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Papa annuncia viaggio in Terra santa

Tutto pronto nella Basilica di San Pietro dove alle 10 Papa Francesco celebrerà la messa nella solennità dell’Epifania, seguita alle 12 dall’Angelus. Appuntamento privato nel pomeriggio quando papa Francesco visiterà il presepe vivente allestito come ogni anno da circa 200 parrocchiani della chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori alla Giustiniana, periferia Nord della capitale. Era stato il parroco don Dario Criscuoli nei giorni scorsi ad invitare il Pontefice a visitare il presepe.Papa Francesco ha annunciato ieri durante l’Angelus nel giorno del 50esimo anniversario dello storico abbraccio a Gerusalemme tra Paolo VI e il patriarca Atenagora, il suo atteso viaggio in Terra Santa, che sarà dal 24 al 26 maggio prossimi e toccherà Giordania, Palestina e Israele, con tappe ad Amman, Betlemme e Gerusalemme. “Nel clima di gioia, tipico di questo tempo natalizio – ha detto il Papa ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, proprio mentre il cielo di schiariva dopo una violenta pioggia -, desidero annunciare che dal 24 al 26 maggio prossimo, a Dio piacendo, compirò un pellegrinaggio in terra Santa”.

“Scopo principale – ha proseguito, interrotto dall’applauso della folla – è commemorare lo storico incontro tra il papa Paolo VI e il patriarca Atenagora, che avvenne esattamente il 5gennaio, come oggi, di 50 anni fa”. Bergoglio ha annunciato che “le tappe saranno tre: Amman, Betlemme e Gerusalemme, tre giorni”. “Presso il Santo Sepolcro – ha aggiunto – celebreremo un incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme, insieme al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli”. Proprio Bartolomeo, a ridosso dell’elezione di Francesco, aveva invitato il nuovo Papa a recarsi con lui a Gerusalemme per commemorare l’incontro di 50 anni fa. A quell’invito sono seguiti gli altri del presidente israeliano Shimon Peres, di quello palestinese Abu Mazen, delle autorità cattoliche.

“Fin da ora vi domando di pregare per questo pellegrinaggio”, ha detto ancora il Pontefice, aggiungendo “a braccio”: “che sarà un pellegrinaggio di preghiera”. Evidente l’intenzione di dare al viaggio un’impronta prettamente spirituale e religiosa, con significati che riguardano principalmente, insieme alla visita del successore di Pietro nei luoghi dove visse Gesù, i rapporti ecumenici e con le altre fedi. Ma innegabile sarà il peso politico del viaggio, nel contesto degli ardui negoziati di pace tra israeliani e palestinesi, dei conflitti che insanguinano la regione, compreso quello in Siria, e anche in rapporto alle difficoltà vissute in tutta l’area dalle minoranze cristiane. Il programma del viaggio non è ancora stato pubblicato, ed è presumibile che sarà ancora limato, fino all’ultimo.

Lo stesso custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, nel riferire alla Radio Vaticana che ‘annuncio è stato accolto “con grande entusiasmo” dei cristiani locali e con campane a festa a Betlemme e a Gerusalemme, ha sottolineato che ora “cominceranno i preparativi, con tante discussioni sul protocollo”. Il viaggio ripercorrerà in parte le orme di quello, durato ugualmente tre giorni, di Paolo VI nel 1964, nell’epoca di rapporti travagliati in cui ancora non c’erano relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Israele.

avvenire.it