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Musica: "ROMANTICO ROCK SHOW", NUOVO CD DI GIANLUCA GRIGNANI

Il suo decimo disco, che presenta 11 canzoni inedite, è un vero e proprio inno alla vita. Quella del mondo, e anche la sua, fatta di una moglie amatissima e tre figli.

«Questo disco è maschio e si chiama Giosuè-Joshua. Sento che mi porterà fortuna perché dopo due bimbe cercavamo il fratellino, e lui è arrivato. Improvvisamente, proprio quando ero in sala di registrazione che, per fortuna, è dentro casa mia, sulle colline di San Colombano, tra Lodi e Piacenza, arriva una telefonata: "è maschio" e io ero già in macchina per raggiungere Francesca in clinica e tenere in braccio il secondo uomo di casa. Era il 21 settembre dell’anno scorso e io conclusi la registrazione in uno stato di grande euforia, con l’idea, impossibile, di far uscire l’album "accompagnato da un fiocco azzurro"».

Gianluca Grignani è fatto così: quando è felice diventa un fiume in piena che ti travolge di parole. Del resto ha sempre vissuto in fretta : nato a Milano il 7 aprile 1972, a 22 anni era già sul palcoscenico di Sanremo, tra i giovani, e si faceva notare con una canzone, La mia storia tra le dita che, ascoltata oggi, sembra una dichiarazione di intenti completamente realizzati.

Ma fu un anno dopo, nel 1995, che Gianluca esplose letteralmente con Destinazione paradiso, due milioni di dischi venduti subito, poi un altro milione in Europa che oggi sono diventati quasi quattro. Uno, a quel punto, di solito si mette tranquillo, segue il filone che gli ha dato il successo e passa dalla cassa a riscuotere.

Lui no: si avventura in La fabbrica di plastica, che per il mercato discografico, e soprattutto per i suoi fan, è un’autentica rivoluzione che non guarda al mercato ma in compenso fa felice Gianluca, che si diverte persino a creare una copertina a edizione limitata che viene realizzata con sfumature di colore differenti, rendendo ogni Cd una copia graficamente unica.

«Oggi però quel disco è stato riscoperto», ci tiene a informarmi Gianluca, «ed è ancora considerato un esperimento coraggioso. E, per di più vende anche… e più di allora».

Via, sempre di corsa, sempre alla ricerca di nuove emozioni, sino a quando si innamora di Francesca Dall’Olio, una bella ragazza bionda che, pur assecondandolo, si sforza di fargli fare una frenata ogni tanto. Si sposano il 7 settembre 2003, nel 2005 nasce Ginevra, la primogenita, e nel 2008 la raggiunge Giselle, fortemente cercata. E mentre la famiglia cresce Gianluca e Francesca si costruiscono una bella casa che sembra il ponte di comando di una nave da crociera, con un’enorme vetrata che dà sulla valle.

Poi la duplicano a Ponte di Legno dove Gianluca, sciatore passionale, diventa una specie di socio onorario dell’Adamello Ski, tanto che il video del suo nuovo disco è stato realizzato proprio lì, dove tutta la famiglia s’è trasferita per una lunga vacanza prima che lui cominci l’ennesimo tour. Intanto esce Romantico rock show, il suo decimo album, che propone, finalmente, dopo la cascata di dischi "cover", 11 canzoni inedite.

Ginevra è sulle piste a sciare, mamma tiene d’occhio la tribù e con Gianluca ci mettiamo a chiacchierare all’aperto, luogo per lui naturale, ma solo per lui. «È un disco sulla vita», mi spiega, «che comunque la guardi è uno show, uno spettacolo triste o felice, che ha sempre una fase romantica, ma che è anche rock. Perché ogni giorno ti regala uno stimolo, una novità, ma bisogna sapersi rassegnare perché le novità non sono sempre belle. Ascoltandolo ti rendi conto che c’è un filo conduttore, un rapporto di coppia visto all’interno, ma con l’attenzione a quel che succede nel mondo, che comunque ci riguarda e ci coinvolge tutti quanti».

C’è molta famiglia, comunque. O almeno così mi è parso…
«È vero, una canzone, Amica mia, è decisamente dedicata a Francesca, un’altra è una metafora della vita vista attraverso la storia di una coppia, ma poi ci sono pezzi della mia vita, che difficilmente si possono afferrare, a meno che non si faccia parte della nostra famiglia. Mio zio Dario, che è stato un po’ il mio secondo padre, è in coma dopo un improvviso arresto cardiaco e su questo momento tragico ho riflettuto, mi sono confrontato con quello che ho, capendo quanto sia importante vivere in serenità…».

C’è molta genialità, opportunamente sparsa in ognuno dei testi, che ti fa capire cosa intenda l’autore per Romantico rock show. In Un anno come un’ora c’è, sapientemente mimetizzata, la storia di quest’ultimo anno. Se ascolti con attenzione ci trovi il terremoto che ha colpito L’Aquila, il pianeta che sta morendo e nessun grande della Terra torna da una delle troppe inutili riunioni con un progetto. Solo buone intenzioni che, come si sa, sono quelle che lastricano le strade che portano all’inferno.

E c’è l’America di Obama, alla quale guardiamo sempre come alla potenza che tutto può e ci chiediamo cosa farà. Dalla storia di un anno sfogliata mese per mese si arriva al quotidiano, a quella vita di coppia che Gianluca ha voluto raccontare nel suo album.

Probabilmente non te lo ricordi, ma la prima volta che ci siamo incontrati, quando Destinazione paradiso ti aveva tolto persino il sonno e la tranquillità, mi hai detto: «Ho capito chi sono e ho smesso di cercarmi». Sei sempre della stessa opinione?
«Allora lo pensavo sul serio. Ero braccato dai media, forse mi prendevo anche troppo sul serio. Oggi la vita mi ha maturato, all’apparenza sembro estroverso, senza pensieri, ma dentro sono diverso, sento le responsabilità di avere una famiglia. Però, una confessione te la devo: oggi come ieri per me la musica viene prima di tutto. Rende la vita un romantico rock show, quello che ho cercato di raccontare a chi vorrà ascoltare il mio disco».

 

Gigi Vesigna – Famiglia Cristiana – n. 5/2010