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Nigeria, scontri interreligiosi: otto morti

NAIROBI. È ritornata la paura in Nigeria, dove «almeno otto persone sono state uccise e 40 ferite nei nuovi scontri che oppongono la comunità cristiana a quella musulmana», ha confermato ieri Aliyu Musa, commissario di polizia dello stato di Taraba, nell’est del Paese. «Durante le violenze sono state anche bruciate sei moschee e una chiesa, nonché macchine e case», ha concluso con preoccupazione.
  Gruppi di giovani musulmani e cristiani si sono combattuti nella città di Wukari, nel nord-est dello stato, a causa della costruzione di una moschea in un’area contestata.
  Secondo i primi racconti, i cristiani si sono opposti a questa moschea cominciando a smantellarla, e in risposta i musulmani hanno iniziato a prendere di mira case e auto dei
loro «rivali». Sebbene lo stato di Taraba sia in prevalenza popolato da cristiani, si trova in una zona della Nigeria in cui i territori occupati dalle due comunità, il nord soprattutto islamico mentre il sud principalmente cristiano, s’intersecano provocando sempre più spesso gravi violenze. Questo tipo di scontri durano dall’inizio di quest’anno, e, lo scorso marzo, centinaia di civili musulmani e cristiani sono morti per le strade di Jos, capitale dello Stato centrale di Plateu. sarcastico il commento del minsitro Franco Frattini: «Vorrei vedere un comunicato del Comitato diritti umani dell’Onu sulla vicenda», riferendosi alle critiche ricevute dall’Italia sul decreto intercettazioni.

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