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Migrazioni: antico impegno

Gentile direttore,
negli anni Ottanta la Cattolica di Milano aveva ospitato un convegno mondiale sul tema delle migrazioni che si era poi concluso con l’auspicio che i vari Stati potessero offrire aiuti adeguati per promuovere sviluppo nei Paesi di origine dei flussi. Oggi il problema si ripropone, ma è di difficile soluzione. Va notato che la Giornata mondiale delle migrazioni fu voluta da Pio X nel 1914 per richiamare l’attenzione e l’impegno dei cattolici e della società civile sui problemi della mobilità e sulle sue implicazioni pastorali. Nel 1985 la Giornata aveva avuto come tema: ‘L’altra faccia dell’emigrazione italiana’, con riferimento agli emigrati – le emigrazioni interne e i rientri dal-l’estero –, gli immigrati esteri, a vent’anni da quando la Chiesa aveva assunto dalla Santa Sede questo impegno in proprio, istituendo l’Ueci, l’Ufficio centrale per l’emigrazione italiana come ufficio operativo. Da notare che la Chiesa italiana si è sempre impegnata nell’opera di assistenza spirituale a queste persone, sorretta dalla collaborazione di settecento punti di assistenza con un migliaio di sacerdoti e altrettanti laici e suore. Ciò perché i rapporti di origine e di arrivo, notava Giovanni Paolo II, diventassero più stretti e cordiali, affinché l’emigrante fosse assistito in ogni fase della sua mobilità.

Riccardo Poletti Albino (Bg)

Già, gentile amico, l’impegno della Chiesa cattolica è antico. Ma l’intelligenza credente delle vicende migratorie lo è ancora di più. Le migrazioni sono da sempre un grande fatto umano intrecciato al disegno provvidenziale di Dio, e rappresentano una dimensione inevitabile della nostra condizione di ‘custodi’ del creato, di ‘figli’ di un pezzetto di mondo e di ‘pellegrini’ dentro l’universo che ci è casa comune. Le migrazioni, insomma, sono un fatto complesso e quasi mai facile e non poche volte traumatico, ma sempre importante e gravido di futuro. Un fatto da interpretare e regolare con saggezza, non solo un problema da risolvere o, peggio, da rimuovere.

da Avvenire