Papa Francesco: confessione non è “tortura” o “interrogatorio”, ma Dio Padre che “accoglie e perdona”

Fare il confessore “è un ministero tanto bello”. La riconciliazione “non è una sala di tortura né un interrogatorio. È il Padre che riceve, Dio Padre, Gesù, che riceve e accoglie questa persona e perdona”. Così papa Francesco, nella catechesi dell’udienza giubilare odierna, si è rivolto ai sacerdoti che compiono il ministero della riconciliazione chiedendo loro: “Per favore, non mettere ostacoli alle persone che vogliono riconciliarsi con Dio”. “Il confessore – ha ricordato – dev’essere un padre”, “deve accogliere le persone che vengono da lui per riconciliarsi con Dio e aiutarle nel cammino di questa riconciliazione che stanno facendo”.

sir

Precedente GMCS 2016 Media: Arezzo, al via l’11° Festival della comunicazione Successivo UNITÀ PASTORALE «SANTI CRISANTO E DARIA» CATTEDRALE – S. PROSPERO – S. TERESA –S. STEFANO – S. ZENONE Maggio 2016 nell’Anno Santo straordinario ROSARIO CORONA DI MISERICORDIA