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Miseriole, amici vari e un bell’“anticipo”

Miseriole e profezie… Ieri su “Pubblico” (p. 15) con pretese umoristiche «Se il Vaticano depenalizza il peccato di gola»: 4 colonne di banalità. Per fortuna anche da quelle parti c’è altro. A p. 17 infatti ecco “Gli amici di don Milani”: un colonnino sul bel libro di Adele Corradi – “Non so se don Lorenzo”, Ed. Feltrinelli – ove emergono il “maestro-prete” e il “prete-maestro”. E quel “maestro”, già nei Vangeli scritto con la emme maiuscola, richiamerebbe un Altro. A proposito: quelli che a p. 15 ridevano banali sicuramente non sanno che tra gli «amici di Don Milani» ce n’era uno in Vaticano che lo seguiva con simpatia e anche con qualche aiuto per i “ragazzi”. Si chiamava Giovanni Battista Montini, e riconoscerlo era facile: vestiva di bianco! Altro, ma stavolta sorriso. Sempre ieri sul “Corsera” (p. 33) si celebravano i 50 anni di un Settimanale femminile da sempre all’avanguardia, annotando con piacere che già «nel 1973» su quelle pagine ci si chiedeva: «Perché gli uomini hanno tanta paura di noi?» e cioè delle donne. Un bell’anticipo! Però relativo… Ho tra le mani un libro scritto nel 1896 dove una ragazza francese di 23 anni ricorda che proprio visitando l’Italia, già nel novembre 1887, quando ne aveva 14 e mezzo, non riusciva a capire come mai gli uomini avessero tanta paura delle donne. Quel libro aveva per titolo “Storia di un’anima” e quella ragazza si chiamava Teresa Martin, oggi conosciuta come Teresa di Lisieux, santa e dottore della Chiesa: donna, giovane, contemplativa, missionaria, appassionata di Cristo e degli uomini, soprattutto lontani, dimenticati e abbandonati da tutti… Bell’anticipo: anche sul “settimanale” d’avanguardia!

avvenire.it