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Nave da crociera naufragata: decine mancano all’appello

È di tre morti e 67 di feriti il bilancio ufficiale, provvisorio, del naufragio della nave da crociera Costa Concordia avvenuto la scorsa notte nelle acque antistanti l’Isola del Giglio, in provincia di Grosseto. Secondo una prima ricostruzione, la nave avrebbe urtato uno scoglio che ne ha squarciato il fianco. A questo punto l’equipaggio l’avrebbe portata a incagliarsi in acque basse, con una profondità di circa 15-20 metri. A bordo in quel momento c’erano 4.234 passeggeri compresi mille membri dell’equipaggio. I passeggeri sono stati fatti salire sulle scialuppe di salvataggio ma quando la nave si è inclinata su un fianco alcuni sarebbero caduti o si sarebbero tuffati in acqua. Secondo l’ultimo dato fornito dall’armatore, sarebbero state rintracciate 4.169 persone: mancherebbero all’appello quindi 65 persone.

I morti sono due turisti francesi e un peruviano, membro dell’equipaggio.

I sommozzatori dei vigili del fuoco sono al lavoro per ispezionare le parti sommerse della nave anche alla ricerca di eventuali dispersi. La guardia costiera sta avviando accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del disastro. Intanto ci sono polemiche sui soccorsi: alcuni passeggeri hanno accusato ritardi e lentezze. Pronta la replica della Guardia Costiera: i soccorsi sono stati fatti “con efficacia e tempestività”.
Lo ha affermato il capitano di Fregata Filippo Marini: “Abbiamo inviato – ha detto – un imponente numero di
motovedette, elicotteri e sommozzatori. Le polemiche sui soccorsi fanno riferimento ai tempi di risposta a bordo”.

Costa Concordia stava effettuando una crociera nel Mediterraneo partita da Civitavecchia con scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma, Cagliari, Palermo.

POLEMICHE SULLA ROTTA
Doveva passare a 5 miglia dalla costa, secondo quanto prevedono le misure di sicurezza nel tratto interessato, la nave Costa Concordia. La nave invece, per motivi che dovranno essere appurati, sarebbe passata a solo 1 miglio dalla costa dell’isola toscana. La Capitaneria di porto in queste ore sta interrogando il comandante della Concordia per ricostruire le fasi dell’incidente e risalire alle cause. Ma il comandante della nave ha smentito queste informazioni, sostenendo che la nave Costa Concordia viaggiava su una rotta turistica consentita. Il comandante è stato sentito negli uffici della Capitaneria di porto dell’Isola del
Giglio. Tra le altre cose, avrebbe detto che la roccia non era segnalato nelle carte nautiche.

I FERITI
Sarebbero una quarantina le persone attualmente ricoverate negli ospedali di Grosseto, Orbetello e qualcuno a Tarquinia (Viterbo). Due sarebbero arrivati al pronto soccorso di Grosseto in condizioni gravi, uno con un trauma cranico e uno con un trauma spinale:il secondo è stato trasferito in elisoccorso a Le Scotte di Siena.
Il ferito con il trauma spinale sarebbe un cittadino del Bangladesh, portato subito in sala operatoria.

INCHIESTA PER NAUFRAGIO, DISASTRO E OMICIDIO COLPOSO
La Procura di Grosseto ha aperto un’inchiesta per naufragio, disastro e omicidio colposo.

ALLERTA AMBIENTE
Nelle cisterne della nave Concordia, ha spiegato il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, ci sono 2.380 tonnellate di gasolio.”È importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante, altrimenti l’isola del Giglio è condannata”: così il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano. “Il mio primo pensiero – aggiunge – va alle vittime e ai dispersi. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale”. Anche se i serbatoi di navi di questa stazza “sono ben protetti è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si dovrà provvedere a metterlo in sicurezza”.

avvenire.it