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Olimpiadi: ai Giochi di Rio anche la “nazionale” dei rifugiati. “Scarp de’ tenis” racconta il Refugee olympic team

“Dieci atleti, costretti a lasciare le loro case per sfuggire a guerre e povertà saranno in gara a Rio 2016”: lo scrive Ettore Sutti in un servizio che appare sulla nuova edizione di “Scarp de’ tenis”, mensile di strada della Caritas pubblicato oggi, dedicato al Rot (Refugee olympic team), “la squadra olimpica dei rifugiati che, per la prima volta nella storia, gareggerà in un’Olimpiade”. “Durante la cerimonia inaugurale allo stadio Maracana gli atleti del Rot sfileranno sotto la bandiera olimpica ed entreranno prima della squadra del Paese ospitante”. Tra i volti più noti della selezione c’è la siriana Yusra Mardini: “A vederla sembra una ragazzina di 18 anni come tante altre. Eppure – racconta Surri – lei è stata quella che, insieme ad altri, nell’agosto del 2015 si è tuffata dal barcone che stava affondando nelle acque del Mare Egeo con 20 migranti a bordo, e per tre ore lo ha trascinato fino a mettere tutti in salvo sulle coste dell’isola di Lesbo”. Ma oltre a questa vicenda, ormai nota, ci sono ad esempio quelle dei due judoka originari della Repubblica democratica del Congo: Yolande Mabika e Popole Misenga, un nuotatore siriano, Rami Anis, il maratoneta etiope Yonas Kinde, che oggi vive in Lussemburgo.
“Inviare una squadra di rifugiati ai Giochi di Rio – si legge in una nota dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) – significa mandare un messaggio di speranza per i rifugiati in tutto il mondo in un momento in cui il numero di persone costrette ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti e persecuzioni è senza precedenti”. La popolazione mondiale di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo, specifica la rivista Caritas, ha raggiunto la cifra record di 59,5 milioni alla fine del 2014 ed è in continuo aumento. “Gli atleti rifugiati avranno finalmente la possibilità di perseguire i loro sogni – ha dichiarato Filippo Grandi, Alto commissario Onu per i rifugiati –. La loro partecipazione alle Olimpiadi è un omaggio al coraggio e alla perseveranza di tutti i rifugiati nel superare le avversità e a costruire un futuro migliore”.

agensir