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Società \ Cultura e arte Nuovo film su Heidi: classico dell’800, che ancora appassiona

Arrivato nei cinema italiani per i giorni di Pasqua il film di Alain Gsponer “Heidi”, ispirato alle storie senza tempo della famosa bambina svizzera, che tutto il mondo conosce: dall’abbandono all’affetto di un nonno, Heidi rappresenta la ricerca di una famiglia e di un luogo dove poter realizzarsi ed essere felici.

(clip dal film)
Heidi: Ciao, io mi chiamo Heidi.
Nonno Almöhi a Peter: Oggi la porterai con te al pascolo, considera che lei non conosce la montagna.
Voce fuori campo: La storia di una bambina con un cuore grande
Heidi: Buon giorno capretta… buona notte caro nonno.

Tutti conoscono Heidi e il burbero nonno Almöhi, che vive lassù, nella sua baita sulle montagne svizzere. La ragazzina ha un cuore grande, si entusiasma per poco: il sole della mattina, la neve e i fiori della primavera, il latte e il formaggio, un’aquila che vola nel cielo. E accompagna il simpatico Peter, che porta le sue capre al pascolo. Ha un rapporto profondo e vivace con la natura che la circonda. Heidi assorbe la vita e la trasforma in gioia. Col nonno impareranno a conoscersi, si aiuteranno a vicenda, si perderanno e si ritroveranno.

Heidi ha segnato l’immaginazione di intere generazioni di bambini. Il successo definitivo arrivò nel 1974, quando anche il regista giapponese Miyazaki s’innamorò di lei, creando una delle più famose, seguite e applaudite serie televisive di animazione, il cui successo toccò tutto il mondo. Ma non si dovrebbe dimenticare che i due romanzi da cui le storie della ragazzina svizzera sono tratte, scritte da Johanna Spyr nella seconda metà dell’800 – e da allora tradotti in oltre 60 lingue -, sono diventati capisaldi della letteratura per l’infanzia. Certo le avventure e le ambientazioni – prima le vallate dei Grigioni, poi la caotica città di Francoforte nella quale Hiedi si sente triste e infelice – fanno ancora presa, come conferma il successo del film di Gsponer, che si è circondato di interpreti ideali, come la piccola Anuk Steffen e il nonno, il grande attore svizzero Bruno Ganz. E poi ci sono intorno a loro tutti i personaggi resi immortali: la zia Dete, la signorina Rottenmeier, nonna Sesemann e la dolce Klara. Che, contagiata dall’amicizia, dalla purezza e dalla generosità di Heidi, farà esperienza dell’amore, dell’accoglienza e anche di un piccolo miracolo.

radio vaticana