – La cresciuta presenza di donne nella Commissione teologica internazionale può servire a rilevare “aspetti inesplorati dell’insondabile mistero di Cristo”. L’ha evidenziato papa Francesco che questa mattina ha ricevuto i membri della Commissione teologica internazionale, in occasione della sessione plenaria.

Nel suo discorso il Papa ha posto l’accento su altri due caratteri della Commissione, l’internazionalità – “che riflette la cattolicità della Chiesa” – e la necessaria attenzione alle “diverse manifestazioni della fede vissuta del popolo di Dio”, perché “insieme a tutto il popolo cristiano, il teologo apre gli occhi e gli orecchi ai ‘segni dei tempi'”.

“La vostra missione – ha detto il Papa – è di servire la Chiesa, il che presuppone non solo competenze intellettuali, ma anche disposizioni spirituali. Tra queste ultime, vorrei attirare la vostra attenzione sull’importanza dell’ascolto”. “Il teologo – ha proseguito – è innanzitutto un credente che ascolta la Parola del Dio vivente e l’accoglie nel cuore e nella mente. Ma il teologo deve mettersi anche umilmente in ascolto di «ciò che lo Spirito dice alle Chiese»(Ap 2,7), attraverso le diverse manifestazioni della fede vissuta del popolo di Dio. Lo ha ricordato il recente documento della Commissione su “Il sensus fidei nella vita della Chiesa”. Infatti, insieme a tutto il popolo cristiano, il teologo apre gli occhi e gli orecchi ai ‘segni dei tempi’. È chiamato ad «ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio, perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 44)”.

“In questa luce, all’interno della sempre più diversificata composizione della Commissione, vorrei notare la significativa maggiore presenza delle donne; presenza che diventa invito a riflettere sul ruolo che le donne possono e devono avere nel campo della teologia. Infatti, «la Chiesa riconosce l’indispensabile apporto della donna nella società, con una sensibilità, un’intuizione e certe capacità peculiari che sono solitamente più proprie delle donne che degli uomini…Vedo con piacere come molte donne…offrono nuovi apporti alla riflessione teologica»(Esort. ap.Evangelii gaudium, 103). Così, in virtù del loro genio femminile, le teologhe possono rilevare, per il beneficio di tutti, certi aspetti inesplorati dell’insondabile mistero di Cristo «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza» (Col 2,3). Vi invito dunque a trarre il migliore profitto da questo apporto specifico delle donne all’intelligenza della fede”.

“Un’altra caratteristica della vostra Commissione è il suo carattere internazionale, che riflette la cattolicità della Chiesa. La diversità dei punti di vista deve arricchire la cattolicità senza nuocere all’unità. L’unità dei teologi cattolici nasce dal loro comune riferimento ad una sola fede in Cristo e si nutre della diversità dei doni dello Spirito Santo. A partire da questo fondamento e in un sano pluralismo, vari approcci teologici, sviluppatisi in contesti culturali differenti e con diversi metodi utilizzati, non possono ignorarsi a vicenda, ma nel dialogo teologico dovrebbero arricchirsi e correggersi reciprocamente. Il lavoro della vostra Commissione può essere una testimonianza di tale crescita”.